Tutto si puoi dire di Dario Brunori, ma non “una roba” del tipo “si è’ montato la testa…”. E non si può dire no ,anche perché, dal successo di Sanremo, passando per il tour estivo, ieri sera, il Brunori nazionale ha praticamente spalancato le porte di casa sua in quel di San Fili.
Un concerto in Piazza Stazione, un concerto intimo davanti alla sua gente. Da Sanremo a San Fili sono trascorsi mesi intensi. Mesi pieni di emozioni e adrenalina, mesi di buona comunicazione della sua terra, mesi di sana e lucida follia. Brunori ,dopo una lunga gavetta, nel paese dei fiori ha svoltato e lo ha fatto nella sua semplicità con quella sana pigrizia che lo accompagna in tutti i giorni della sua vita.
Perché a Dario piace vivere nella lentezza, nel silenzio, nella sua San Fili magari contemplando quell’albero di noci dove è nata l’ispirazione di una canzone che è entrata nei cuori di tutti. Brunori da Sanremo a San Fili è stata una vera e propria onda lunga che ha travolto l’Italia intera. E chi non lo conosceva o distrattamente lo ascoltava di colpo è diventato fan convinto, determinato a tutto pur di andare ai concerti.
E ieri sera a San Fili chi è’ andato sotto quel palco si è’ goduto un Brunori rilassato, quasi in pantofole, un Brunori anche sollevato da questo casino intorno a lui. Perché sta ritornando l’autunno e la sua voglia di lentezza prenderà il sopravvento perché la sua vita è’ fatta di famiglia, di riflettori spenti. Per poi riaccenderli quando riscatta l’ispirazione e la voglia di restare su quel palco. La luna ha aiutato e tutto è diventato magia.
E si canta con trasporto, con il cuore e con la voglia di non andare via da una San Fili che per una notte supera Sanremo. Un regalo di Dario alla sua gente, al sindaco donna Linda Cribari che con tenacia ha cercato questo appuntamento. E tutto è’ filato liscio. Quasi come quelli falò di Guardia Piemontese. Mancava soltanto il mare, ma quel mare è negli occhi di un pubblico sognante che sentitamente ringrazia sui social per uno show originale e Brunoriano… Santo subito eh…
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