Iaconianni, lei è stato per vari anni dirigente scolastico del liceo classico Bernardino Telesio di Cosenza. La sua è considerata una voce autorevole nel contesto dell’educazione. Qual è il suo pensiero sulle scene mute alla maturità?
La crescita e la formazione integrale ed armonica della persona dipendono da più fattori.
Certamente dalle conoscenze che in ordine alle proprie abilità maturano in competenze; non v’è dubbio che un fattore importante sono le esperienze di vita che consentono di accrescere le proprie competenze in ambiti più generali della vita. Credo che questi ragazzi abbiano perso un importante banco di prova, una occasione utile per per misurare il proprio coraggio, provare a lavorare sul controllo delle proprie emozioni e cercare di capire come gestire ansie e dubbi; dimenarsi per risolvere le complessità emotive e psicologiche tipiche dell’età evolutiva.
L’esame di Stato, a mio avviso, rappresenta, al di là dell’esame in sé, un importante passaggio, una importante esperienza indispensabile ed utile ad acquisire le scelte strategiche per meglio affrontare con consapevolezza e determinazione le sfide future. L’appuntamento di giugno, già a partire dalla notte prima degli esami, contribuisce allo sviluppo di una serie di funzioni e processi, da quelli senso/percettivi a quelli intellettivi, affettivi e sociali.
Quanto alla struttura dell’esame, sono del parere che occorre mettere mano alla normativa, a mio avviso l’esame di Stato va riformato e riformulato, ma questo è un altro tema. Gli studenti hanno scelto la strada peggiore per rendere nota la loro protesta, peraltro a proprie spese perché hanno rinunciato a vivere il calore di quei cinquanta minuti della loro vita che non rivivranno mai più; cinquanta minuti densi di carica emotiva e adrenalina. In altre parole una occasione di crescita perduta.
Il rifiuto degli studenti, che intendo comunque stigmatizzare, mi porta a fare una ulteriore riflessione: credo sia importante che i docenti lavorino oltre che sui contenuti nozionistici anche sulle motivazioni al fine di far capire l’importanza di questo appuntamento.
Crede che questi silenzi nascondano un disagio dei ragazzi?
Rispondo sì.
Il disagio, nell’accezione più ampia del termine, può essere inteso come uno stato di malessere o di insoddisfazione, una sensazione di malessere che può manifestarsi sia a livello fisico che psicologico, e che può influenzare il nostro comportamento. Può riferirsi a una mancanza di comodità, a una situazione scomoda, a un senso di imbarazzo o impaccio, o a una difficoltà di adattamento a un ambiente o situazione.
Si era già reso conto del fenomeno durante la sua gestione al Telesio?
No, non mi è mai capitato di assistere a cose del genere. Certo abbiamo assistito e visto negli anni visi tirati e tesi, amnesie da ansie e preoccupazioni, ma mai silenzi voluti.

Vai al contenuto




