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Città Unica Cosenza-Rende, per Loizzo "un sogno" ma Occhiuto parla di "area urbana"

Città Unica Cosenza-Rende, per Loizzo “un sogno” ma Occhiuto parla di “area urbana unica”

Carlo Guccione, polemico, lancia stoccate ai compagni di partito, il Pd, “mai far venir meno il dibattito” – ha detto in sala, mentre per Sandro Principe “Mario Occhiuto ha un’idea di città Cosenza centrica” e sul metodo di come arrivare alla città unica “non basta un referendum sul si o sul no”

Sabato 3 dicembre, a incontrarsi per discutere di “Città unica” nel capoluogo bruzio, presso il Royal Hotel in pieno centro cittadino e dinanzi a un folto pubblico, sono stati quattro esponenti politici di rilievo dell’area urbana cosentina Mario Occhiuto, Carlo Guccione, Sandro Principe e Simona Loizzo.

Simona Loizzo ha avuto il merito di formulare una proposta di legge per la città unica – ha detto introducendo il dibattito, il giornalista Mario Campanella, moderatore dell’incontro che prima di dare la parola agli intervenuti ha sottolineato che all’evento, erano stati invitati anche i sindaci di Rende e Cosenza, i quali però, assenti, hanno declinato.

Città Unica Cosenza-Rende, per Loizzo "un sogno" ma Occhiuto parla di "area urbana"
Città Unica Cosenza-Rende, per Loizzo “un sogno” ma Occhiuto parla di “area urbana”

A prendere la parola per primo, Carlo Guccione, esponente del Partito Democratico.

“Mai fare venire meno il confronto, come sapete però il PD non gode di buona salute” – ha esordito Guccione che poi è passato all’argomento oggetto dell’incontro evidenziando come il Mezzogiorno sia povero di grandi città “che possano interloquire direttamente con il governo nazionale ed avere un peso dal punto di vista della ricchezza socio-culturale”.

Un riferimento anche all’Unical e alle altre città calabresi.

“Abbiamo una università che andrebbe a pieno titolo dentro il comune unico ed inoltre, dobbiamo prendere atto che in Calabria è nata la terza città della Calabria che è Corigliano-Rossano”. Sul come procedere Guccione ha le idee chiare. “Bisogna che ci sia un processo partecipativo che avvii la possibilità di mettere insieme i servizi ed è necessario aprire un confronto anche sulla area vasta“. “Il comune unico può essere un bene per la Calabria ma tutto ciò deve passare da un consenso ampio e rendere protagonisti i cittadini. Ritengo sia arrivato il momento per la realizzazione di questo progetto. I nostri figli non hanno vissuto le divisioni del passato e vivono i due comuni in maniera naturale, si tratta di un grande salto culturale”. Infine, Guccione a scanso di equivoci ha affermato: “Sono qui per dire che sono favorevole e lo dico insieme a rappresentanti politici con cui abbiamo condiviso l’azione di governo fino a qualche mese fa”.

Successivamente l’intervento del senatore Mario Occhiuto

“Il tema della città unica arriva da lontano e Cosenza con Rende e con l’università, rappresenta un’unica conurbazione”. Per Occhiuto l’intera area soffre su diversi punti come ad esempio i trasporti. “Da sindaco – ha detto – cercai di allargare il trasporto pubblico a Rende ma l’iniziativa fu bloccata per varie ragioni”. L’ex sindaco di Cosenza su un punto è categorico. “Spostare alcune funzioni al di fuori della città – ha detto – provoca lo svuotamento della stessa”. Ma la questione della città unica è semplicemente una questione di volontà. “L’idea di città unica ha sofferto di alcune posizioni politiche che tenevano maggiormente ai propri territori. Dopo decine e decine di anni, non si può parlare di fusione a freddo visto che i cittadini vivono l’intera area come se fosse un’unica città ormai da anni. La questione è dunque di volontà politica”.

Occhiuto però non riserva molta fiducia affinché si possa arrivare alla città unica e dunque vira sulla formula dell’area urbana e dei servizi condivisi.

“In dieci anni non si è fatto nulla, se c’è un interesse reale, la città unica già esiste. I servizi migliori si possono dare solo con la città unica, un unico consiglio comunale, un sindaco. C’è però una questione di volontà politica, perché chi non vuole fare il referendum allora vuol dire che non vuole la città unica. Non vedo ancora questa maturità e vedo invece un egoismo della classe politica che pensa che un luogo possa diventare un proprio feudo. Certamente io non ci penso proprio a fare ancora il sindaco però c’è chi trova pretesti per non portare avanti l’idea”.

