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Città Unica, iscritti del PD di Rende ai vertici del partito: votate contro

In rappresentanza di un nutrito gruppo di iscritti e simpatizzanti del circolo del PD di Rende chiediamo all’intero gruppo consiliare regionale del PD ed, in particolare, ai consiglieri regionali eletti nella provincia di Cosenza, che in occasione del prossimo Consiglio Regionale, convocato il 26 luglio p.v., in merito al terzo punto all’odg: “Proposta di provvedimento amministrativo d’Ufficio, recate: “Effettuazione del referendum consultivo obbligatorio sulla proposta di legge n. 177/12^ di iniziativa dei consiglieri Caputo, Gentile, De Francesco, Mannarino, Molinaro, Straface, Graziano e Gallo, recante: “Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero”, di votare contro e con un convinto no alla proposta in esame.

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Bandiere del PD

La nostra richiesta parte dalla consapevolezza che la proposta di legge di fusione dei comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero si connota come una proposta anti democratica che vede la luce sin dall’approvazione della cd legge Omnibus del febbraio 2023, nella quale sono stati cancellati i pareri vincolanti dei Consigli Comunali (che già si erano espressi negativamente sulla proposta di fusione). Così facendo, vengono mortificati i territori, vengono bypassate le amministrazioni comunali così sovvertite o cancellate e, soprattutto, vengono ignorate le scelte dei cittadini. Sono i cittadini che devono essere al centro delle scelte future dei propri territori, in questo caso né consapevoli né protagonisti. A nostro avviso, non può essere consentito a nessuno di realizzare un obiettivo politico di parte in dispregio dei valori fondamentali della democrazia e dell’autodeterminazione dei popoli, criteri che stanno alla base del Partito Democratico, sin dalla sua nascita e costituzione.

Premesso che, la nostra non è una posizione pregiudiziale alla città unica, riteniamo che prima di avviare un processo di fusione a freddo, come si configura quello riportato nella proposta di legge regionale, c’è la necessità di dimostrare, informare, spiegare e far comprendere le positività e le negatività di una eventuale fusione ai cittadini dei tre comuni. Come detto, proposta di legge, unico caso in Italia, che non tiene conto dei pareri, a nostro avviso fondamentali, dei Consigli Comunali quali rappresentanti democraticamente eletti né tantomeno della volontà dei cittadini, i quali attraverso un referendum solo consultivo e non vincolante vengono sottratti del potere di decidere sulle sorti future della propria comunità; referendum basato, peraltro, su un progetto inesistente. Referendum che non deve basarsi sulla popolazione complessiva dei comuni facenti parte della proposta di fusione ma deve essere effettuato e valutato su ogni singola comunità interessata. Inoltre, elemento ancora più grave, non si tiene conto del fatto che oggi la città di Rende non ha un organismo amministrativo democraticamente eletto.

A voler tacere, sullo studio di fattibilità, redatto, su commissione di parte, da una persona che non conosce minimamente il contesto territoriale interessato e che ha semplicisticamente trascritto dati e tabelle, peraltro vetusti, reperibili, per giunta, sui vari siti istituzionali, regionali e nazionali, senza alcuna oggettiva proiezione e, nella maniera più assoluta, alcuno scenario futuro della nuova città.

Giova ricordare che nello scorso mese di novembre il Comitato Cittadino di Rende, che è fermamente contrario alla proposta di legge regionale di fusione, ha incontrato i consiglieri regionali, on.li Bevacqua e Iacucci. Nell’incontro, come è stato riportato sulla stampa locale, si è condivisa la contrarietà netta sia al metodo sia alla tempistica di realizzazione della fusione dei tre comuni, l’assoluta mancanza di partecipazione e condivisione da parte dei cittadini sul futuro delle tre comunità coinvolte, causando la cancellazione di storie, tradizioni, usi, costumi e quant’altro senza che né i consigli comunali né, tantomeno, i cittadini possano esprimersi su un progetto che a tutt’oggi non è lecito definire tale in quanto del tutto carente dei requisiti minimi e, per l’appunto, scellerato e senza alcun senso. Si è, quindi, ribadita la contrarietà all’iter legislativo e al metodo per giungere eventualmente alla fusione dei tre comuni, adottati dal Governo Regionale, in assenza di linearità e gradualità, in cui sono altresì evidenti i deficit di democraticità della proposta stessa. A conclusione dell’incontro i Consiglieri Bevacqua e Iacucci si sono resi disponibili a diffondere le proposte dell’assemblea popolare sia tra i cittadini sia in Consiglio Regionale dove non faranno mancare le loro azioni di contrasto alla Proposta di Legge per la fusione dei tre comuni.

