“Attendo con ansia il ritorno di Meluso a Cosenza. Se Guarascio avesse pensato prima a Valoti ora avremmo avuto una rosa più competitiva”

E’ l’incubo di tutti gli allenatori avversari. Il caso ha voluto che la sua abituale postazione in Tribuna A sia proprio alle spalle della panchina riservata agli ospiti. Stiamo parlando di Roberto Perri, 40 anni, se non avesse deciso di dedicarsi anima e corpo al mobilificio che gestisce a Rende avrebbe potuto fare il tenore. La sua ugola d’oro è conosciuta da tutti, le sue capacità vocali non hanno nulla da invidiare a quelle del grande Freddie Mercury. Studia ogni passo dei tecnici avversari e al primo errore o comportamento fuori dalle righe li fulmina con le sue urla. Roberto incarna in pieno quello che si può definire il tifoso con la T maiuscola. Lo manda in bestia lo scarso attaccamento ai colori, se potesse darebbe l’anima in campo per il suo Cosenza, esattamente quello che fa sugli spalti nella veste di supporter durante i 90 minuti.
– Di allenatori ospiti transitati sotto le tue grinfie ne hai visti tanti, qual è stato il più odiato?
“Non ho dubbi, è Gaetano Auteri, attuale tecnico del Matera con trascorsi a Siracusa e Catanzaro, non mi è mai stato simpatico. Ho un ricordo ancora fresco di lui”.
– Ti chiedo un parere anche sui tecnici del Cosenza, voglio sapere quale tra questi ricordi con più piacere?
“Sono legato in maniera particolare a Gianni Di Marzio, protagonista dell’impresa promozione nella stagione 1987/88, quella del ritorno in Serie B dopo 25 anni. Non dimentico nemmeno Gigi Marulla nella sua breve parentesi sulla panchina rossoblu negli anni della Serie D, non tanto per i risultati ottenuti quanto per ciò che il buon Gigi ha sempre significato per i nostri colori”.
– Una menzione particolare la merita anche Roselli, so che hai avuto modo di apprezzarlo dal punto di vista umano.
“Una bella persona mister Giorgio. Sedere accanto a lui nella cena organizzata dai soci di Cosenza nel cuore è stata una bella esperienza. Mi dispiace dire che dal punto di vista tecnico ultimamente aveva perso la bussola. La scelta di mettere da parte giocatori come Cavallaro e Baclet che ora stanno facendo la differenza si è rivelata sbagliata”.
– Sei un amante della buona tavola, c’è un giocatore attuale del Cosenza che ti ispira simpatia e col quale andresti a mangiare in un buon ristorante?
“Fra tutti sceglierei Angelo Corsi, esempio di umiltà e attaccamento alla maglia”.

– Andiamo sul sentimentale, hai mai pianto per questi colori? Di gioia o di tristezza?
“Ero ragazzino e gettai tante lacrime in quel di Taranto, ultima giornata del campionato 1988/89. Vincemmo 0-1 con gol di Maurizio Lucchetti ma non bastò per ottenere la promozione in Serie A. Quella fu la mia più grande delusione. Mi emozionai fino a piangere, di gioia questa volta, in occasione della doppia promozione dalla D alla C1 firmata Mimmo Toscano, fu il momento del nostro riscatto dopo anni di sofferenze”.
– Ti ha soddisfatto la campagna acquisti del recente mercato di riparazione?
“Direi di si, Valoti si è dimostrato capace. Sarebbe stato opportuno portarlo a Cosenza per il post Meluso. Con lui avremmo fatto un mercato più intelligente e ora saremmo a ridosso delle prime. Il Lecce e il Matera visti ultimamente non mi hanno affatto impressionato, ce la saremmo giocata”.
– Col senno di poi, quali giocatori avresti evitato di portare in riva al Crati? Chi non è da Cosenza a tuo avviso?
“Mi viene da pensare a Filippini, da poco ceduto al Fano, un giocatore che non è carne nè pesce. Guardando al resto della rosa spenderei una parola su Gambino e sul suo comportamento non proprio irreprensibile. Capisco la sua voglia di salvaguardare il suo futuro ma avrebbe dovuto mostrare più rispetto per una maglia così gloriosa e per il numero 9 che indossava”.
– Parliamo del prossimo impegno, che partita ti aspetti sabato pomeriggio al “Luigi Razza” di Vibo Valentia?
Sarà una partita molto dura, perchè la Vibonese ha dato fastidio anche al Matera e si è rinforzata con gli ultimi arrivi dal mercato. Il Cosenza dovrà affrontare la gara con lo stesso piglio mostrato nel secondo tempo di Melfi, se ci riuscirà potrà portare a casa i 3 punti”.
– Ora un occhio al futuro targato playoff, pensi che il Cosenza riuscirà a centrare tranquillamente l’obiettivo?
Penso che si possa puntare a raggiungere il quarto posto, facendo la corsa sulla Juve Stabia in calo. Le vespe hanno stravolto la loro identità durante la sessione invernale del calciomercato e rischiano di ripetere lo stesso errore compiuto dalla Casertana nella passata stagione”.
– Mancano ancora due mesi a Cosenza-Lecce ma tu pensi già a questa partita, hai il dente avvelenato contro l’ex DS Meluso?
“Mi sto preparando psicologicamente ma soprattutto vocalmente. Attendo con ansia i vari Ciancio, Arrigoni e in particolar modo il signor Meluso“.
– Un’ultima domanda, riapro una ferita che brucia ancora, quanto sei rimasto deluso dalla mancata vittoria nel derby di ritorno? I lupi avrebbero potuto fare di più?
“Troppo poco il pareggio rispetto a quello che sarebbe potuto essere. Pensavo e speravo che dopo lo 0-3 e il trenino dell’andata ci saremmo levati un’altra soddisfazione, che in casa manca da troppo tempo. Peccato perchè con un De Angelis in più in panchina ci sarebbe stato un altro risultato, è un tecnico a cui piace giocarsi le partite, molto diverso da Roselli e dal suo difensivismo estremo”.
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