CONF.A.I.L. – F.A.I.S.A., in relazione alla recrudescenza di episodi di violenza ai danni del personale frontline dei trasporti (settore ferroviario e TPL), formula formale richiesta di urgente convocazione presso codesto Ministero.
Gli ultimi episodi – culminati nel gravissimo accoltellamento che ha portato alla morte del capotreno Alessandro Ambrosio nei pressi della stazione di Bologna (5 gennaio 2026) – impongono una risposta istituzionale immediata e coordinata. L’evento, oltre al suo drammatico esito, evidenzia un dato allarmante: la vulnerabilità del personale può manifestarsi non solo a bordo treno o in servizio di controlleria, ma anche in aree operative e “di pertinenza lavorativa” che dovrebbero essere protette, con ricadute dirette sulla percezione di sicurezza e sul diritto stesso alla mobilità.
Parallelamente, il quadro nazionale continua a registrare aggressioni (fisiche e verbali) in particolare verso: personale di bordo, verificatori, autisti, addetti a stazioni/capolinea e operatori di bigliettazione. Anche quando i dati mostrano miglioramenti in specifici ambiti, restano numeri incompatibili con un servizio pubblico essenziale: FS Security ha comunicato che nel 2024 le denunce per aggressioni al personale ferroviario sono state 381 (da 427 nel 2023), evidenziando un calo, ma confermando comunque una dimensione strutturale del fenomeno.
Prendiamo atto delle iniziative già avviate sul tema sicurezza (anche su impulso di Prefetture e tavoli territoriali) e dell’impegno di Polfer e Forze dell’Ordine nei presidi e nei controlli. In particolare, risultano rilevanti: l’impiego di pattuglie a bordo convogli e il rafforzamento dei controlli, come
riportato nei bilanci istituzionali più recenti.
Tuttavia, la persistenza di aggressioni – con episodi di particolare ferocia e l’uso di armi – dimostra che l’attuale configurazione di misure non può restare “a macchia di leopardo”. È necessario trasformare strumenti, linee guida e buone pratiche in un impianto nazionale uniforme, misurabile e
finanziato.
Il personale dei trasporti svolge un servizio essenziale e non può lavorare in condizioni in cui l’aggressione diventi un rischio “atteso”. La tutela della sicurezza del personale è prerequisito della qualità del servizio e della sicurezza dell’utenza. Per questo si richiede un riscontro formale e la convocazione del tavolo con la massima urgenza.

Vai al contenuto




