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Congresso Uila a Roma: il segretario Barbalaco accende i riflettori sulle emergenze della Calabria

L’intervento del leader sindacale si apre con la tragedia dei braccianti di Amendolara. Definiti anche i cinque componenti calabresi che entreranno a far parte dell’esecutivo nazionale.

Si è concluso a Roma l’ottavo Congresso Nazionale della Uila che ha visto l’intervento del Segretario Generale UILA Calabria Pasquale Barbalaco. Il SEgreatrio ha scelto di aprire la relazione con un richiamo emotivo e politico alla tragedia di Amendolara, dove quattro braccianti sono stati arsi vivi. “Non è un “incidente” – ha affermato con forza il Segretario calabrese chiedendo che la tragedia si trasformi in un punto di svolta –  “È il segno di un sistema marcio che tollera schiavitù, sfruttamento sistematico della manodopera, insicurezza, invisibilità.

Anche in questo caso, come troppe volte, ci troviamo qui a ripetere ‘mai più, mai più’, parole che rischiano di svanire nel nulla. Il lavoro dovrebbe essere la priorità assoluta del nostro paese, perché il nostro è una repubblica fondata sul lavoro. Non possiamo accettare che le persone siano costrette a scegliere tra la miseria e lo sfruttamento. Questo non è un problema che riguarda solo gli immigrati, o la nostra regione, riguarda tutti, riguarda il nostro intero paese.

Serve dare una risposta significa proteggere i vivi, fare giustizia per i morti e cambiare le regole del gioco nelle campagne e nelle filiere della Calabria e dell’Italia”.

“Ma il settore agricolo è anche altro – ha ricordato Pasquale Barbalaco, raccontando una iniziativa significativa che la UILA Calabria ha promosso nel mese di dicembre scorso – La UILA Calabria ha raccolto, tra le tante, un’esigenza concreta manifestata da molte lavoratrici madri: la difficoltà di conciliare il lavoro con la cura dei propri figli, soprattutto per l’assenza di servizi adeguati a cui affidarsi durante l’orario lavorativo.

Da questa esigenza è nata l’idea di proporre alle aziende del territorio e colta subito da una “l’azienda Agricola Federico di Sibari” un progetto di nome Agri Nido. Un progetto innovativo che consentirà alle lavoratrici madri di lasciare i propri figli in una struttura dedicata all’interno dell’azienda, permettendo loro di svolgere il proprio lavoro con maggiore serenità e sicurezza”.

Il Segretario ha fatto poi riferimento al percorso congressuale che lo ha visto girare in lungo ed in largo la Calabria e alle richieste di aiuto e sostegno che ha ricevuto da parte di persone che vogliono rimanere in Calabria e credono nel sindacato. L’intervento ha tracciato un quadro impietoso delle aree interne calabresi, strette in una morsa di spopolamento e abbandono istituzionale: “La Calabria è un territorio straordinario, ma ancora fragile. Le carenze infrastrutturali, i servizi insufficienti e lo spopolamento delle aree interne sono problemi concreti, che ogni giorno incidono sulla vita dei cittadini. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un forte calo demografico: meno nascite e sempre più giovani che lasciano la regione — circa 24 mila under 35 negli ultimi cinque anni. Un trend che rischia di compromettere il futuro sociale ed economico della Calabria”.

“Allo stesso tempo, però, la Calabria è anche ricchezza, identità e qualità – ha sottolineato Barbalaco -Investire in prevenzione non è un costo, ma un atto di responsabilità verso chi ci dovrà giudicare domani. In questo contesto assume un valore fondamentale il ruolo dei lavoratori idraulico-forestali, veri presìdi di tutela ambientale e di salvaguardia del territorio. Oggi più che mai, di fronte agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, il loro lavoro rappresenta una risorsa strategica per la Calabria. Per questo chiediamo che il lavoro degli idraulico-forestali venga valorizzato, rafforzato e riconosciuto come una delle principali politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e di difesa del territorio calabrese.

 “Non è tutto – ha aggiunto il Segretario Pasquale Barbalaco –   ci sono centinaia di lavoratori idraulico-forestali ex dipendenti dei consorzi di bonifica — andati in quiescenza prima della riforma dei consorzi — ai quali, dopo oltre 43 anni di lavoro, viene ancora negato il TFR maturato. Intrappolati in un limbo che non hanno creato loro.

E ad oggi, a sei mesi dalla firma, non è ancora stato recepito l’aumento previsto dal rinnovo del CCNL Idraulico-Forestale, sottoscritto lo scorso dicembre. Sei mesi. E chissà quanti ne passeranno ancora prima che lavoratrici e lavoratori possano beneficiare di quanto hanno legittimamente conquistato — inclusa la detassazione degli aumenti contrattuali”.

“Da questo congresso, allora, lo diciamo con chiarezza e con forza: La UILA non si ferma – ha affermato in chiusura di intervento il Segretario Generale Pasquale Barbalaco – Continueremo a lottare perché vengano cancellate le ingiustizie che i lavoratori calabresi stanno subendo. Continueremo a batterci perché i giovani calabresi non siano costretti ad abbandonare la propria terra. E perché il sogno di restare — di costruire il proprio futuro in Calabria — non resti un miraggio, ma diventi una concreta, reale opportunità.

Vogliamo una Calabria che valorizzi il lavoro protegga il territorio, investa nelle competenze e riconosca il ruolo fondamentale di chi ogni giorno contribuisce alla sicurezza, alla crescita e alla dignità delle nostre comunità!”

In conclusione del congresso nazionale della Uila, che ha confermato Enrica Mammucari come Segretaria Generale per i prossimi quattro anni, per la Calabria sono stati designati negli organismi dell’Esecutivo Nazionale Pasquale Barbalaco, Massimo Comberiati, Concetta Zurzolo, Antonio De Gregorio e Simona Giorgio.

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