Tutti splendidi i protagonisti della serata dedicata alla riabilitazione psichica, l’importante manifestazione, tenutasi il 10 febbraio al teatro A. Rendano di Cosenza, organizzata dal Dipartimento di Salute Mentale e fortemente voluta dalla Direttrice Dott.ssa Marianna Ardillo, dal titolo “Rinascere insieme. Voci di speranza e di inclusione”.
L’evento ha visto protagonisti tutti i Centri Diurni dei CSM che effettuano riabilitazione psichica a vari livelli ed, essendo il primo nel suo genere, ha avuto grande risonanza nel territorio dell’ASP cosentina.
Si fa notare, tuttavia, la compagnia di teatro-danza “Lo Specchio”, composta dai ragazzi del Centro Diurno di Montalto Uffugo e diretta egregiamente dalla Responsabile Dott.ssa Caterina Calomino ed ideatrice del progetto “La Vita, per Noi”, dalla Dott.ssa Renata Spataro Responsabile del CSM, che ha sempre incoraggiato le iniziative insieme con la Dott.ssa Luigina Falcone, Educatrice Professionale e spalla della Dott.ssa Calomino, il Dott. Carlo Bruno, psicoterapeuta tirocinante, la Dott. ssa Carmen Romano, già Garante dei Diritti dei Disabili del Comune e volontaria, il Prof. Enrico Lucchetta, fonico, la Dott.ssa Irene Olivieri, meravigliosa attrice e voce narrante, ed il pluripremiato regista Graziano Olivieri.
La riabilitazione psicosociale svolge un ruolo cardine nella vita della nostra comunità montaltese, perché consente di raggiungere traguardi esistenziali particolarmente significativi tenendo conto della realtà di un centro in espansione dove, specie per persone con particolari sensibilità e fragilità, le occasioni di socializzazione sono ridottissime.
Nell’ambito della manifestazione, la compagnia “Lo Specchio” dimostra di aver proseguito il proprio percorso di crescita personale e artistica e ancora una volta non si smentisce, commuovendo il pubblico che riempie il teatro, e donando ad esso grandi emozioni e spunti di riflessione. Difatti, lo spettacolo “La Vita, per Noi”, snellito per via delle tempistiche richieste, appare, forse perciò, ancora più coinvolgente. Si è visto, infatti, come la performance della nostra compagnia fosse curato in ogni aspetto, riabilitativo e artistico, e frutto di un processo profondo di conoscenza di sé e dell’altro.

A ciò hanno contribuito anche le altre innovazioni introdotte.
Nonostante gli inconvenienti tecnici, è emerso come gli attori abbiano saputo giocare con le parole del titolo dell’evento, che richiamavano in tutto e per tutto le tematiche dello stesso spettacolo, e così: da “Rinascita, Amore e Amicizia” è scaturito “Rinascere insieme” (voce fuori campo); da “Nascevano testi” è scaturito “Voci di speranza” (altra voce fuori campo); da “per noi” è scaturito “e di inclusione”.
Inoltre, si è giocato con i colori, che rievocano ed enfatizzano emozioni, vissuti, i temi stessi dello spettacolo e dell’evento, così l’Amore (inteso come passione) è rosso, ma la frustrazione in amore è fucsia, la Rinascita è gialla, come la luce del sole dopo il blu della notte (malattia/morte), ed infine l’Amicizia è verde come la “speranza” (citata nel titolo dell’evento).
Nei giorni a seguire la compagnia ha ricevuto il plauso delle persone “addette ai lavori”, per la profondità del messaggio che è arrivato, dimostrando di essere meritevole dei riconoscimenti (medaglie, targhe) ricevuti in passato da parte della Commissione Cultura del Comune di Cosenza, presieduta dal consigliere Domenico Frammartino, che aveva premiato tutti i partecipanti nella Sala Consiliare di Palazzo dei Bruzi tra l’allegria, la soddisfazione e l’emozione di tutti.
Ciò che si osserva dagli ormai numerosi momenti di spettacolo che ci ha regalato la compagnia di teatro-danza “Lo Specchio” è che essa non mira a spettacolarizzare la disabilità, ma fa davvero spettacolo, dimostrando così come le barriere si possano realmente abbattere e si possa realizzare la vera inclusione. “Sul palco tutti siamo uguali”.
Sono intervenuti anche tra le autorità, il Sindaco Biagio Faragalli, l’ex Sindaco Pietro Caracciolo, i Consiglieri Delegati Vincenzina Calomino e Davide Lauria di Montalto Uffugo,, il dott. Martino Rizzo e Mons. Giovanni Checchinato. Ad maiora semper!
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