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Angela Ciconte

Ciconte di Popolo della Famiglia: in politica una visione dell’uomo più equilibrata

Perché il Popolo della Famiglia? Questa è la domanda che Angela Ciconte, Responsabile Regionale del Popolo della Famiglia vuol fare a poco più di una settimana dalle votazioni.

Il Popolo della Famiglia

La risposta è semplice e chiara: “Perché la nuova cultura politica deve recuperare una visione dell’uomo più equilibrata. Per fare questo è necessario che i Cattolici trovino la loro propria identità.”

Non si può più dire sono cattolico e poi votare persone che sono mille miglia lontani dalla Fede; non si può più dire amo i miei figli, permettendo alla società di farne man bassa; non si può dire: amo la mia Famiglia, difendo la mia famiglia, permettendo al costume sociale di distruggerla; non si può dire sono cattolico e tollerare le unioni civili, l’eutanasia ed essere contro i diritti naturali; non si può da cattolici essere contro la vita non facendo nulla per difenderla dal concepimento alla morte naturale, omettendo di difendere l’educazione dei figli nella famiglia ed il matrimonio  tra un uomo e una donna.

Occorre il coraggio di difendere questi nostri PRINCIPI non negoziabili, unendoci e associandoci, perché senza l’UNIONE DEI CATTOLICI, la debolezza del singolo o del particolare è travolta da qualsiasi forma di “potere”(Don Giussani).

Se non si capisce questo, continueremo ad essere i cattolici della Domenica e delle Sacrestie, incapaci di generare Gesù Cristo e avere una fede intimistica, individualista che non ha nessun rapporto con l’altro.

Solo un rinnovato impegno culturale e di partecipazione dell’associazionismo e della ritrovata identità del variegato mondo cattolico, ad uno sviluppo della società e della città, che tenga conto della dignità umana e che ponga al centro la famiglia, i giovani e gli anziani, possono dare un concreto contributo per definire sulla terra ” i lineamenti della città Celeste (G. La Pira)”.

E’ necessario ridare voce e speranza a tutti i cittadini che in questi anni si sono allontanati dal dibattito culturale e politico perché ne hanno dovuto constatare l’esasperato egocentrismo e la lontananza dai loro problemi quotidiani.

Questo è l’ambizioso obiettivo che proponiamo a tutti coloro che si richiamano alla Dottrina Sociale della Chiesa e sono desiderosi di dare un concreto contributo per far uscire l’Italia da questa crisi che sembra inarrestabile.

In questo ventennio hanno impoverito e distrutto l’Italia, ora tocca a noi ricostruirla,  se  ognuno di noi farà  un passo indietro e rinuncerà, per il bene del Paese,  ad egemonie,  posizioni di comodo e inutili e sterili individualismi,  sono sicuro che troveremo   tutti l’unità  non in un partito individualistico, personale, senza idee e senza programmi, ma in un grande polo della SOLIDARIETA’ capace di aggregare tutti coloro i quali vogliono che l’Italia sia consegnata al POPOLO SOVRANO; altrimenti continueremo ad essere ostaggio di questa cultura della morte, dell’economia, delle corporazioni e dei cosiddetti poteri forti, che hanno dichiarato guerra all’Uomo, una guerra che si sta combattendo con  un’arma micidiale, pericolosa e devastante: “IL DENARO“.

Le oligarchie economiche finanziarie, da tempo hanno schierato le loro potenti batterie per schiavizzare L’UOMO, attuare la neutralità sessuale e la cancellazione del sistema binario uomo-donna.

Quello che si profila, è la nascita del “partito unico” che contiene nel suo interno maggioranza e opposizione dove i cattolici svolgeranno,  anche se presenti  a titolo personale, un ruolo marginale, insignificante, saranno al soldo di tutte le bandiere e succubi di ogni vento di dottrina.