La nostra richiesta alle SVI, è indirizzata, innanzitutto, a rivedere tutta la procedura legislativa di fusione dei tre comuni, ripristinando, preliminarmente, le fondamentali regole della democrazia e, ancor prima, del buon senso istituzionale. La nostra richiesta è che si porti avanti l’istituzione dell’Unione dei Comuni per almeno un triennio, pianificando, organizzando e sperimentando l’unitarietà dei servizi pubblici e tutto ciò che comporta la gestione ordinaria e straordinaria di un ente. Al riguardo, evidenziamo come l’Unione dei Comuni sia scelta democratica e reversibile. Poggia, infatti, sulla volontà di partecipare alla gestione comune dei servizi e non comporta lo scioglimento ossia la cancellazione di nessun comune. Consente, invero, un comune esame approfondito, la successiva necessaria progettazione e sperimentazione per un eventuale futuro processo di fusione consapevole. Permette a molti più comuni, a nord, a sud, a est e ad ovest, non solo quindi ai tre individuati dalla Regione, di partecipare liberamente. L’Unione, a partire dai comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero per la cosiddetta “città unica”, può coinvolgere, quindi, tutti i Comuni che hanno intenzione di aderire e la cui adesione sia tecnicamente compatibile con la gestione unitaria dei servizi e con le strategie europee di coesione territoriale, realizzando così un proficuo riequilibrio territoriale, per determinare uno sviluppo equilibrato e solidale.
A nostro avviso, è importante redigere, di concerto tra le parti, un progetto serio, vero e di prospettiva concreta in cui far emergere punti di forza e punti di debolezza della nuova città, questo sì da sottoporre alla valutazione dei cittadini delle singole città interessate. Solo in caso di positiva sperimentazione dell’unione e, quindi, di reale beneficio per la collettività interessata, il progetto di città unica potrà essere sottoposto a referendum deliberativo, da approvare a maggioranza dei voti espressi in ogni singolo comune, ovviamente valido se parteciperà al voto il 50%+1 degli aventi diritto.

Inoltre, essendo il PD un partito riformista e progressista, deve sollecitare il governo regionale affinché dia l’indirizzo sul riordino territoriale generale, prerogativa che la Costituzione gli riconosce e non altro. Solo così si può evitare una deriva istituzionale e iniziare, invece, una moderna stagione di centralismo su base regionale.

Per tutto ciò, chiediamo ai consiglieri regionali del PD, e alle altre forze di opposizione in consiglio regionale, di votare No al punto 3 dell’odg del Consiglio Regionale del prossimo 26 luglio, per come sopra dettagliato. Un No che abbiamo ampiamente giustificato e dettagliato. Qualora questa nostra richiesta non venisse accolta e le determinazioni dei consiglieri regionali durante la seduta del consiglio del 26 luglio p.v. non dovessero andare nel verso della nostra richiesta, saremo costretti a determinarci autonomamente sulle scelte e sulle iniziative future da intraprendere.

Il PD voti no e non sia complice di Occhiuto e della maggioranza di centro destra.

Francesco Adamo, ex Segretario del Circolo PD di Rende

Gianluca De Rango, iscritto e militante Circolo PD di Rende

Clelio Gelsomino, Direzione Regionale PD Calabria

Bianca Maria Iusi, Assemblea Regionale PD Calabria

Francesco Midulla, ex Coordinatore del Circolo PD di Rende

Lorenzo Principe, Assemblea Provinciale PD di Cosenza

Vincenzo Rende, iscritto e militante Circolo PD di Rende

Antonietta Tricarico, Assemblea Regionale PD Calabria

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