COSENZA (3-5-2) Micai,Meroni (Cimino),Venturi, Fontanarosa (Sgarbi), Rispoli (D’Orazio), Zuccon, Voca (Viviani), Florenzi, Martino, Mazzocchi (Forte), Tutino. ALLENATORE: Caserta. PANCHINA Marson, Lai, Sgarbi, Cimino, Viviani, D’Orazio, La Vardera, Arioli, Forte, Crespi, Zilli.
PARMA (4-2-3-1) Chichizola, Hainaut, Osorio (Hernani), Circati, Coulibaly, Sohm (Charpentier), Estevez, Mihaila (Partipilo), Bernabé, Man (Cyprien), Bonny (Del Prato). ALLENATORE Pecchia. PANCHINA Corvi, Turk, Ansaldi, Di Chiara, Balogh, Camara, Cyprien, Hernani, Delprato, Charpentier, Colak, Partipilo.
ARBITRO Baroni della sezione di Firenze. ASSISTENTI Cecconi della sezione di Empoli e Barone della sezione di Roma 1. QUARTO UOMO Gemelli della sezione di Messina. VAR Marco Piccinini della sezione di Forlì. AVAR Orlando Pagnotta della sezione di Nocera Inferiore.
NOTE: Giornata molto fredda e ventosa, spetattori 3.647 con buona rappresentanza di marca emiliana. Primo del fischio di inizio osservato un minuto di raccogliemnto in memoria dell’ex giocatore del Napoli Antonio Juliano, scomparso nei giorni scorsi. Recuperi: 2′ e 5′
AMMONITI: Hainaut, Voca, Fontanarosa, Sgarbi, Martino, Venturi, Florenzi, Bernabè.
ESPULSI: Hainaut e un componente della panchina del Parma.
Più operaio, più volitivo, più compatto, ma sempre sterile e sfortunato. In una parola: convalescente. Il Cosenza ridisegnato dalle assenze fa la sua partita e ingabbia la capolista Parma, rimasta subito in 10, ma si ferma sullo 0-0. Certo, permane la jella (altri due pali da aggiungere alla collezione) e il Var che si conferma quasi mai amico (gol annullato a Tutino all’88’), ma timidi passi in avanti, sotto l’aspetto caratteriale e della tenuta a centrocampo, si sono visti. Passi che per ora aiutano più il morale che la classifica, perchè quelle del piano di sotto fanno rumore e promettono battaglia.
LE FORMAZIONI– Le assenze di Praszelik e Calò (con Viviani solo in panca) costringono Fabio Caserta a rimodulare il suo 4-2-3-1 d’elezione. Fontanarosa fa il braccetto di una difesa a 3 assortita con Venturi e Meroni. Accanto a Zuccon agiscono Voca e Florenzi, giocatore da cui il tecnico rossoblù si aspetta imprevedibilità e ritmo. E non verrà deluso. Ci sono Rispoli e Martino a fare i quinti di centrocampo. Tutino e Mazzocchi, entrambi in posizione più congeniale, compongono il duo offensivo. Il Parma, che proprio oggi festeggia 110 anni di storia, si ritrova senza Valenti, Begic e soprattutto Benedyczak: è 4-2-3-1 con i numeri di Man e Bernabè al servizio della squadra. In difesa, per Del Prato è solo panchina, gli fa spazio Hainaut, alla prima da titolare in questa stagione. E sarà un inizio “indimenticabile “, con il numero 20 gialloblù espulso dopo soli 6 minuti per doppio giallo.
LA CRONACA– Partenza ad handicap per i ducali, si diceva. E il Cosenza prova a dire la sua, soprattutto sulla catena di sinistra con un Martino sul pezzo in entrambe le fasi e Florenzi, decisamente il più mobile sulla trequarti, assieme a un Tutino tuttocampista, che si propone sull’out sinistro e prova a legare il gioco quando si tratta di ripartire. Qualcosa arriva pure dai piedi di Voca, vedi la conclusione dal limite alta (20′). Un minuto dopo è il momento dei ducali copn lo salom irrsistibile di Man a sinistra, Micai c’è e butta in angolo. Sforbicia Estevs dal limite cinque minuti dopo, palla alta. E cosa divora Sohm al 27′ con Micai fondamnetale sulla sulla sua conclusione e nessuno dei compagni a fare tap in, per fortuna del Cosenza. Dieci o undici, appena sgasa è un gran bel Parma, e il Cosenza fa fatica a contrastare la velocità dei vari Sohm, Man, Coulibaly. Per i lupi, pochi corridoi, tanta frenesia. Eppure al 40′ Zuccon conferma di essere giocatore da titolarità spolverando l’incrocio dei pali di Chichizola con una conclusione improvvisa. La conta dei legni rossoblù è orami esercizio sterile . I lupi ora spingono dal lato destro, lo stesso out dal quale, al 44′ Voca pennella in mezzo e Mazzocchi di testa manda incredibilmente alto. E’ l’ultima emozione di un primo tempo che, dopo il rosso ad Hainuat, si è andato progressivamente sbloccando sotto il profilo delle occasioni, da entrambe le parti. Con il Cosenza in superiorità, ma soprattutto mentalmente in partita.
Nella ripresa ci sono D’Orazio e Sgarbi rispettivamente per l’ammonito Fontanarosa e Rispoli (spesso impreciso nei suoi cross da destra). Nel Parma Del Prato per Bonnie. Gran numero di Tutino al 48′: tunnel e punizione conquistata a limite d’aria. E’ lo stesso scugnizzo a battere: solo barriera. Il vento a favore aiuta i rossoblù ma non agevola la grandissima conclusione di sinistro di Florenzi che raccoglie una palla vagante in area e di sinistro pizzica la traversa. La palla non entra ma è già notizia che sia il Cosenza a menare le danze nei primi minuti della ripresa. Pecchia fiuta il pericolo e non perde altro tempo per far entrare Hernani e Charpentier e per Sohm ed Esteves. Al 62′ c’è spazio per Forte, gli fa spazio (e giustamente) Mazzocchi. Sussulto del Parma al 65′: girata di Mihaila su centro da destra, sfera a lato. Aggressivo e mai fuori posizione il centrocampo rossoblù, con Zuccon e Florenzi (più che Voca) a mordere e dare gas ion impostazione. E così Pecchia prova a dare la svolta immettendo l’ex Partipilo (68′), ma il Cosenza non vuole saperne di abbassare la cresta e aumenta il volume nella trequarti avversaria. Il Prama, specialista dei finali di gara, accetta di abbassarsi per approfittare degli errori di impostazione rossoblù e involarsi.
All’87 il Cosenza passa, ma il Var gela il Marulla, per un giusto fuorigiuoco di partenza a destra di Zuccon. Inutile il tocco di potenza sotto porta di Gennaro. Sarebbe stato un bel premio per questo inedito Cosenza operaio
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