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Giuseppina Carricato

Cosenza, Giuseppina Carricato si dimette da coordinatrice di Italia Viva e lascia il partito

Giuseppina Carricato, ha rassegnato le proprie dimissioni dal ruolo di coordinatrice cittadina di Italia Viva a Cosenza per abbracciare la visione riformista da Elena Bonetti

A seguito del fallimento del progetto riformista del Terzo Polo, purtroppo, in Calabria il partito non ha conosciuto alcuna fase di dialogo e condivisione né di rinnovamento, assumendo sempre più i connotati di un “comitato elettorale” anziché di un partito.

La mia scelta, sofferta e a lungo ponderata, è maturata, infatti, in seguito a una serie di amare constatazioni. Prima tra tutte, il fatto che l’imminente fase congressuale non ha suscitato, com’era auspicabile e anzi necessario, un effettivo dibattito interno che desse il senso e il segno, tangibile e concreto, dell’attuazione di un metodo finalmente democratico, ma ha contingentato ulteriormente gli spazi di agibilità politica.

Giuseppina Carricato
Giuseppina Carricato

All’approccio ostruzionistico che sin dal principio ho dovuto subire nell’esercizio del mio ruolo di coordinatrice sono seguite, nell’ultimo periodo, dunque in piena fase precongressuale, “nomine vuote”, prive di reale contenuto e significato, sganciate da contesti territoriali di riferimento e -quel che è peggio- in assenza di previa discussione e concertazione con la base e perfino con parte del Gruppo dirigente, cui credevo di appartenere.

L’obiettivo di tale “metodo” è apparso, dunque, unicamente quello di delegittimare incarichi già in essere, che sarebbe stato corretto rivedere e ridiscutere nell’unica sede a ciò deputata, quella dei Congressi ormai alle porte.

Ciononostante, ho continuato a confidare nell’obiettivo di poter costruire un progetto democratico, liberale, popolare, riformista e garantista.

Le importanti fuoriuscite e perdite che il partito ha recentemente registrato a livello nazionale, che ho letto come “spia” di un malessere più ampio e profondo, mi hanno indotto alla determinazione di rassegnare le dimissioni dall’incarico.

Sandro Pertini sosteneva che i giovani hanno bisogno di esempi e non di inutili sermoni

L’impegno politico dovrebbe prescindere da ruoli e “pennacchi”, ancor più se ad essi non corrisponde la concreta possibilità di agire e se i metodi attuativi si pongono puntualmente in contrasto con le premesse teoriche di ogni ragionamento interno.

Costruire un soggetto politico che si richiami ai valori riformisti significa, prima di tutto, dare riconoscimento al merito e non alla fedeltà o all’obbedienza, acritica e passiva, a questo o quel “capo di turno”.

Il mio percorso, di vita e professionale, stride irrimediabilmente con tutto ciò e mi impone, nel rispetto della mia persona, dei valori in cui credo e delle tante meritevoli e valenti persone che hanno costellato la mia esperienza nel partito, di arretrare senza remore né riserve.

Ritengo che proprio in tali metodi risiedano i mali della politica e le motivazioni della disaffezione sempre più diffusa, soprattutto da parte dei giovani, verso i partiti.

Ciò è ancor più vero se si considera la presenza, in Calabria, di una classe dirigente vivace e preparata, al cui interno spicca una componente giovane, fervida e pulita – nelle idee come nei valori – che intende rimboccarsi le maniche per creare spazi di discussione e ascolto e che, invece, è stata costantemente mortificata nei suoi bisogni e nelle sue legittime aspirazioni.

In questi mesi ho avuto modo di interloquire con un gruppo che è portatore di una visione dinamica e propulsiva, certamente aderente alla costruzione di un progetto riformista e liberale più di altre, che, tuttavia, sono sole e indisturbate nella gestione del partito calabrese.

Il mio interesse e la mia passione per la politica trovano fondamento nell’idea di garantismo e nella visione riformista portata avanti con determinazione e sagacia da Elena Bonetti.

Da tali valori continuerò ad essere animata al di fuori del partito, nella speranza che la cifra, in termini di valore aggiunto, di questi tanti giovani non resti confinata nell’ingiusto ruolo di inermi spettatori, ma riesca a tradursi in quello di attori protagonisti.

Così in una nota Giuseppina Carricato, ex coordinatrice di Italia Viva.

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