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Palazzo dei Bruzi Comune di Cosenza

Così è cambiata Cosenza in 50 anni

Questa sera presentazione dello studio realizzato dall’Ufficio Statistica del Comune e che analizza l’evoluzione socio-economica della città rapportata alla qualità della vita

L’evoluzione socio-economica di Cosenza e quello che ha significato per la qualità della vita nel cinquantennio dal 1960al 2010. E’ l’analisi attenta e minuziosa realizzata da tre funzionari dell’Ufficio Statistica del Comune di Cosenza, Egidio Bruni, Vincenzo Aiello e Dante Scorza, che l’hanno inserita negli obiettivi del piano dei risultati 2014.

Così è cambiata Cosenza in 50 anni
Così è cambiata Cosenza in 50 anni

 

Uno studio che verrà presentato pubblicamente oggi, 29 dicembre (dalle ore 18) presso la Sala Capitolare del Chiostro di San Domenico nell’ambito delle manifestazioni inserite nel programma di ‘Buone Feste Cosentine’. Sarà anche l’occasione buona per conoscere da vicino il ruolo dell’Ufficio Statistica comunale che come sottolinea Maria Molezzi, Dirigente del 2° Settore Affari generali e responsabile dell’ufficio statistica, “non deve essere esclusivamente quello di organo periferico dell’Istat, ma deve rappresentare l’unico servizio statistico all’interno dell’Amministrazione comunale, chiamato, ad esempio, nelle fasi istruttorie dei provvedimenti in cui si faccia uso di dati statistici, ad esprimere parere tecnico. Oggi, insomma, l’Ufficio Statistica rappresenta davvero un punto di riferimento e un supporto per l’Amministrazione nell’elaborazione di programmi complessi”.

Ecco perché questa copiosa ricerca: “Il lavoro si pone pertanto l’obiettivo di far conoscere, attraverso l’elaborazione di dati statistici, quanto sia cambiata la vita della nostra città nell’arco di cinquant’anni, analizzando particolari aspetti mai esaminati in maniera così capillare. Inoltre, l’indagine, nonostante l’utilizzo di dati statistici che per loro natura potrebbero risultare aridi e freddi, riesce a colpire emotivamente il lettore, soprattutto nel racconto dell’incontro generazionale tra Giovanni, ventiquattrenne nel 1967, e Francesco, coetaneo nell’anno 2014”.

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