Un percorso itinerante che diventa proposta concreta: al liceo scientifico Scorza di Cosenza il sindacato indica la via del confronto e della corresponsabilità
DI ELVIRA SANGINETO
Una provincia che chiede lavoro, servizi e infrastrutture, ma soprattutto la possibilità di non dover scegliere tra partire e rinunciare al proprio futuro. È la fotografia di un territorio attraversato da profonde contraddizioni quella restituita dalla CISL di Cosenza che, dopo mesi di incontri e confronto con le comunità, ha presentato la propria piattaforma territoriale. Un documento costruito attraverso l’ascolto, destinato a diventare terreno di dialogo tra sindacato, istituzioni e società civile, con l’ambizione di trasformare bisogni e fragilità in impegni condivisi.
È questo il significato dell’iniziativa “Radicare sul territorio: confronto e responsabilità per la persona, il lavoro e le comunità”, promossa dalla UST CISL Cosenza e svoltasi giovedì 22 ottobre al Liceo scientifico “G.B. Scorza”.
Ad aprire i lavori, moderati dalla giornalista Fiorenza Gonzales, il videomessaggio della segretaria generale della CISL Daniela Fumarola, che ha tracciato le direttrici del Libro Verde per un nuovo Patto sociale – Costruiamo insieme l’Italia di domani, contenente oltre 120 proposte strategiche, tra le quali contratti capaci di recuperare potere d’acquisto, diritto alla formazione, un piano industriale per il Paese, reti tra piccole imprese, pensioni dignitose e partecipazione dei lavoratori. Una visione racchiusa in un passaggio preciso: «Il Patto sociale non si scrive nei palazzi: comincia da ogni fabbrica, da ogni ufficio pubblico o privato, da ogni territorio».
Ed è proprio dal territorio che Michele Sapia, segretario generale UST CISL Cosenza, ha scelto di ripartire. Nella sua relazione introduttiva ha richiamato il difficile scenario internazionale, le tensioni sociali e il peso crescente del caro vita, esprimendo solidarietà alle mobilitazioni pacifiche contro il caro gasolio e chiedendo interventi strutturali, a partire da una fiscalità più leggera, investimenti nelle energie rinnovabili e garanzie sul diritto alla mobilità.
E poi il ricordo della tragedia di Amendolara e la necessità di non arretrare nella difesa della dignità umana e dei diritti sul lavoro. Per Sapia, la responsabilità sociale rappresenta la condizione indispensabile per affrontare anche le nuove transizioni, compresa quella dell’intelligenza artificiale, che impone di valorizzare il pensiero critico e di mantenere la persona al centro del cambiamento.
Ma il cuore del suo intervento è stato soprattutto il percorso compiuto negli ultimi mesi. Centinaia di persone incontrate, voci ascoltate nelle periferie e nei centri della provincia, preoccupazioni raccolte accanto a esperienze di resilienza e a un diffuso desiderio di cambiamento. Un lavoro che ha coinvolto le commissioni tematiche, il Consiglio generale della CISL cosentina, le federazioni di categoria, lavoratori, pensionati, studenti e giovani. Da questo confronto è nata una piattaforma che Sapia ha definito aperta, scritta a più mani e orientata a costruire risposte condivise.
Quattro le direttrici individuate: contrattazione e confronto, infrastrutture e viabilità, aree interne e borghi, politiche occupazionali e industriali.
«Questa piattaforma ha come unico filo conduttore il tema della corresponsabilità e rappresenta il nostro metodo di azione sindacale per dare voce alle persone e per favorire una stagione fondata sul dialogo intergenerazionale, ma anche cultura della legalità e dell’integrazione».
Una riflessione che ha trovato continuità nelle parole del segretario generale USR CISL Calabria, Giuseppe Lavia, il quale ha collegato la piattaforma cosentina al Libro Verde nazionale, riconoscendo in entrambi la stessa scelta di metodo: costruire le proposte dal basso. «Se c’è una cosa che il sindacato ha e che può fare la differenza è l’intelligenza collettiva», ha osservato.
Il segretario ha inoltre riconosciuto nelle proteste di questi giorni un disagio sociale che deve essere ascoltato, distinguendo tuttavia la legittimità delle rivendicazioni dalle forme di mobilitazione che finiscono per danneggiare altre categorie produttive. Da qui la scelta della CISL di perseguire un Patto sociale, anziché alimentare la rivolta.
Nel merito, ha posto con forza il tema della redistribuzione della ricchezza e della progressività fiscale, da garantire tanto a livello nazionale quanto regionale. La difesa del potere d’acquisto, ha spiegato, passa innanzitutto dal rinnovo dei contratti collettivi, ma richiede anche una contrattazione aziendale e territoriale più incisiva, capace di collegare crescita dei salari e produttività.
