La finalissima playoff di Pescara metterà di fronte due squadre come Cosenza e Siena che hanno ferite ancora marchiate sulla pelle.
Sono quelle del fallimento: più fresca ma già ampiamente rimarginata nel caso dei toscani, che hanno toccato il vertice con diverse partecipazioni alla massima serie salvo poi essere stati costretti a ripartire con una società nuova di zecca dalla serie D nella stagione 2015/16 riuscendo nell’impresa di risalire la china dopo un solo anno di dilettantismo; ancora bruciante e non perfettamente cicatrizzata quella dei rossoblu.
È storia nota che il Cosenza abbia dovuto dire addio al professionismo per la prima volta al termine del campionato di serie B annata calcistica 2002/03. Un tunnel lungo, buio e irto di difficoltà dal quale il sodalizio silano è riuscito a tirarsi fuori solo nel 2008, grazie alle gesta della squadra allenata da Mimmo Toscano, culminate con il 2-0 sul Bacoli di fronte ad un “S.Vito” ridondante di entusiasmo.
Fatica vana di fronte al nuovo capitombolo nell’anonimato del 2011. Il resto è storia recente, con la risalita della gestione Guarascio. Passo dopo passo la compagine rossoblu ha riacquistato appeal e fiducia: il ripescaggio in seconda divisione, l’approdo nella Lega Pro unica, la conquista della Coppa Italia, l’avventura playoff della passata stagione interrotta ad un tiro di schioppo dalla semifinale e ora il sogno serie B da realizzare nella finalissima di sabato.
Trascorsi simili in alcuni tratti, molto diversi in altri. Come quelli sulla durata del calvario: basti ricordare che l’ultima partecipazione del Siena al campionato cadetto è datata 2014, mentre il Cosenza manca dalla serie B dal lontano 2003. Ancora qualche giorno e scopriremo chi delle due riuscirà a tornare nell’olimpo del calcio che conta.
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