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Cosenza, presentato il calendario AIParC 2026: “Sulle orme di Carlo De Cardona”

Cosenza, presentato il calendario AIParC 2026: “Sulle orme di Carlo De Cardona”

Presentato a Cosenza l’itinerario storico-civile dedicato al “sacerdote della redenzione del Sud”, figura chiave del cattolicesimo sociale e simbolo di emancipazione per la Calabria.

di Ada Giorno

Il 25 marzo 2026, nella Sala “Convegni Miceli” della Parrocchia di Sant’Aniello, si è svolto l’incontro promosso dall’AIParC Cosenza in collaborazione con il Convegno di Cultura “Maria Cristina di Savoia”, dedicato alla figura di don Carlo De Cardona, sacerdote moranese e protagonista del cattolicesimo sociale meridionale, oggi al centro di una causa di beatificazione.

La presentazione del Calendario AIParC 2026, “Sulle orme di Carlo De Cardona. Il sacerdote della redenzione del Sud”, ha offerto un percorso di approfondimento storico e civile.

Ada Giorno, autrice e ideatrice grafica, ha messo in luce il rapporto tra la Rerum Novarum e il Risorgimento calabrese, mostrando come l’enciclica leonina abbia fornito a De Cardona una chiave interpretativa decisiva per leggere le contraddizioni sociali del Mezzogiorno.

Ha ricordato gli anni di formazione alla Pontificia Università Gregoriana, immediatamente successivi alla pubblicazione dell’enciclica, e la fase della relegazione a Todi (1934–1940), imposta dal regime fascista, periodo in cui il sacerdote compose il suo studio su San Tommaso.

Proprio in quegli anni maturò la sua visione di un sistema commutativo dell’equità, un modello sociale fondato sulla reciprocità e sulla proporzione, in cui il dare e l’avere si rispondono in un equilibrio morale capace di tutelare la dignità delle persone e orientare la vita comunitaria verso il bene comune.

Dopo i saluti di don Salvatore Fuscaldo, parroco di Sant’Aniello, che ha richiamato il valore della memoria come responsabilità comunitaria, è intervenuta Maria Pia Galasso, presidente del Convegno di Cultura “Maria Cristina di Savoia”.

Galasso ha evidenziato il parallelismo tra la missione caritativa della regina Maria Cristina e quella di De Cardona: due figure lontane nel ruolo e nella storia, ma unite dalla stessa tensione verso gli ultimi e dalla capacità di trasformare la fede in servizio concreto. Tania Frisone, presidente AIParC Cosenza, ha ribadito l’impegno dell’associazione nella valorizzazione della memoria culturale calabrese.

Cosenza, presentato il calendario AIParC 2026: “Sulle orme di Carlo De Cardona”
Cosenza, presentato il calendario AIParC 2026: “Sulle orme di Carlo De Cardona”

Di taglio storico-sociale il contributo di Francesco Paolo Dodaro, giurista e studioso di bioetica e istituzioni, che ha ricostruito il contesto del Mezzogiorno di inizio Novecento, mettendo in luce la capacità di De Cardona di proporre strumenti concreti di riscatto per le classi popolari. A seguire, Giuseppe Nicoletti ha illustrato l’impianto narrativo del calendario, sottolineando la funzione di “memoria attiva” che l’opera intende svolgere attraverso i mesi dell’anno.

Dalla discussione è emersa una lettura del Risorgimento calabrese come processo di emancipazione sociale che trova in De Cardona uno dei suoi interpreti più lucidi. In questa prospettiva si inserisce il richiamo ad Antonio Guarasci, primo presidente della Regione Calabria, che negli anni Cinquanta riconobbe nel sacerdote moranese un modello politico e morale, traducendone l’eredità in una visione democratica fondata sulla dignità delle classi popolari.

Il calendario traccia così una linea ideale che, dal Risorgimento sociale di De Cardona alla stagione riformatrice di Guarasci, arriva fino al presente, rappresentato simbolicamente dalla figura immaginata di Papa Leone XIV, chiamato a interpretare le sfide contemporanee: nuove povertà, solitudine sociale, crisi del lavoro, rischi delle tecnologie disumanizzanti.

A coordinare gli interventi è stata Ada Giorno, che ha guidato il dialogo con equilibrio e chiarezza, intrecciando i contributi in un percorso unitario. Il calendario propone un itinerario tematico attraverso i nuclei fondamentali dell’opera decardoniana: cooperazione come riscatto, formazione come emancipazione, bene comune come orizzonte politico, santità quotidiana, preghiera incarnata nell’azione. La veste grafica, sobria ed essenziale, accompagna i testi senza sovrastarli.

La serata ha confermato la forza attuale della testimonianza di don Carlo De Cardona: una vita segnata da coerenza evangelica e impegno sociale, capace ancora oggi di indicare una via per una Calabria fondata sulla dignità, sulla solidarietà e sul bene comune. Il Calendario AIParC 2026 si inserisce in questo solco: non un semplice omaggio, ma un invito a riscoprire un’eredità che parla al futuro della comunità.

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