Al rigore di un sontuoso Vutov rispose Plasmati a pochi minuti dalla fine, con gli etnei in inferiorità numerica.

GLI EX Bisogna fare un passo indietro di 10 mesi per ricordare l’ultimo incontro tra Cosenza e Catania. Si disputò in una gelida serata, e si teme potrà esserci la stessa temperatura per il prossimo sabato pomeriggio, visto il freddo polare calato sulla città in questi giorni. Il Catania, allenato allora da Pippo Pancaro, ex calciatore di Lazio e Milan, nonchè nativo di Acri, si presentava a Cosenza forte della presenza di un grande ex, Elio Calderini. Bum Bum, come venne ribattezzato in riva al Crati, rimase però quasi tutto il tempo a fare da spettatore dalla panchina, entrando in campo solo al minuto 79. Dopodomani tra gli ex di giornata figureranno Giuseppe Fornito, con la casacca rossoblu due stagioni fa, e il tecnico Pino Rigoli, transitato da queste parti nel 2006/2007. Ma torniamo al match.
OCCASIONE SPRECATA Accorsero al “S.Vito Marulla” circa 3500 spettatori con una buona rappresentanza di tifosi ospiti. A riscaldare l’atmosfera glaciale ci pensò il talentino dell’under 21 bulgara Antonio Vutov. Fino a quel momento in ombra, il giovane ma fumantino attaccante partì dal primo minuto nell’undici iniziale proposto da mister Roselli. Le sue giocate deliziose gli consegnarono la palma di man of the match ma soprattutto, l’onore di ricevere dalla tifoseria un coro tutto per lui. Negli ultimi anni un evento più unico che raro. Forse fu il numero 10 sulle spalle ad ispirarlo, fatto sta che fece ammattire i difensori etnei per 90 minuti. Fino al momento clou, quando si procurò il rigore che prese la responsabilità di calciare, siglando il vantaggio dei lupi al 16′ della ripresa. Tutto sembrava mettersi in discesa per i padroni di casa, vista l’inferiorità numerica dei rossazzurri, a causa dell’espulsione di Pelagatti, colpevole di aver steso in area proprio il funambolico Vutov.
Dopo il vantaggio i rossoblu abbassarono colpevolmente i ritmi, permettendo agli ospiti di rientrare in partita e alzare sempre di più il loro baricentro. La contesa si tirò avanti stancamente fino a sei minuti dal termine, quando Plasmati approfittò di una dormita della difesa di casa per battere Perina. Ci fu anche un giallo relativo all’assegnazione del gol. L’assistente dell’arbitro Baroni di Firenze alzò la bandierina, ma il direttore di gara ignorò la segnalazione del suo collaboratore e decise di convalidare la rete. Nel parapiglia successivo ne fece le spese Giorgio Roselli, allontanato dalla panchina per le eccessive proteste. La partita si concluse con un pareggio che lasciò l’amaro in bocca. Fu una ghiotta occasione sprecata per continuare nella striscia di vittorie casalinghe e portare a casa una partita che sembrava essersi incanalata sui binari giusti.

VOGLIA DI RISCATTO Oggi il Cosenza ha il dovere di dare un forte segnale, dopo una serie di prestazioni altalenanti che hanno fatto storcere il muso a molti. Il Catania attuale ha qualcosa in più rispetto a quello di un anno fa, ha sempre sul groppone i punti di penalizzazione che da due stagioni caratterizzano i campionati della squadra etnea, ma, al contrario della scorsa stagione, nel caso in cui la giustizia sportiva dovesse cancellare questo gap, si riproporrebbe a pieni ranghi nel novero delle favorite alla vittoria finale. Gli uomini di Roselli, dal canto loro, non hanno mai sbagliato approccio nelle partite di cartello, come invece accade spesso nei match che sulla carta appaiono più abbordabili. Sarà il campo di gioco a dirci di che pasta è fatto questo Cosenza, se è la squadra che si scioglie come neve al sole quando c’è da tirare fuori gli attributi, oppure se può, o meglio, se vuole davvero recitare un ruolo da protagonista in questo torneo. I tifosi, ma questa volta anche il presidente Guarascio, apparso inviperito per l’andamento incostante dei suoi calciatori, attendono una risposta incoraggiante.
IL TABELLINO DELLA PARTITA:
COSENZA (4-4-2): Perina; Corsi, Tedeschi, Blondett, Ciancio; Criaco (79′ Guerriera), Arrigoni, Fiordilino, Statella (78′ Pinna); Vutov (75′ Cavallaro), Arrighini. All.: Saracco, Soprano, Minardi, Ventre, La Mantia, Raimondi. All.: Roselli
CATANIA (4-3-3): Liverani; Garufo, Pelagatti, Bergamelli (46′ Ferrario), Nunzella; Agazzi, Di Cecco, Musacci (63′ Bastrini); Falcone (78′ Calderini), Calil, Plasmati. A disp.: Bastianoni, Ficara, Bacchetti, Castiglia, Pessina, Scarsella, Barisic, Rossetti. All.: Pancaro
ARBITRO: Baroni di Firenze
MARCATORI: 61′ rig. Vutov (CS); 84′ Plasmati (CT)
NOTE: Spettatori 3500 con circa 200 ospiti. Espulsi: Pelagatti (CT), Tedeschi (CS) Roselli tecnico del Cosenza; Ammoniti: Falcone, Agazzi (CT); Tedeschi (CS)
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