Leggendo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Conte, oggi in visita in Calabria, non possiamo che constatare la assoluta mancanza di progettualità rispetto all’affrontare le ataviche criticità che affliggono il mezzogiorno e in particolare la Calabria.

Da colui il quale, a parole, si professa capo del governo del cd “cambiamento” mi sarei aspettato proposte anziché le solite prese d’atto. Il premier ha affermato di conoscere bene i problemi infrastrutturali che affliggono la Calabria e si è soffermato sul recente dato, secondo il quale, oltre 100.000 laureati calabresi hanno lasciato la propria terra in cerca di lavoro , esprimendo, infine, la solidarietà del governo alla Calabria.
Sarò forse malpensante piuttosto che semplicemente stanco oltre che abituato ai soliti proclami ma vorrei capire in cosa abbia consistito fino ad ora ed in cosa consisterà questa solidarietà. Allo Stato, se da un lato, nei fatti, il programma di governo e’ totalmente sprovvisto di misure programmatiche di rilancio per il mezzogiorno dall’altro nello specifico ogni azione promossa anche dalla deputazione pentastellata e’ finita nel dimenticatoio; esempio lampante ne e’ la vicenda relativa alla ricostruzione del porto di Diamante , il cui dossier e’ sul tavolo del Ministro Toninelli sin dal mese di Giugno.
Forse la mia sarà solo la pecca caratteriale di un giovane calabrese che trova risposte, forse persino prevenuto visto il perdurare della disattenzione verso la mia terra ma credo che non ci sia calabrese che oggi, leggendo l’ennesima dichiarazione senza nulla dire, tipica di una visione pirandelliana della società e che trova nel personaggio di Vitangelo Moscarda la massima interpretazione, non abbia avuto la voglia di dire ” se dovete venir qui a fare spallucce preferiamo che restiate a casa”.
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