Sandro Principe promuove la città unica ma in disaccordo con le tesi di Mario Occhiuto

“Sono qui per confrontarmi non accettando minimamente le cose dette da Mario Occhiuto” – ha esordito Principe. “Mi sono educato in un partito e in un confronto elettorale che vedeva esponenti politici esporsi con i cittadini tuttavia non siamo quelli che abbiamo ragionato su posizioni da listino” – la stoccata. “Il sindaco Occhiuto aveva un piccolo difettuccio, quello di uno sguardo che non andasse mai al di là dei confini cittadini” – ha rincarato Principe che poi ha fatto un accenno alla questione dei trasporti e all’Amaco. “Parlare come se il servizio di trasporto non esistesse nell’area urbana non è giusto. Guardiamo all’Amaco, ma quale circolare veloce avremmo avuto?”.

“La Calabria aspetta da decenni il piano di bacino, bisogna dirlo al presidente della Regione Occhiuto. La Regione deve dotarsi di punti riferimento imprenditoriali, lavorando perché le aziende dei trasporti si mettano insieme per poter concorrere sul bacino”.

Principe ha risposto a Occhiuto sulla questione della volontà di procedere verso la città unica.

“Quante volte vi siete incontrati fra sindaci per programmare i psc delle due città? Non si è realizzato un atto per mettere insieme le progettualità dei due comuni” – ha detto Principe che poi ha virato sulla questione del metodo. “Non me la sento di chiedere ai cittadini “volete la città unica”, si o no?”. Per l’ex sindaco di Rende ed ex consigliere regionale si deve partire dai servizi e soprattutto dallo spiegare come sarà la città unica. “Vogliamo dire ai cittadini come saranno gestiti i servizi? Se vogliamo fare un ragionamento serio allora iniziamo a pensare di gestire i servizi in comune e poi sottoponiamo ai cittadini il quesito” – ha concluso Principe.

Poi rivolto a Mario Occhiuto ha detto: “Onestamente caro Mario tu hai un’idea di città Cosenza centrica“. “Dobbiamo fare l’ospedale nuovo? Perché non farlo all’Unical dove fare poi la facoltà di Medicina?” – ha detto Principe che poi ha precisato “In termini economici se fatto a Vaglio Lise porterebbe maggior guadagno a Rende. Tu invece pensi di farlo a sud, aprendo un altro svincolo autostradale. È un’idea ma non lo condivido”. In definitiva, per Principe: “È necessario ricostituire un clima di fiducia, sedersi intorno a un tavolo per discutere e per sottoporre ai cittadini una proposta concreta e non chiedendo un si o un no”.

La replica di Occhiuto a Principe

“Sandro Principe è stato un ottimo amministratore che ha costruito partendo da un’idea di città all’avanguardia. Però vorrei precisare che ognuno è stato sindaco delle proprie città. Mi sono incontrato tante volte con i sindaci di Rende” – ha replicato Occhiuto. “La mia idea è quella di lasciare l’ospedale lì anche per una questione urbanistica se poi lo vogliamo spostare allora sono d’accordo con te, meglio l’Unical che Vaglio Lise. Quando Cosenza e Rende saranno una città unica lo saranno in tutti i luoghi del territorio. I servizi cambiano con le amministrazioni, ci sono amministrazioni che gestiscono bene e altre male”. Per Occhiuto: “La città ormai è già formata, bisogna dare i servizi ai cittadini, ma l’area della città esiste già”.

Infine, l’intervento di Simona Loizzo, che è andata anche oltre alla Città unica: “Un grande ospedale lo vogliamo tutti”

“Mario (Occhiuto, ndr) ha fatto molto per questa città e lui è un punto di riferimento per tutti coloro che credono nella città unica” – ha detto la deputata della Lega, Simona Loizzo. “Principe è un grande socialista meridionale e l’ho voluto fortemente qui per le sue idee”. Poi la stoccata ai sindaci. “I grandi assenti sono coloro che governano le città. Chi non si sottopone a un dibattito liberale sbaglia. Sono decenni che si parla di città unica e penso che i cittadini vogliano esprimersi su questo. Ringrazio Carlo Gruccione che è un mio amico ed è qui in tutta libertà”.

“Io sogno una città unica e un grande ospedale. Lo vogliamo tutti” – ha detto Loizzo. E ancora. “Io credo che la città unica sia una grande opportunità, così come è un’opportunità avere un unico ospedale, un’unica università, un unico sistema di trasporti, di smaltimento dei rifiuti e chissà magari anche un termovalorizzatore”.

Ma Loizzo solleva anche il problema culturale. “I confini sono solo dentro di noi, perché di città unica se ne parla da più di vent’anni e penso che la cultura dei cittadini sia molto più avanti della politica”. Infine, la deputata della Lega ha fatto un accenno alla sua attività di parlamentare e riferendosi alla questione dell’autonomia differenziata, ha sottolineato l’opportunità di avanzare le nostre peculiarità, ovvero l’energia come prodotto della nostra regione. “Sapevo che mi sarei trovata tra colonne di aspetti tecnici per la finanziaria che, per quanto coraggiosa, avrà una coperta troppo corta ma è con soddisfazione che ho avuto la conferma che due emendamenti a mia firma saranno nella finanziaria” – ha detto la parlamentare riscuotendo il consenso del pubblico e chiudendo l’incontro.

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