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Cosenza – Brescia: quanti nomi illustri tra i doppi ex!

Cosenza – Brescia, sfida con una decina di precedenti diventata una classica della cadetteria nel decennio a cavallo degli anni ’90, non è solo nei gol di Marulla, Tatti e Hubner.

È anche nei tanti e prestigiosi doppi ex. Ognuno di loro, a suo modo, ha scritto pagine importanti e indelebili nella storia dei due club. Come Nedo Sonetti, che in riva al Crati è ricordato per essere stato l’allenatore della promozione in C1 dei lupi nella stagione 1979/1980. Lo attenderà una sorte analoga anche nella città della leonessa, addobbata a festa per il salto in massima serie nel 2000. Sfortunata invece la sua seconda esperienza alla guida dei lombardi nel 2009, culminata con un esonero.

Come il rude e arcigno mediano Luciano De Paola, che alla “garra” sapeva unire anche buone doti tecniche. Memorabile, come ci riferisce il nostro informatore Andrea Frugiuele, una sorta di Wikipedia rossoblù vivente, la magistrale punizione con cui permise nel novembre 1995 all’undici allenato da Bortolo Mutti di pareggiare in extremis contro il Perugia degli ex Lombardo e Negri. Due anni da titolare a Cosenza, bandiera a Brescia, dove raggiunge quota 140 gettoni di presenza.

Giacomo Zunico
Giacomo Zunico

E che dire allora di Aladino Valoti? Il metronomo che tutti gli allenatori avrebbero sempre voluto. Piede educato, mente sempre lucida, ordine ed equilibrio in 171 centimetri d’altezza. Il “Genio della lampada” ha guidato il centrocampo dei lupi nel campionato 2000/2001, quello del sogno promozione accarezzato e poi svanito nel brusco risveglio del “Bentegodi” con i ceffoni del Chievo. Nelle file delle rondinelle invece aveva militato dieci anni prima, quando era ancora giovane, ma già calcisticamente maturo.

La carrellata di nomi di spicco prosegue con Giacomo Zunico, custode della porta del “San Vito” per cinque lunghe stagioni dal 1991 al 1996 e nell’ultima prima del ritiro. Esperienze intervallate proprio dai due campionati a Brescia, dove si toglie la soddisfazione, a 37 anni suonati, di tornare in serie A. È il turno ora di Giovanni Bia, elegante difensore esploso in riva al Crati nel campionato 1992/1993, quello in cui si riscoprì anche bomber centrando 6 volte il bersaglio. Dopo Napoli, Inter e Udinese approda a Brescia, ma è un’annata sfortunata, conclusa con la retrocessione in B.

Chiusura in bellezza con il compianto Bruno Giorgi, tecnico dai modi gentili scomparso nel 2010. Non fosse stato per la classifica avulsa ora avrebbe un posto in prima fila nella hall of fame rossoblù in qualità di tecnico della prima storica promozione in serie A del club silano. Ma prima di sfiorarla con il Cosenza la massima serie l’aveva toccata con mano proprio alla guida del Brescia.

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