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Città dei Giovani 2026, l’orgoglio di Salvatore Giordano: «Cosenza in finale per dimostrare il nostro valore»

Dalle aule scolastiche al podio nazionale: il Presidente del Consiglio dei Giovani analizza il successo di “Confluenze” contro i giganti Roma e Ascoli.

Ormai è noto: il progetto “Confluenze”, con cui il Consiglio Comunale dei Giovani ha candidato Cosenza al titolo di “Città Italiana dei Giovani 2026” del Consiglio Nazionale Giovani, è tra i tre finalisti. Ci giocheremo questo riconoscimento con Roma e Ascoli Piceno. Ma fermarsi a questo dato sarebbe riduttivo, quasi ingiusto.

Questa candidatura non nasce per celebrare un modello perfetto, né per raccontarci una città che ancora non esiste ma che è, faticosamente e quotidianamente, in divenire. Nasce, al contrario, da un atto di verità. Dalla volontà, ostinata e collettiva, di affermare ciò che troppo spesso viene messo in discussione: che i giovani del Sud non sono, e non saranno mai, giovani di serie B.

E insieme a questo, “Confluenze” nasce anche per smontare un’altra narrazione tanto comoda quanto superficiale: quella del disinteresse di noi giovani, della nostra presunta apatia, della mancanza di voglia di metterci in gioco. Non è così. Non lo è mai stato. Il punto è un altro. A noi giovani, troppo spesso, non vengono offerte occasioni reali di protagonismo.

Quando però quelle occasioni esistono, quando gli spazi si aprono davvero e non solo a parole, quando viene riconosciuta fiducia e responsabilità, i giovani rispondono.

E lo facciamo con una forza, una serietà e una visione che sorprendono solo chi non ha mai scelto di ascoltarli.

Il Consiglio Comunale dei Giovani ne è la prova concreta: un luogo in cui l’impegno non è simbolico, ma sostanziale; in cui le idee non restano enunciazioni, ma diventano proposte, progettualità, azione.

“Confluenze”, allora, è anche questo: la dimostrazione che il protagonismo giovanile non è uno slogan, ma una pratica possibile. Che se si costruiscono contesti veri, aperti, inclusivi, noi giovani non restiamo ai margini, ma diventiamo motore.

Non spettatori, ma autori. Non destinatari di politiche, ma soggetti capaci di immaginarle e realizzarle.

In questi mesi non abbiamo costruito un progetto chiusi in una stanza. Abbiamo attraversato scuole, riempito corridoi, ascoltato voci, raccolto sogni e frustrazioni, idee e critiche. Abbiamo fatto confluire tutto questo dentro “Confluenze”, fino a renderlo qualcosa di più di un dossier: una dichiarazione politica, un atto di appartenenza, una promessa condivisa. Senza quasi accorgercene, abbiamo dato forma a ciò che più ci mancava: la possibilità concreta di immaginare un futuro in cui restare non significhi rinunciare.

Per questo oggi non è arrivato in finale un semplice progetto. È arrivata in finale una comunità. L’impegno instancabile del Consiglio Comunale dei Giovani. Il lavoro, la passione e la responsabilità di Mattia, Fulvio, Marianna, Maria Rita. L’energia dei ragazzi e delle ragazze della Zumbini, dell’IC Lanzino, della Fausto Gullo, dello Scorza, del Monaco, del Lucrezia della Valle, del Fermi-Brutium, del Telesio. Di tutte le scuole, di tutte le realtà associative, di chi ha scelto di esserci, di contribuire, di non restare a guardare.

Adesso resta l’ultimo miglio. E lo affronteremo con una consapevolezza che nessuna classifica potrà mai scalfire: essere arrivati fin qui è già un fatto politico. È la prova che, quando smettiamo di aspettare e iniziamo ad agire, quando ci riconosciamo come collettività e non come individui isolati, quando ci rimbocchiamo le maniche davvero, noi giovani possiamo.

E non solo possiamo: cambiamo le cose.”

Salvatore Giordano
Presidente del Consiglio Comunale dei Giovani di Cosenza

il consiglio comunale dei giovani al termine dell’ultima seduta con la consigliera comunale Alessandra Bresciani e l’Assessore Veronica Buffone
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