Una cosa è certa: una città che vuole diventare davvero europea, non può rimanere soltanto con i pullman
Serve un servizio di trasporto pubblico efficiente e moderno. Certo, Cosenza non è una metropoli, ma ciò non significa che la metroleggera non sia indispensabile. Occorre creare un mezzo capace di trasportare i ragazzi nei principali luoghi del territorio. Ce l’hanno realtà come Brescia e Cagliari ed è giusto averle pure al Sud.
Intanto, il sindaco Franz Caruso è tornato a parlare di questo tema in vista dell’apertura del corso di Scienze Infermieristiche al Chiostro di San Domenico.

Il primo cittadino ha auspicato la realizzazione di questa struttura di mobilità sostenibile anche per porre le basi per il progetto più ampio della città unica. Sicuramente la Regione dovrà ritornare a lavorarci, e soprattutto elaborare un piano di investimenti adeguato.
In modo tale da poter usufruire del fondo europeo di sviluppo regionale e ricevere finalmente l’approvazione della commissione europea.
Abbiamo estremamente bisogno di collegare l’area urbana con Rende e il suo Campus. Questa deve essere una priorità assoluta per la Calabria del futuro, senza considerare l’idea riduttiva del bus rapid transit. Bisogna trovare una visione comune per avere una vera metro, sennò avremo il rimpianto di aver perso centosessanta milioni che potevano essere accordati.
Poi, perché alcuni non la vogliono? Qual è il motivo principale che spinge chi è dalla parte del NO? Andare contro il progresso?
Non è utile. Cosenza adesso sta affrontando un’emergenza viabilità davvero difficile: 72 auto circolanti ogni 100 abitanti sono troppe e ci vuole un sistema di collegamento più veloce dei consorzi, perciò il tavolo tecnico regionale deve riprendere le sue attività di monitoraggio. Questa eterna discussione che va avanti da vent’anni deve terminare, diamo una metro a Cosenza.
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