COSENZA – SUDTIROL 2-2
COSENZA (4-2-3-1) Micai, Rispoli (Cimino), Meroni, Venturi (Fontanarosa), D’Orazio, Zuccon, Calò, Marras (Canotto), Tutino, Voca (Praszelik), Forte (Mazzocchi). IN PANCHINA Marson, Lai, Cimino, Fontanarosa, La Vardera, Viviani, Praszelik, Florenzi, Canotto, Mazzocchi, Arioli, Crespi, Zilli. All: Caserta
SÜDTIROL (4-4-1-1) Poluzzi, Giorgini, Vinetot, Masiello, Davi, Ciervo (Cuomo), Broh, Kofler (Lonardi), Casiraghi (Lunetta), Rover (Merkaj), Odogwu (Pecorino). IN PANCHINA Drago, Dregan, Shiba, Cisco, Lonardi, Merkaj, Cagnano, Ghiringhelli, Pecorino, Cuomo, Lunetta, Peeters, Siega, Rauti. All: Bisoli.
ARBITRO Alberto Santoro della sezione di Messina. ASSISTENTI Francesco Cortese della sezione di Palermo e Stefano Galimberti della sezione di Seregno. IV UFFICIALE DI GARA Fabio Rosario Luongo della sezione di Napoli. VAR Francesco Meraviglia della sezione di Pistoia. ASSISTENTE VAR Luca Zufferli della sezione di Udine.
AMMONITI: Venturi, Marras, Canotto, Micai, Fontanarosa,
MARCATORI: 9′ Venturi, 66′ Casiraghi, 75′ Odogwu, 98′ Mazzocchi
NOTE: Giornata a tratti nuvolosa, temperatura attorno ai 30 gradi, spettatori 5706. Recupero: 4′ e 8′. In tribuna Donata Bergamini, omaggiata a inizio gara con un mazzo di fiori.
Un’altra occasione sprecata, un altro vantaggio, il quarto su 5 gare, buttato al vento. Ma alla fine un sospirone di sollievo, firmato da un ex, Mazzocchi. Un recupero raggiunto col cuore. Il Cosenza stava per dilapidare il rocambolesco gol di Venturi all’alba di gara (9′) a opera di un SudTirol cresciuto alla distanza e che ha fatto leva sulla fisicità di Odogwu e sull’estro di Casiraghi. La paratona di Poluzzi su Tutino sull’1-0 ha fatto il resto scolpendo un risultato che apre il dibattito sulle incognite (tenuta fisica e posizione di Voca su tutte) della squadra di Caserta, al di là dei nomi di alto lignaggio. Troppo presto per giudicare i vari Forte e Canotto. A Tutino il cambio di posizione non ha giovato e, uscito Marras, si è spenta la luce. A raddrizare la barca ci ha pensato un finale tutto cuore, e la testa di Simone Mazzocchi. In piena zona Cosenza. Ma restano tutte le perplessità su una dientità di gioco ancora di là da venire e sulla gestione di gara minata da troppi black out, come quello che oggi ha concesso a Bisoli 2 marcature in pochi minuti.
LE FORMAZIONI – Caserta può fare finalmente i conti con l’abbondanza della sua rosa, che registra delle convocazioni eccellenti tra le quali quella di Florenzi e Forte. Ancora fuori Martino. Il 4-2-3-1 mandato sul tappeto del “Marulla” vede lo squalo romano, all’esordio, assistito da Tutino, Marras e Voca. In difesa Venturi viene preferito a Fontanarosa per coprie la falla lasciata dalla squalifica di Sgarbi.
Bisoli utilizza l’altro ex Broh per sostituire l’uomo simbolo Fabian Tait (capitano), ma ha dalla sua la verve di Casiraghi, mvp del torneo cadetto. Nel 4-4-1-1 à la Bisoli, Casiraghi ricama alle spalle di Odogwu, ma attenzione alle ali Ciervo a destra e Rover, già castigatore della porta rossoblù lo scorso anno, dall’altro lato.
Atmosfera numericamente tiepida (poco meno di 6mila spettatori): le due sconfitte consecutive e l’orario improponibile hanno un pò fiaccato l’entusiasmo post mercato. Il solito piuccolo nugolo di stoici tifosi provenienti da Bolzano, gli stessi che asisstettero all’apoteosi rossoblù nei play off di serie C del 2018.
