Difficilmente i supporters silani potranno mai dimenticare questo 2018.
E’ stato un anno di emozioni intense e straordinarie, ma per poter capire fino in fondo l’impresa che hanno fatto i lupi bisogna tornare un attimo indietro (Settembre 2017) alle prime partite del campionato di serie C e al forte sgomento che aveva pervaso tutto l’ambiente rossoblu con la gestione tecnica di Gaetano Fontana e l’inevitabile esonero con il Cosenza relegato all’ultimo posto. La lenta ripresa e risalita in classifica dopo l’avvento del “messia“ Piero Braglia, dalla forte contestazione del post Cosenza-Rende (0-3), alla cavalcata trionfale e inarrestabile dei playoff, culminata con la vittoria di Pescara nella finale contro il Siena che ha fatto letteralmente impazzire una città e una provincia intera che aspettava di ritornare in serie B da 15 lunghissimi anni.

Diciamolo chiaramente, per come si era messa la stagione nessuno si sarebbe mai aspettato un epilogo del genere e forse per questo è stato ancora più bello e coinvolgente. Vincere in quel modo i playoff, sbaragliando la concorrenza partita dopo partita, è stata un’impresa titanica che resterà per sempre scolpita negli annali del calcio cosentino e nel cuore di tutti i tifosi, indimenticabile!
Le scorribande di Okereke che hanno fatto ammattire gli avversari, i colpi di classe di Tutino, l’impeto, la magia dei goal di Baclet al ritmo di mojito, le strategie e la scaramanzia dello“stregone” Braglia che vince ancora una volta nella sua carriera i playoff, semBrava impossiBile e invece il sogno è diventato realtà.

Tornando ai giorni nostri l’avvio in campionato nella nuova categoria per i lupi non è stato certo dei migliori: l’inesperienza di molti calciatori al loro primo anno in serie B, i problemi relativi al nuovo manto erboso del “Marulla” che hanno decretato la sconfitta a tavolino contro il Verona, e tanti punti persi per strada negli ultimi minuti delle partite avevano fatto pensare che il Cosenza non fosse pronto ad affrontare un campionato così difficile come la serie cadetta.
La squadra bruzia invece, guidata sempre dal suo esperto e navigato condottiero, ha saputo reagire tirando fuori gli artigli ed esaltandosi proprio nelle difficoltà.
Il Cosenza conclude il girone d’andata a 19 punti, non sono tanti ma nemmeno pochi, in linea per raggiungere a fine campionato la meta della salvezza che equivarrebbe ad aver vinto un altro campionato. La compagine del presidente Eugenio Guarascio, dopo anni, ritorna la prima squadra per importanza nel panorama del calcio calabrese, avendo superato in classifica il Crotone che solo lo scorso anno giocava nella massima serie: la Calabria è rossoblu!


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