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Franz Caruso

Cosenza, intervista al Sindaco Franz Caruso su Città unica e crollo al centro storico

Il cronista di Cosenza Post, Vincenzo Campanella, ha intervistato il Sindaco di Cosenza per la seconda volta sui temi più discussi

Franz Caruso

Innanzitutto, le volevo chiedere del crollo avvenuto nel rione Santa Lucia e cosa si potrebbe fare per intervenire sugli immobili di precarie condizioni?

La palazzina crollata, probabilmente a causa delle forti piogge, era per fortuna disabitata. Indubbiamente l’abbandono e il relativo degrado di molti immobili privati rappresenta una criticità annosa ed emergenziale di Cosenza vecchia, a cui poco può una amministrazione pubblica. L’Ente, infatti, interviene con ordinanze di urgenza rivolte al privato per la messa in sicurezza a tutela della pubblica e privata incolumità, secondo la normativa vigente che, prevede, peraltro, procedure lunghe e complesse. Da soli, pertanto, non possiamo superare questa condizione di estrema difficoltà. C’è bisogno di individuare misure speciali, dello Stato, che ci consentano di intervenire sul privato in maniera diretta ed immediata, così da poter attuare politiche urbane integrate atte a promuovere la coesione e l’inclusione sociale, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio storico e culturale, favorendo il riuso edilizio di complessi edilizi e di edifici pubblici o privati in stato di degrado o di abbandono, dismessi o inutilizzati o in via di dismissione, incentivando la sostenibilità ambientale di questi edifici. Politiche, in poche parole, capaci di assicurare maggiore sicurezza ed il miglioramento del decoro urbano e architettonico complessivo del nostro meraviglioso centro storico. Per il resto, come amministrazione, abbiamo attuato su Cosenza Vecchia, in poco meno di 3 anni, una vera e propria azione di rinascita attraverso il CIS ed Agenda Urbana, riferibili e paragonabili solo a quella portata avanti negli anni Novanta da Giacomo Mancini con l’attuazione del Piano Urban e del PSU Cosenza –Rende.

Di recente ha annunciato che farà ricorso contro il referendum per la città unica. C’è chi pensa che chiedere il parere dei cittadini sia più democratico rispetto al coinvolgere i consigli comunali. Come mai ha scelto di fare questo passo se il PD ha votato la legge?

Premetto che sono assolutamente d’accordo sulla istituzione della città unica, che, peraltro, fa parte del mio programma politico ed elettorale. Nell’azione promossa ed attuata dal centrodestra che governa la Regione Calabria c’è un problema di democrazia. Ed, infatti, l’indizione del referendum per la istituzione della città unica tra Cosenza, Rende e Castrolibero è una evidente forzatura della maggioranza di centrodestra a Palazzo Campanella che, a tal fine, ha approvato una legge obbrobriosa che mortifica il ruolo dei consigli comunali e dei Comuni. Per unire sono necessarie politiche di condivisione e, soprattutto, un gradualismo di azione, che parlano un linguaggio chiaro di democrazia e libertà. Il centrodestra regionale, invece, vuole imporre l’unificazione, mortificando i cittadini perché il referendum è consultivo, ed espropriando le amministrazioni pubbliche, democraticamente elette, da questa scelta. Il tentativo è, di fatto, quello di creare il precedente nell’ attuazione di una legge che priva i Comuni del principio di autodeterminazione. Una legge di imposizione perché consente alla Regione di poter sciogliere uno o più Consigli comunali a proprio piacimento, inficiando persino il principio della sovranità popolare che assegna al consiglio comunale il mandato di una intera consiliatura. L’obiettivo, pertanto, è prima di tutto quello di voler mano libera per poter esercitare, come consiglio regionale, il potere di scioglimento dei consigli comunali. Un potere che la Carta costituzionale e le leggi ordinarie dello Stato riconoscono a ben altri organismi e non certo ad un Consiglio regionale. Un fatto di inaudita gravità che non può essere tollerato.

Cosa ne pensa della proposta di Antoniozzi di mettere qualche facoltà nel centro storico? Secondo lei quali dipartimenti potrebbero essere spostati?

Penso tutto il bene possibile. E’ una proposta di visione, lungimirante che sto portando avanti e, quindi, la rilancio volentieri riconoscendo all’on. Antoniozzi un atteggiamento equilibrato e corretto in ogni sua riflessione, volto ad offrire il proprio contributo al superamento di problematiche che attanagliano la nostra città. Grazie anche all’apertura ed alla lungimiranza del Rettore Leone, siamo riusciti a realizzare il sogno, inseguito da tanti miei predecessori, di istituire nel nostro centro storico una facoltà dell’Unical. Il Complesso monumentale di San Domenico, infatti, che ospitò il filosofo Tommaso Campanella, accoglie gli studenti del corso di laurea di infermieristica. Si tratta di un fatto rilevantissimo ed un risultato eccezionale che abbiamo perseguito con tenacia e che, oggi, abbiamo ottenuto, dopo aver consegnato, tra l’altro, Palazzo Spadafora alle start-up del progetto “Open Incubator”. Di ciò siamo particolarmente orgogliosi. E’ evidente, infatti, come l’intera operazione abbia un enorme valore strategico. Accanto ad infermieristica potrebbe essere spostata nel nostro centro storico anche una facoltà umanistica, per esempio, che bene si sposa con la tradizione culturale, artistica ed architettonica di Cosenza vecchia. Su questo tema con l’on. Antoniozzi possiamo impegnarci insieme. Mi pare di capire, infatti, che su alcune questioni di interesse pubblico ed a beneficio del bene comune, anche Alfredo Antoniozzi come il sottoscritto è pronto a scendere in campo in maniera positiva e propositiva, a prescindere da posizioni ideologiche e partitiche, per come ritengo sia giusto fare. A questo proposito, ritornando alla sua prima domanda, con l’on. Antonizzi si potrebbe lavorare, insieme agli altri deputati calabresi, sulla presentazione di una proposta di Legge dello Stato che possa finanziare l’intervento dell’ente locale sulla proprietà privata per arginare il degrado degli immobili privati nel nostro centro storico. Un’ipotesi su cui ho già avuto importanti confronti con l’on. Anna Laura Orrrico che ne aveva tracciato una bozza. D’altro canto è questa una idea che ho lanciato in campagna elettorale e che ho ribadito nel corso della presentazione del dossier per la candidatura di Cosenza a capitale della cultura, cui ha dato la sua adesione lo stesso Antoniozzi, con il quale, nei prossimi giorni, sarà utile un incontro per un confronto di merito, allargato, magari, alla intera deputazione calabrese e cosentina.

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