Non si può parlare di vecchia conoscenza né per il poco tempo trascorso dalla sua ultima apparizione in maglia rossoblù né per la ancora giovanissima età.

David Okereke sabato affronterà per la prima volta da avversario il Cosenza dopo la breve ma entusiasmante avventura vissuta in riva al Crati nella passata stagione. Arrivato insieme a Leonardo Perez nel mercato invernale per rimpolpare il reparto offensivo dei lupi orfano delle partenze di Caccavallo e Mendicino, la “gazzella” nigeriana è rimasta nell’ombra per diversi mesi prima di iniziare a brillare, prima di dimostrare tutte le doti che oggi fanno le fortune dello Spezia.
Con i quattro centri messi a segno in questa prima parte di stagione e una serie di prestazioni da spellarsi le mani, il colored è diventato ben presto pedina inamovibile dello scacchiere tattico di mister Pasquale Marino. Fondamentale nella sua esplosione l’esperienza a Cosenza, che lo ha consacrato definitivamente come uno dei giovani più interessanti del panorama calcistico italiano.
Non a caso aleggiano già voci di un possibile interessamento di alcune grandi squadre tra cui l’Inter, che pare abbiano messo gli occhi di lui. Le probabilità che uno dei top club della massima serie provi a sferrare l’attacco decisivo per acquisirne il cartellino già nella prossima finestra di calciomercato non sono poi così remote.
Ma chi era Okereke prima di arrivare in maglia rossoblù alle dipendenze di mister Braglia? Non più di una scommessa, un attaccante dalle grandi potenzialità ancora perlopiù inespresse. E se ora è riuscito ad avviare l’iter che potrebbe portarlo a diventare un giocatore fatto e finito, gran parte del merito sarà proprio dell’attuale trainer bruzio, bravo a usare con lui il classico metodo del bastone e della carota.

La prima rete in rossoblù a Lecce nei quarti di finale di coppa è solo un lampo di luce. Poi tanta panchina, l’errore marchiano nel derby casalingo con il Rende quando il risultato era ancora sullo 0-0 e le continue punzecchiature di Braglia. La svolta arriva ai playoff: si inventa il gol che salva i suoi da una prematura quanto clamorosa eliminazione al primo turno e da quel momento è un crescendo continuo.
È protagonista assoluto nella doppia sfida con il Trapani. Atterrisce la difesa dei siciliani con due segnature e una serie di inarrestabili cavalcate coast to coast. A promozione acquisita diventa un idolo, il suo nome riecheggia nelle strade e nel ritornello della canzone dei Zabatta Staila diventata la colonna sonora della lunga festa rossoblù. Sabato sarà dall’altra parte, un avversario ma mai nemico dei lupi.
(Immagine di copertina dell’articolo Rosito)
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