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Continua l’indagine contro la ‘ndrangheta: 42 arresti tra Reggio Calabria e Genova

Sulla scia dei numerosi arresti calabresi portati a termine lo scorso 29 giugno, le autorità hanno rintracciato la ‘ndrangheta in Liguria, dove alcune cosche stavano investendo milioni di euro in appalti pubblici

Continua l’indagine della polizia coadiuvata dalla direzione investigativa antimafia che, alla luce degli arresti portati a termine lo scorso 29 giugno, ripercorre i movimenti della ‘ndrangheta. Questa volta l’obiettivo delle cosche si è rivolto verso il Terzo Valico. Le cosche in Liguria erano intente a investire milioni di euro in appalti pubblici grazie al supporto di politici e funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria.

'ndrangheta
DIA

Le squadre mobili e la Dia di Reggio Calabria e Genova hanno eseguito nella mattinata di ieri ben 42 arresti. Tra i nomi di spicco figura quello del vicepresidente del consiglio regionale Francesco D’Agostino, eletto nel 2014 nella lista “Oliverio Presidente”. Secondo la banca dati delle forze dell’ordine D’Agostino risulta “in passato essere stato oggetto di attenzione da parte della Stazione dei carabinieri di Cittanova in quanto indicato quale uomo di fiducia del clan mafioso Raso-Albanese” mentre negli anni ’80 è stato arrestato per detenzione abusiva di armi.

Alla luce delle nuove indagini è scattata questa mattina l’operazione “Alchemia”, coordinata dal procuratore di Reggio Federico Cafiero De Raho, dall’aggiunto Gaetano Paci e dai sostituti Roberto Di Palma e Giulia Pantano che hanno disposto anche numerose perquisizioni tra la Liguria, la Calabria, il Lazio e il Piemonte. Le indagini stanno muovendosi sulla duplice direttrice mafiosa di Raso-Gullace-Albanese di Cittanova e Parrello-Gagliostro di Palmi. Nuove richiesta d’arresto sono partite nei confronti del senatore Antonio Caridi e del deputato Giuseppe Galati, quest’ultimo dovrà rispondere al reato di corruzione aggravata dalle modalità mafiose.

I 42 arrestati dovranno rispondere alle accuse più disparate legate allo stampo mafioso: associazione a delinquere, concorso esterno con la ‘ndrangheta, corruzione e intestazione fittizia di società che sono state colpite anche da un provvedimento di sequestro. Nel corso dell’operazione sono stati posti sotto sequestro beni che ammontano a 40 milioni di euro. Si pone l’accento, inoltre, sugli interessi delle cosche nella Piana di Gioia Tauro nel settore del movimento terra, delle sale giochi e del Terzo Valico.

Sono emersi, inoltre, i contatti con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria e con politici, non solo politici locali: nel fascicolo dell’inchiesta ci sono i contatti anche di alcuni politici nazionali con la cosca Raso-Gullace. Rapporti che erano già emersi nel 2011 quando, nelle carte della Direzione distrettuale antimafia di Reggio e Genova era spuntato il nome del senatore Antonio Caridi per il quale presto il Parlamento dovrà pronunciarsi per l’arresto nell’ambito di un’altra inchiesta della Procura calabrese.

L’indagine Alchemia ha fra l’altro accertato, nella cosca di Cittanova Raso-Gullace-Albanese operante in Liguria, l’affiliazione di figli di ‘ndranghetisti al momento del raggiungimento della maggiore età.

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