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Cineteca della Calabria, il cinema di Attanasio conquista la Spagna con il mito della Transumanza

Il film “Figli del Minotauro” vola all’Università di Lleida. La transumanza podolica calabrese diventa caso di studio internazionale per la conservazione del patrimonio UNESCO.

All’Università di Lleida (Catalogna, Spagna) si è tenuto il Workshop internazionale “Itinerari pastorali nell’Europa del 21° secolo: costruire reti per il riconoscimento e la conservazione di un patrimonio ancestrale condiviso”, organizzato dalle Università di Newcastle (Gran Bretagna) e Lleida (Spagna). Riuniti quindi esperti di diverse discipline e territori, per discutere sul futuro degli itinerari pastorali europei e definire azioni concrete per la loro protezione e valorizzazione. L’ iniziativa transnazionale  è volta a riconoscere, proteggere e valorizzare il ricco patrimonio culturale (materiale e immateriale) rappresentato dalle vie di transumanza europee.

Questi percorsi, riconosciuti nel 2023 come Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa, hanno modellato per secoli l’economia, la cultura e i paesaggi dell’Europa. Per l’Italia ha partecipato la prof. Roberta Alberotanza per l’Università di Reggio Calabria la quale, nel corso della sua relazione, ha proiettato estratti dal film di Eugenio Attanasio prodotto dalla Cineteca della Calabria “Figli del Minotauro” , sulla pratica della transumanza della podolica.

Dopo il festival del Pastoralismo di Grenoble in Francia e il Premio Turismo Sostenibile intitolato a Osvaldo Pieroni e Fulvio Beato, (due dei fondatori della Sociologia dell’Ambiente in Italia), conferito a Malta dal prof. Tullio Romita dell’Unical e il premio Filitalia International a Philadelfia, il fortunato documentario di Attanasio che racconta la storia della famiglia Mancuso di Marcedusa, allevatori transumanti da generazioni, continua nel suo percorso di valorizzazione di quest’antica pratica che è stata dichiarata nel 2019 patrimonio immateriale dell’ Unesco.

Formidabile la campagna di promozione e marketing portata avanti in Italia e all’estero dal capo ufficio stampa della Cineteca della Calabria, il giornalista Francesco Stanizzi, mediatore interculturale. Nel lungometraggio la transumanza diventa anche una metafora del cammino dell’uomo e del bovino, iniziato diecimila anni fa con la domesticazione. Ancora prima però il toro veniva rappresentato dai primi artisti della storia, sulle pareti delle grotte con significati ancora a noi sconosciuti. Nel cast del film di successo figurano il compianto  Franco Primiero, Mattia Isaac Renda, Francesco Stanizzi, Gianluca Cortese, Salvatore Gullì, Alessandra Macchioni. Il documentario segue una famiglia di allevatori nelle stagioni che pratica l’allevamento semibrado delle podoliche, la razza tipica calabrese, ricostruendo ipotesi di caccia primordiale e raffigurazioni parietali.  In Calabria è stato scoperto uno dei più antichi e misteriosi graffiti del mondo, il Bos Primigenius di Papasidero . 

La civiltà cosiddetta pastorale custodisce un ricco novero millenario di conoscenze; un etnomusicologo accompagna il lavoro documentaristico nel percorso sonoro dei campanacci, emblemi sonori di questo mondo arcaico ma calato perfettamente nella contemporaneità. Un lavoro che parte dalla preistoria per compiere una riflessione  sul mito, sull’arte, sull’allevamento non industriale, sul rapporto dell’uomo con la natura e con il territorio. Dal 2022 l’impatto di quest’opera ha profondamente modificato l’approccio verso il mondo del pastoralismo, tant’è che Regione Calabria ha approvato una legge, la   L.R. n. 22 del 15 maggio 2024 “Disposizioni per il riconoscimento, la tutela e la valorizzazione della transumanza e dei tratturi quale patrimonio culturale della Regione Calabria”.

Figli del Minotauro
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