Il suo ragionamento si è poi concentrato sulla capacità della Calabria di governare le trasformazioni economiche. «Non vogliamo essere né apocalittici né integrati, vogliamo essere generativi», ha affermato, invitando a comprendere e orientare i cambiamenti senza subirli. Una prospettiva che impone di superare la narrazione di una regione il cui futuro sarebbe affidato esclusivamente al turismo e all’agricoltura. Per la Cisl servono anche manifattura, servizi avanzati, politiche attive del lavoro efficaci e un coinvolgimento più diretto delle università nella programmazione regionale.
Il confronto ha trovato una declinazione anche negli interventi istituzionali di Franz Caruso, sindaco di Cosenza, e Biagio Faragalli, presidente della Provincia, che hanno riportato l’attenzione sulle criticità e sulle prospettive di sviluppo del territorio.
Caruso, dopo aver riconosciuto il valore delle rivendicazioni giovanili, richiamando al contempo il rispetto delle persone e dei luoghi, ha affrontato una questione più profonda: quella di un Mezzogiorno che continua a scontare ritardi infrastrutturali e difficoltà di sviluppo. Da qui le critiche alle prospettive del progetto dell’alta velocità, con particolare riferimento all’isolamento dell’Alto Ionio, e le forti preoccupazioni legate all’autonomia differenziata.
Anche il Presidente Faragalli ha riconosciuto il valore del percorso di ascolto promosso dalla CISL, individuando nella viabilità una priorità imprescindibile, in una provincia che conta 150 comuni distribuiti su circa 6.700 chilometri quadrati, accanto alla salvaguardia dei servizi essenziali e alla prevenzione del dissesto idrogeologico, per il quale la Provincia ha istituito un ufficio dedicato.
Un segnale significativo arriva dall’Università della Calabria con l’aumento dell’11% delle iscrizioni alle lauree magistrali, che inverte una tendenza negativa durata dieci anni e racconta di giovani che tornano a credere nelle opportunità offerte dalla propria terra. «I ragazzi stanno iniziando a scommettere sulla Calabria e sta a tutti noi non deluderli», ha sottolineato il Rettore Gianluigi Greco. Una fiducia che si accompagna a una crescente dimensione internazionale, testimoniata dall’aumento del 58% degli studenti provenienti dall’estero, da 509 accordi erasmus e dal 37% in più delle domande di mobilità studentesca. Ecco perché «si può vivere in Calabria ma essere cittadini del mondo», afferma.
La concretezza della prossimità è emersa nell’intervento di Angelo Maria Manna, direttore dell’INPS di Cosenza, che ha illustrato un modello di welfare nel quale l’innovazione tecnologica deve servire ad avvicinare i cittadini, non ad allontanarli. Dai tempi di lavorazione delle prestazioni previdenziali ai servizi decentrati attraverso i gabinetti diagnostici, fino ai Punti Utente Evoluti attivati in collaborazione con i comuni delle aree interne. E ancora, il rifugio climatico realizzato nella sede di piazza Loreto, uno spazio gratuito di ristoro e socializzazione pensato per offrire accoglienza.
Al confronto hanno preso parte anche la dirigente scolastica Rosanna Rizzo, l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano monsignor Giovanni Checchinato, il presidente Unpli Cosenza Antonello Grosso La Valle e il vicepresidente del Csv Cosenza Gregorio Crudo.
«La piattaforma territoriale non è chiusa, rimane aperta: ha bisogno ancora di confronti», ha sottolineato Andrea Cuccello, segretario confederale della CISL nazionale, al quale sono state affidate le conclusioni dell’iniziativa. Cuccello ha ricondotto le questioni emerse a una sfida che riguarda l’intero Paese: il declino demografico, la desertificazione dei servizi e la necessità di una programmazione capace di guardare oltre le singole legislature.
È proprio in questo scenario che si inserisce il Libro Verde della CISL, espressione, nelle sue parole, di un «pensiero paziente», capace di individuare direttrici comuni oltre le contrapposizioni politiche. Perché infrastrutture, energia e demografia non sono questioni di destra o di sinistra, ma sfide sulle quali costruire responsabilità condivise.
In questa prospettiva si colloca anche la manifestazione annunciata per il 28 novembre al porto di Gioia Tauro, individuato come luogo simbolico della resilienza e delle potenzialità di crescita della Calabria, da cui rilanciare la proposta di un Patto sociale.

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