L’operazione “Lockdown” riguarda 49 indagati del territorio cosentino dopo le indagini svolte dal comando provinciale dei carabinieri e dalla Procura della Repubblica di Cosenza.
22 erano finiti in carcere e 27 ai domiciliari.
Al centro dell’attività investigativa ci sono grandi quantitativi di Hashish, marijuana, cocaina ed eroina.
Sono state ascoltate centinaia di conversazioni telefoniche ed ambientali. I centri principali dello spaccio si trovavano al quartiere San Vito, a Piazza Europa e all’autostazione dove sono avvenute varie perquisizioni.
Dopo qualche settimana si è arrivati alle prime scarcerazioni: Giuseppe Muto, Lorenzo Nicoletti, Domenico Chianello, Carmine Tundis, Aristide Constant e Carlo Gagliardi sono tornati in libertà.
A quanto pare le misure cautelari applicate agli indagati non reggevano. Gli avvocati Domenico e Angela Caputo, Chiara Penna, Pietro Sammarco, Cesare Badolato e Alessandro Conforti hanno potuto far revocare i provvedimenti coercitivi.
Il PM Francesco Giuseppe Cozzolino è il titolare dell’inchiesta e il GIP Alfredo Cosenza è il firmatario dell’ordinanza. I motivi a supporto degli arresti sono caduti dinanzi al tribunale del riesame di Catanzaro.

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