I ricorrenti, impugnando l’atto amministrativo, chiedono al tribunale amministrativo di inviare alla Corte costituzionale la legge omnibus approvata dal Consiglio regionale, nella primavera del 2023, ritenendo che violi alcuni principi della Carta e ovviamente la sospensiva dell’appuntamento referendario.

Si costituirà la Regione Calabria e chiederanno di costituirsi alcuni comitati per il no e per il si.
Essendo un provvedimento cautelare il tribunale amministrativo dovrà decidere in tempi brevi. Se il ricorso sarà respinto potrà essere appellato al Consiglio di Stato che deciderà in tempi altrettanto brevi.
L’invio della legge regionale alla Consulta significherebbe sospendere il referendum del 1 dicembre in attesa delle decisioni della Corte che avverranno più o meno nel giro di un anno.
I sostenitori del ricorso, in testa i sindaci Franz Caruso e Orlandino Greco, sostengono che la Calabria sia l’unica regione ad avere estromesso i consigli comunali dalle fusioni. Una tesi contestata dal centrodestra che, invece, ritiene la omnibus perfettamente in linea con la Costituzione che assegna alle Regioni il compito di creare nuovi comuni, “sentita la cittadinanza”. Una cosa, dicono dalla maggioranza, confermata proprio dal referendum.
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