Così il sindaco di Cosenza: “Mentre per la Germania ancora oggi la Calabria è considerata l’unica regione italiana COVID free, il Governo italiano la dichiara “zona rossa” con gravi conseguenze per i cittadini e per le imprese.”
Mario Occhiuto, sindaco della città di Cosenza, risponde così al nuovo DPCM emanato dal Premier Conte: “Chiudere tutto è la cosa più semplice per affrontare l’emergenza, ma non la soluzione del problema. Così sembra solo una grave ingiustizia per i calabresi. Dopo aver esaminato i dati disponibili, infatti, il provvedimento appare frutto di motivazioni politiche e punitive più che di oggettive misure precauzionali. Per colpa di chi poi? Se a gestire la sanità calabrese negli ultimi 10 anni sono stati i governi nazionali?

La considerazione che si può facilmente fare è che in Calabria si governerà pure male, ma a Roma è anche peggio. Perché per esempio non si sono costruiti cinque nuovi ospedali? Sarebbero bastati due anni di lavoro (non dieci), procedendo così come è avvenuto a Genova per la costruzione del ponte.
Il centralismo statale, se si tratta di gestione, non aiuta per nulla, neanche per le forniture di banchi per le scuole (che ancora non sono tutti arrivati mentre le scuole richiudono) o per la semplice fornitura di dispositivi di protezione (che non sono a disposizione in misura sufficiente neanche nei reparti Covid).
Non basta allora chiudere tutto e restare semplicemente in attesa che la diffusione del virus si arresti. Non può essere solo questa la politica di un governo!
Se solo si riflettesse bene, esaminando a fondo i dati disponibili, si potrebbero individuare misure veramente efficaci per limitare al massimo e quasi annullare gli effetti negativi del contagio dal Covid-19 non solo per quanto riguarda l’aspetto sanitario, ma anche quello economico e sociale. E nello stesso tempo si dovrebbe rilanciare immediatamente una politica di grandi investimenti nella sanità. Avanzare mentre arretriamo. Perché per debellare completamente il virus dovremo avere la forza di attendere che si scoprano nuovi farmaci efficaci o il vaccino.”
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