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Cina, coronavirus: chiuse anche alcune sezioni della Grande Muraglia

Una nuova grande preoccupazione sta spopolando ormai in Cina, ma anche negli altri paesi del mondo: un nuovo misterioso virus che appartiene ai coronavirus, ovvero una serie di patogeni che coinvolgono le vie respiratorie.

Il virus in questione è stato chiamato 2019-nCoV, tecnicamente è un Betacoronavirus, che appartiene allo stesso ceppo della SARS e della MERS, patologie che in passato, per alcuni soggetti, si sono rivelati essere letali. Viene chiamato nuova SARS o Polmonite Wuhan, nome preso dal capoluogo della provincia di Hubei, nella Cina Centrale, dove sono stati riscontrati i primi casi della malattia e dove il 18 gennaio 2020 si è registrato il terzo decesso. I sintomi di questa polmonite sono effettivamente quelli generici di molte altre patologie respiratorie. Il virus si manifesta con febbre alta, mal di gola, tosse secca, mal di testa, malessere generalizzato, dolori muscolari e articolari e difficoltà respiratorie. Non è letale se non nella forma più acuta, che tuttavia risulta essere pericolosa solo nei soggetti a rischio, ovvero persone anziane, malate o bambini.

La Cina, paese dove si è diffuso il virus, sta cercando di fermare il contagio con operazioni di quarantena, anche nella Città Proibita di Pechino che non accoglierà turisti fino a nuovo ordine.

Stando ai numeri dell’agenzia Reuters, le vittime del nuovo ceppo di coronavirus sono ormai venticinque, mentre le città in cui è stato imposto il blocco dei trasporti sono dieci, per un totale di 32 milioni di cittadini coinvolti. Dopo la Città Proibita, per scongiurare il rischio di contagi sono stati chiusi anche lo Shanghai Disney Resort ed alcune sezioni della Grande Muraglia per fronteggiare l’emergenza. Intanto, sono 13 in totale le città cinesi dove è stato imposto lo stop ai trasporti pubblici: si tratta città di Xianning, Xiaogan, Enshi e Zhijiang, Jingzhou, Huangshi, Qianjiang, Xiantao, Chibi, Ezhou, Huanggang e Lichuan, oltre alla città epicentro dell’epidemia, Wuhan, nell’Hubei.

Ma la preoccupazione non riguarda solo il paese del contagio ma anche altri paesi, Italia compresa. Negli aeroporti sono state avviate delle misure di sicurezza per evitare il contagio e nelle regioni in cui i focolai del virus sono attivi si parla di chiusura. Per ora pare che il rischio contagio in Italia non esista, ma il Ministero della Salute ha invitato le persone che devono viaggiare verso la Cina a vaccinarsi almeno 2 settimane prima della partenza, a lavarsi sempre le mani, indossare una mascherina, evitare i luoghi affollati e con animali vivi e cercare di non entrare in contatto con persone che manifestano i problemi respiratori .

Nel frattempo ci cercano soluzioni record e tal proposito, Anthony S. Fauci, direttore dell’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive (Niaid) del National Institutes of Health, uno dei massimi esperti nel mondo di immunologia, afferma:

“Un vaccino contro il nuovo coronavirus potrebbe esser testato sull’uomo in tempi record, meno di tre mesi, rispetto ai 20 mesi del vaccino sperimentale per la Sars”.

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