Viene da mangiarsi le mani per quel black out al 92′ che ha permesso a Polidori di realizzare il gol del 2-1 e di tenere in vita un Trapani con un piede nella fossa.
Fino a quel momento si era visto il miglior Cosenza della stagione: un concentrato di agonismo, determinazione e perfezione tattica che ha deliziato il palato e le pupille dei 4600 tifosi giunti al “S.Vito Marulla” per l’occasione. Il risultato venuto fuori al termine dei 90 minuti è semplicemente bugiardo. Fosse finita 3 o 4-0 non ci sarebbe stato niente da ridire.

Già nel primo tempo gli uomini di Braglia avevano dimostrato in maniera lampante la loro netta superiorità, andando vicini al vantaggio con D’Orazio, Mungo e Okereke. La seconda frazione ha poi confermato lo stesso trend: Trapani in balia totale dei padroni di casa, che al culmine di un azione tambureggiante riescono finalmente a bucare Furlan. Il colpo finale è di Gennaro Tutino, e chi sennò? Decimo gol stagionale per lo scugnizzo scuola Napoli, che da un mesetto a questa parte trasforma in oro tutto ciò che tocca.
E cosa si può dire di David Okereke se non ripetere per filo e per segno le stesse parole usate per il compagno di reparto? E pensare che era la prima per questo inedito tandem offensivo. Un altro capolavoro di mister Braglia, con questa mossa il tecnico nativo di Grosseto ha portato sconquasso nella statica linea difensiva dei siciliani composta dai molossoidi e non agilissimi Fazio, Pagliarulo e Drudi. Una logica conseguenza il raddoppio siglato con una puntata di chirurgica precisione proprio dal colored nigeriano.
L’esplosione di questo giovane attaccante proveniente dallo Spezia è motivo di entusiasmo per gli sportivi rossoblu. Da oggetto misterioso a titolarissimo con licenza di uccidere il passo è stato brevissimo. Segno evidente che i “cazziatoni” del coach hanno sortito l’effetto sperato. Mai perdere le speranze, come si dice in questi casi: “Sò ragazzi!”.
Sarebbe ingeneneroso non citare anche Mungo e Corsi. Sul primo verrebbe da chiedersi: “Ma dov’eri finito?”. Questo è il vero Mungo, la cosiddetta “zicca”, quella scheggia impazzita che scombussola tutto, in positivo. Per quanto riguarda il capitano bisognerebbe sentire le sensazioni post partita del dirimpettaio Bastoni. Gli sbucava da tutte le parti, siamo sicuri che gli sarà comparso anche nel sonno.

Tutto perfetto insomma, con un elettroencefalogramma degli ospiti apparentemente piatto, sembrava non ci fosse nessun segnale di ripresa sul fronte granata. E invece in un attimo, complice uno svarione confezionato in simbiosi da Pasqualoni e Dermaku, si è materializzato il punto che consente alla banda di Calori di nutrire speranze per la gara di ritorno in scena già dopodomani.
Una doccia fredda che non ci voleva per Corsi e compagni, autori di una prestazione superba che dovranno ripetere al “Provinciale” per uscirne indenni. Ora sono i lupi a poter usufruire di due risultati su tre, saranno chiamati a completare l’impresa con un Perez in più e forse un Baclet in meno. Ma non c’è bisogno di preoccuparsi più del dovuto, se questo è il vero Cosenza chiunque sarà chiamato in causa avrà la stessa fame di chi l’ha preceduto.
(Immagine di copertina dell’articolo Rosito)
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