Continuano le conseguenze che il Covid19 comporta. A Cosenza, soprattutto, si fatica a ripartire.
La riapertura delle scuole sembrava il passo giusto per la ripartenza. L’istruzione, in generale, rappresentava il settore con più posti di lavoro che avrebbero reagito al momento delicato che il Covid sta imponendo. In particolare nella provincia di Cosenza, un luogo di ritrovo, spensieratezza e di pausa come i bar, sono stati temporaneamente chiusi per continuare ad evitare assembramenti in massa.

Lo sfogo, nato da una comunicazione non troppo tempestiva, ha causato una buona presa di posizione per i lavoratori ‘nascosti‘ che offrono un servizio per tutti.
Queste le parole della figlia del titolare dell’attività:
“La provincia ha pensato bene di mandare un email giorno 23, quindi un giorno prima delle riaperture delle scuole, per dirci che i nostri punti ristoro nelle scuole sarebbero rimasti chiusi fino al 31 dicembre. Ci siamo ritrovati nuovamente a terra avendo affrontato, giustamente, numerose spese per la ripartenza. Il motivo del covid sembra ormai inutile visti i continui assembramenti davanti gli istituiti scolastici. Al contrario, i bar, potrebbero davvero essere gli unici luoghi di attenzione vista la possibilità di effettuare le liste. Noi come attività potremmo anche fornire un servizio migliore rispetto a fuori.
E’ una vergogna. Il presidente ha pensato bene di firmare questa ordinando non pensando alle famiglie che ci sono dietro queste attività e che vivono solo di questo e che hanno diritto a RESTARE IN PIEDI. Io in prima persona lo faccio da 18 anni. Non ha pensato minimamente al fatto che gente come noi aspettava questo momento per ritornare a respirare dopo 7 mesi di puro stallo. Siamo l’unica provincia in Italia dove il servizio ristoro è stato sospeso!!! Ora siamo in attesa di risposte dal presidente e speriamo in riscontri positivi, altrimenti mobilizzeremo la città“
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