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Cosenza, il Festival del Fumetto tra arte, musica e graphic novel

Si è aperta la tredicesima edizione del Festival del Fumetto e del Gioco “Le strade del Paesaggio”, un evento patrocinato dal Comune di Cosenza e ampiamente voluto dal direttore artistico Luca Scornaienchi, giunto ormai alla tredicesima edizione.

Un evento dedicato al fumetto e al gioco, strutturato in due sezioni: una parte del Festival si svolgerà presso il suggestivo Chiostro di San Domenico e la seconda sezione al Castello Svevo, due luoghi caratteristici e strategici della città.

Premio Pazienza

All’interno del Chiostro sono state allestite mostre i cui lavori esposti sono opera di grandi autrici e illustratrici,in particolare si potrà conoscere l’arte di Grazia La Padula, illustratrice e fumettista, le opere di Simona Binni, vincitrice del Premio Romics, ma anche i lavori di La Tram, designer e illustratrice.

Un Festival a colori che  vedrà protagonisti Giampiero Casertano e il suo Dylan Dog, Gianluca Cestaro e il suo Tex Willer,Margo Tram,la collettiva Pink, i superoi da Batman a Superman e tanti altri ancora.

Premio Andrea Pazienza

All’interno di questa tredicesima edizione una sezione dedicata al Premio Andrea Pazienza, riconoscimento voluto da Cluster Società Cooperativa e Marina Comandini e coordinato da Raffaele De Falco, attrbuito a Josephine Signorelli.

Al fianco delle performance, dei workshop, nella serata inaugurale del 20 Settembre presso il Chiostro i due fumettisti siciliani Lelio Bonaccorso e Marco Rizzo hanno presentato il loro romanzo a fumetti (graphic novel), dal titolo “….A casa nostra. Cronaca da Riace”, edito da Feltrinelli.

Raccontare l’immigrazione in terra di Calabria, rievocando la vicenda di Mimmo Lucano, il sindaco di Riace accusato di favoreggiamento di immigrazione clandestina e affidamento fraudolento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti a due cooperative della zona. Ripercorrere l’indagine contro Lucano per presunte irregolarità li porta a girare l’Italia, e a scegliere la Calabria come teatro per i reportages giornalistici, a partire da Riace fino a San Ferdinando, a pochi passi da Rosarno, luogo simbolo dello sgombero della baraccapoli per opera di Matteo Salvini, dove si trovavano riparo i braccianti che lavoravano nella piana di Gioia Tauro.

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