Non ne avete nessuna colpa, cari millennials cosentini, se per voi quella tra Cosenza e Salernitana potrebbe tranquillamente sembrare una partita come le altre.
Non fosse per i racconti di padri, o nonni, volti a far comprendere a pieno i contorni epici e leggendari di Cosenza – Salernitana, non ne avreste giustamente sentore. Nelle vostre fresche pupille, iniettate di rosso e di blu, solamente la magnificenza delle coreografie dei settori più caldi del tifo bruzio nel boxing day di due stagioni fa. Sul campo, ahivoi, fu uno squallido 0-0 con poche emozioni.

È la curiosa, se così vogliamo definirla, storia della rivalità che intercorre tra le tifoserie di Cosenza e Salernitana. Un’ostilità che non impedisce ai supporters delle due squadre di riconoscere il valore, in termini di numeri, calore e qualità scenografica, degli avversari.
Zampagna gol (’00/-’01)
Sempre voi, suddetti millennials, non eravate nemmeno nei pensieri dei vostri futuri genitori quando Riccardo Zampagna, a tempo quasi scaduto, spingeva in rete un pallone che proprio non voleva saperne di entrare. Quando il “San Vito“, la cui atmosfera in quel freddo e piovoso pomeriggio di dicembre dell’anno 2000 non aveva niente da invidiare alla “Bombonera” di Buenos Aires, rischiò di venire giù. Chi scrive venne travolto dalla calca della Sud e perse letteralmente di vista compagni e amici per ritrovarli, smaltita la sbornia dell’esultanza, fuori dallo stadio.
Il Pagliuso furioso (’01/-’02)
Eravate probabilmente in fasce quando, nella stagione successiva, Igor Zaniolo si produceva in uno dei gesti tecnici più stilisticamente apprezzabili mai visti dalle nostre latitudini per trafiggere Soviero. Vi siete persi la sfuriata del patron del Cosenza Pagliuso. Rosso di rabbia, faceva invasione di campo per protestare contro le discutibili decisioni dell’arbitro Nucini da cui originò il gol vittoria degli ospiti.
Il ricordo più nitido è quello del match della precedente stagione. È la seconda giornata di campionato e il solito Cosenza dalle partenze diesel cede il passo alla Salernitana. I granata allenati dall’ex tecnico della Nazionale Gianpiero Ventura portano a casa l’intera posta in palio grazie al diagonale vincente di Firenze. Sabato rovinato per i diecimila del “Marulla”.
La compagine campana è l’avversario che i rossoblù si sono ritrovati di fronte più volte nella loro storia: 42 volte, se si contano solo gli incontri disputati tra le mura amiche. Diventano 43, se si aggiunge lo spareggio retrocessione di Pescara della stagione 1990/1991. È da qui che, bella gioventù, dovreste chiedere di far principiare il racconto. Allora sì che avreste tutto chiaro in un attimo.
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