LA CRONACA- Avvio fiacco con qualche brivido in costruzione rossoblù dal basso, ma alla prima palla ferma il Cosenza la sblocca, rocambolescamente. Calcio di punizione da sinistra, tocco corto per Marras che gira di prima, tocco di mezzo tacco esterno di Venturi e traiettoria imparabile per Poluzzi. Cosenza ancora una volta avanti (terza volta su 4 gare). Come se nulla fosse il SudTirol resta ingessato, anchilosato, portando il minimo sindacale del pressing: Caserta conosce Bisoli e Bisoli sa che gare del genere possono essere kilometriche. E però la gara rischia di spezzarsi già al 16′ su uno strappo di Marras, il più propositivo, ma la conclusione scagliata verso Poluzzi dopo lo scippo palla finsice alta. E d’altronde il furetto rossoblù ha qualcosa da farsi perdonare dopo il rigore sbagliato nella scorsa stagione proprio contro gli altoatesini. Forte e Tutino si vedono poco, e anche D’Orazio decide di essere più conservativo del solito lì a sinistra. Caserta sa che per il momento basta così, ma l’1-0 non può essere garanzia di sonni tranquilli, specie in un isstema di gioco molto dispendioso come quello del Cosenza. Da fermo il gol rossoblù, da fermo il primo brivido procurato dagli ospiti, a firma Casiraghi. La sua punizione si perde alta. E però il Sud Tirol dopo il cooling break ha alzato i ritmi e al 35′ bussa ancora con una potente conclusione di Broh servito a limite d’aria dal solito attivissimo Odogwu che dà parecchio lavoro ai centrali di Caserta. Poi un cross molto tagliato di Ciervo che Odogwu. che non mette in cassaforte a due passi da Micai. Prima, invece, era stato il turno di una spinta molto sospetta di Vinetot su Forte a limite d’aria bolzanina, ma il Var taceva e forse erroneamente perchè la sollecitazione subita dal centravanti non sembrava di lieve entità.
Anche con il centravanti, nel Cosenza continuano a latitare i cross, e così il gioco. I rossoblù provano a svilupparlo troppo spesso per vie centrali. Finisce, allora, che gli spunti più interessanti arrivino da palle da fermo come quella di Calò al 43′, che mette ancora un pò di ansia alla difesa bisoliana, e soprattutto dalla girata aerea di Forte sugli sviluppi di corner a un passo dal fischio di chiusura di un primo tempo in cui il Cosenza ha lasciato da parte il calcio proprositivo a tutti i costi e prediletto una gestione di testa di un match comunque complesso.
SECONDO TEMPO
Caserta non cambia all’intervallo. Cambia, eccome, Bisoli negli spogliatoi. Dentro l’interessante Merkaj, al posto di uno spento Rover. Giù la maschera del Sudtirol, più peso offensivo. Il primo segnale di una certa pericolosità però è del Cosenza con un destro di prima di Tutino dal limite d’aria, Poluzzi ci arriva con le unghie e Cosenza a un passo dal 2-0. Lo imita Voca ma la sua conclusione, in teoria più agevole di quella del compagno, è strozzata e Poluzzi non fatica. Poco prima dell’ora di gioco dentro Fontanarosa e standing ovation per Venturi, lo segue Marras, sostituito da Canotto, all’esordio in rossoblù al San Vito. Appena si ritorna in campo, però, da una intuizione Merakj – Odogwu a sinistra, nasce il primo pericolo di marca bolzanina, sfera a lato.
Lievita il Sudtirol, con Merakj sempre nel vivo del gioco e Cosenza che resta accorto ma non riesce a proporre gioco, un pò come accaduto a tratti nei secondi termpi di questo inizio di torneo (Ascoli escluso). Restano esenti da questo discorso, i calci piazzati e i lanci di prima di Calò. A sinistra poi, la crescente spinta dei bolzanini procura più di qualche problema a uno stanco Rispoli. La doccia fredda, tuttavia, arriva dall’altra parte, al 66′: grande ssgroppata di Ciervo che fa correre mezza difesa rossoblù, cross a mezza altezza e girata mortifera di Casiraghi: 1-1. Caserta decide di toppare la falla sulla destra scherando Cimino al posto di Rispoli, il ragazzino non lo deluderà.
Dopo il coooling break, nei rossoblù c’è spazio per Praszelik (out Voca) e Mazzocchi (fuori Forte). Al 74′ c’è luce per uno spunto centrale di Canotto, para Poluzzi. Ma un minuto dopo la frittata è fatta, Cosenza fermo su una ripartenza biancorossa, palla smistata da Davi sulla sinistra, con il cursore che ha tutto il tempo di piazaare l’assist e andare a pescare il piatto di Odogwu. Si innesca una discussione perchè i rossoblù lamentano un fallo subito prima della ripartenza, mentre in sala Var si monitora a lungo una possibile posizione di fuorigioco, ma alla fine il gol è ritenuto valido. Sembra finita. Vero, ci sono i lampi di Tutino con una sgasata delle sue, e una palla sporca di Mazzocchi, fermate entrambe sul più bello dall’esperto Masiello. Ma nulla in confronto al cross del promettente Cimino da destra che al minuto 99′ fa salire in paradiso Mazzocchi per il 2-2 finale.
Bisoli ingoia amaro, punito, per contrappasso, da un ex. A Caserta il compito di trovare il perchè di cali tanti improvvisi e deleteri per una squadra che può e deve dare molto di più a questa Serie B e alla sua gente .
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