Toteda, membro della direzione provinciale di IDM e delegato alla sanità, invita i cittadini a una riflessione attenta e ponderata prima di esprimere il proprio voto su questa iniziativa. Già oggi, il sistema sanitario è al collasso, con liste d’attesa che si protraggono per mesi, se non anni, e strutture territoriali come le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) ancora inadeguate e da potenziare.

L’Unione dei comuni non offre garanzie di miglioramento per i servizi sanitari. Al contrario, potrebbe aggravare la situazione. Tra i problemi più evidenti vi sono la carenza di Medici di Medicina Generale (MMG) e la mancanza di una copertura sufficiente da parte dei distretti sanitari dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP).
La fusione rischierebbe di accentuare queste criticità, rendendo ancora più difficile garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini. Un ulteriore elemento di preoccupazione è rappresentato dal progetto del nuovo ospedale, che già oggi presenta molte incognite. Prima ancora di discutere dell’unione dei comuni, è fondamentale affrontare con trasparenza e responsabilità i problemi strutturali della sanità locale.
La domanda centrale è: siamo davvero sicuri che l’unione dei comuni possa garantire servizi essenziali adeguati per le comunità di Cosenza, Rende e Castrolibero? Non sarebbe più responsabile condurre uno studio di fattibilità approfondito e verificare le reali ricadute di una simile iniziativa, prima di mettere a rischio la salute dei cittadini?
**Perché dire NO?**
– La sanità locale è già in crisi: liste d’attesa insostenibili, carenza di medici e servizi territoriali insufficienti.
– Il progetto del nuovo ospedale pone già oggi interrogativi non risolti.
– L’unione rischia di peggiorare ulteriormente la qualità e l’efficienza dei servizi essenziali. Prima di procedere con un progetto di tale portata, è indispensabile garantire una pianificazione seria e condivisa, con l’obiettivo di tutelare la salute e il benessere di tutti i cittadini. Non possiamo permetterci di lasciare nessuno indietro.
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