Poche volte abbiamo avuto un allenatore così amato dai cosentini. Le tue lacrime valgono più di ogni risultato. Ci restituiscono, per qualche minuto, la dimensione del calcio “umano”. Il calcio della nostra infanzia, quando un allenatore era parte integrante del tessuto sociale di Cosenza.

Ti vogliamo bene, mister. Di un bene sincero che non dipende dai risultati, visto che siamo ultimi. Ti vogliamo bene dalla tua prima conferenza stampa, quando abbiamo ascoltato parole oneste di un uomo onesto.
In questo momento tu sei la nostra unica ancora a cui aggrapparci. Paradossalmente per un toscano, l’unica garanzia di cosentinità in un ambiente lacerato.
Per questo ti chiedo con il cuore di mettere voce e sentimento per questa sessione di calciomercato. Nonostante il tuo impegno e L’EROICA abnegazione dei tuoi ragazzi, se restiamo con questa squadra retrocediamo.
Batti i pugni sul tavolo del presiNiente. Pretendi che ti mettano in condizione di salvarci. Fatti comprare giocatori che possano davvero aiutarci. In questo momento solo tu puoi.
I soldi ci sono, manca la volontà dell’uomo più spilorcio d’Italia. Noi tutti speriamo che nel frattempo abbia ceduto, ma io ci credo poco perché il Cosenza per lui è un fantastico bancomat. Se non lo avrà fatto tutti speriamo in te. Per favore non accontentarti, per favore non deluderci. Non sei più l’allenatore che “lavora con il materiale umano che ha”. Tu ormai sei qualcosa di più. Sei il nostro condottiero semplice. Sei la nostra lacrima di rabbia e di gioia.
Grazie, in ogni caso grazie.
Di Sergio Crocco
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