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Cosenza – Perugia, le pagelle: Top & Flop

Cosenza-Perugia, le pagelle

Saracco 5,5 arrugginito: non giocava da tanto tempo. Disputa una partita “normale” ma l’errore in uscita in pieno recupero poteva costare carissimo. Cena pagata a Capela.

Idda 7 mastino: mette la museruola a bomber Iemmello, partita impeccabile.

Capela 7 + provvidenziale: salva al 96 sulla linea un tiro a botta sicura. Se i lupi possono ancora sperare di agguantare i playout è grazie al suo miracoloso intervento.

Legittimo 6 – affannato: non è il solito guerriero che abbiamo conosciuto lo scorso campionato. Tiene comunque botta negli assalti finali della squadra ospite.

Corsi 6 – generoso: finché ha birra in corpo disputa una buona partita limitando le incursioni avversarie. Sostituito nel finale di partita, non ne aveva più. Esce stremato dal campo.

Bruccini 7 goleador: terzo goal dalla ripresa del campionato. Quello di La Spezia inutile, quello contro il Perugia pesantissimo.

Sciaudone 6,5 presente: fa sentire la sua presenza a centrocampo anche con maniere rudi. In netta ripresa rispetto alle ultime deludenti prestazioni.

Bittante 6 sufficiente: gioca una partita senza infamia e senza lode.

Baez 7,5 hombre de partido: se avesse maggiore continuità e freddezza sotto porta potrebbe tranquillamente giocare in serie A. Fa vincere i lupi con una giocata fantastica partendo palla al piede da centrocampo: inarrestabile!

Rivière 5,5 polveri bagnate: di certo non la sua migliore da quando è a Cosenza.

Asencio 6 lottatore: non segna ma fa a sportellate per tutto il match con i difensori del Perugia.

DALLA PANCHINA 

Konè 6,5 piacevole sorpresa: il ragazzo ha personalità e non ha paura di prendersi le sue responsabilità a centrocampo.

Casasola S.V.

Carretta S.V.

Mister Occhiuzzi 6,5 mental coach: non era facile affrontare la partita contro il Perugia dopo la batosta subita a La Spezia. Riesce ad entrare nella testa dei suoi calciatori convincendoli che ancora non è finita. Il Cosenza gioca una buonissima partita per 80 minuti, poi la solita paura e amnesie finali che potevano costare caro. Se il Cosenza ancora è vivo e non ha gettato la spugna parte del merito è anche di questo giovane tecnico che ci sta mettendo il cuore.

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