Quando l’accordo con Torrente, caldeggiato da Guarascio, sembrava ad un passo, alla fine è prevalsa la linea del DS che è riuscito a convincere il presidente che Braglia era la soluzione migliore per risollevare le sorti della squadra
Diciamolo chiaramente: Piero Braglia, fin dall’esonero di Gaetano Fontana, è sempre stata la prima scelta di Stefano Trinchera. Fosse stato per il DS, l’esperto e navigato tecnico toscano, si sarebbe insediato sulla panchina rossoblu già da lunedì scorso.

Questa volta però il presidente Guarascio, che ha lasciato in questi mesi carta bianca al responsabile dell’area tecnica silana, ha voluto in prima persona affrontare la questione allenatore, convocando e valutando personalmente una serie di profili. Un vero e proprio casting, quello voluto dal patron, che ha coinvolto prima D’Angelo, poi Diana, Pancaro e infine Torrente, che dopo una serie di colloqui, sembrava veramente ad un passo a succedere a Fontana. Evidentemente la notte ha portato consiglio a Don Eugenio, che prima di mettere nero su bianco con l’ex bandiera del Genoa, ha deciso di fidarsi nuovamente del suo direttore sportivo e non della schiera dei suoi tanti consiglieri. Sicuramente una decisione di buon senso, che rafforza e rilancia la figura di Trinchera, che inizialmente dopo l’esonero di Fontana, era stato messo temporaneamente in stand by. Ci sentiamo di dire che la scelta di Piero Braglia, almeno sulla carta, è stata la migliore che si potesse fare. Difficile, tra gli allenatori rimasti liberi in questo momento, trovare un profilo superiore al curriculum di Braglia.
Uomo fidato di Trinchera, per averlo avuto con sé già nella sua esperienza leccese, il tecnico toscano è chiamato fin da sabato contro il Catania a fare punti e cercare di portare sulla retta via e “normalizzare” lo spogliatoio rossoblu. Il modulo prescelto dal nuovo mister dovrebbe essere un 3-4-3 o un 3-5-2, con difesa e centrocampo più coperti rispetto al recente passato. Il tempo del tiki taka è finito, con Braglia si baderà soprattutto al sodo e alla sostanza, la classifica del Cosenza piange, è tempo che i lupi in campo ritornino a fare finalmente i lupi, e non le pecorelle smarrite e impaurite delle prime 5 giornate di campionato.
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