Oggi si sta consolidando il “regine della casta” e dell’anarchia dove ognuno è libero di fare ciò che vuole e senza alcun controllo. Esso è costituito dalla concordia dei tre poteri dello stato (esecutivo-legislativo e giudiziario) che si scambiano reciprocamente i ruoli a seconda delle loro esigenze: i politici fanno i magistrati e i magistrati i politici, per cui la POLITICA diventa antipolitica e la GIUSTIZIA ingiustizia.

La vita politica deve recuperare e mantenere vivo quel pathos educativo e deve costituire la più franca e vivace apoteosi del diritto della personalità, fondata sull’unicità dell’uomo (Spirito e Corpo).

Quello che stiamo vivendo è una nuova forma di statalismo dove il regista non è più il Parlamento, ma il potere economico ( il  nuovo ordine mondiale dell’economia), le lobby e le corporazioni.

Il benessere dei lavoratori deve essere legato ad una economia sana, perché oggi i monopoli e le imprese sono basati su un’economia falsa.

La Libertà è connaturata all’uomo, ma si deve conquistare e difendere giorno per giorno.

Chi crede di aver conquistato la LIBERTA’ una volta per sempre, non ha mai capito cosa sia la LIBERTA’.

Essa si difende con la MORALITA’, dove non c’è moralità non c’è libertà e viceversa dove non c’è libertà non c’è moralità (Don L. Sturzo).

La Democrazia e l’avvenire si difendono solo se si ha fede, molta fede nella moralità, che è sempre la via maestra e la porta verso la libertà; solo

così possiamo cancellare questa deriva laicista e questa immoralità invadente.

Fino a ieri nessun politico parlava della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, in questa campagna elettorale, tutti parlano di famiglia, di quoziente familiare di difesa della vita e di sostegno alle famiglie numerose.

Perché? Perché hanno paura del ritorno alla politica dei cattolici sotto una sola bandiera.

La presenza in questa campagna elettorale del POPOLO DELLA FAMIGLIA   ha impaurito e scosso questo sistema politico basato sulla ingiustizia sociale, sulla corruzione, il malaffare, i privilegi e gli sprechi.

E’ giunto il momento della responsabilità e della partecipazione, è ora il momento che il POPOLO si metta in cammino.

Non importa chi porta la notizia, quello che è importante è solo la notizia.

 Quando il popolo di Dio si mobilita per difendere quello che è il culmine della Creazione, cioè la famiglia, non possiamo che partecipare e incoraggiare.

La Famiglia è una istituzione Divina, dal momento che Dio si presenta che ha un figlio Essa viene prima della politica e un attacco alla Famiglia Cristiana è un attacco diretto alla CHIESA.

Tocca al POPOLO DELLA FAMIGLIA   riprendere il cammino per una presenza, attiva e indispensabile dei cattolici nella vita politica alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.

La vera novità in questa campagna elettorale è stata la presenza del POPOLO DELLA FAMIGLIA che in pochi giorni ha registrato l’adesione di 6000 voti in Calabria e in tutta l’Italia circa 220.000 persone hanno condiviso questo progetto politico e accolto l’appello all’unità in politica dei cattolici. Questo risultato è stato raggiunto seppur nel territorio il Movimento è conosciuto da appena il 10% della popolazione (i media aiutano i grandi Partiti alla visibilità, non certo i piccoli emergenti che tra l’altro vengono temuti)

Dobbiamo andare avanti con coraggio e fermezza perché siamo sicuri che questa è la strada giusta, dobbiamo continuare perché da questo piccolo “granellino di Senape” possa nascere un albero maestoso, sotto la  cui  grande chioma, tutti possono avere accoglienza, ristoro e rinfrescarsi.

Adesso ci aspettano le strade, le parrocchie, le scuole, le associazioni, i circoli e tutti i gruppi presenti nei vari territori per far conoscere il POPOLO DELLA FAMIGLIA e per affrontare, con rinnovato vigore, i prossimi appuntamenti elettorali.

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