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Calciomercato Sheraton Hotel Milano

Da Scheidler a Forte: le “acrobazie” del mercato del Cosenza: il rinnovato appeal all’ora dello spritz

Risvegliarsi con la consapevolezza di aver apparecchiato qualcosa di importante, di diverso, almeno sulla carta: per Gemmi e per Cosenza sportiva è quel che si dice un buongiorno.

Cronaca di un pomeriggio allo Sheraton di Milano, vista San Siro, un pomeriggio che regala al Cosenza una chiusura da assoluta protagonista nella battuta di mercato. Ma facciamo un passo indietro: a far impennare l’interesse, e di pari passo la polemica, era stata la già conclusa trattativa per il francese del Bari Aurelien Scheidler, annunciata qualche ora prima e che faceva stocere il naso ai più,  nonostante si trattasse di un ragazzone dotato di imponente stazza fisica (194 centimetri) e con 3 gol in carniere nell’esperienza con i galletti (Nasti lo scorso anno si fermo’ poco più su). Nella notte tra giovedì e venerdì il domino appariva composto: il giovane francesino alla corte di Caserta per la definitiva (ri)consacrazione e il Bari dell’esperto ds Polito a mettere le mani su Francesco Forte, in chiara e prepotente uscita da Ascoli, società a cui l’episodio dell’espulsione di Cosenza non era proprio piaciuto.

Robe normali, robe da Cosenza. Valorizzare il buono (Scheidler) dove gli altri non lo hanno visto e lasciare agli altri le “figurine” da appiccicare al proprio album. Robe da squadra che vuole alzare l’asticella ma si scontra con lo strapotere dei capitali altrui, degli indonesiani, dei City Group e chi più ne ha più ne metta.

E nessuno avrebbe potuto contestare alcunché a un mercato comunque vigile e  attivo, al netto dei mancati innesti in difesa, dove l’addio di Rigione si sta rivelando,fatti alla mano, più pesante del previsto.

Però qualcosa, nella notte che avrebbe dovuto portare il domino a comporsi, è saltato. Gemmi ha dimenticato di essere il plenipotenziario di una squadra che aveva difeso la B a Brescia, in condizioni pietose, fino all’ultimo fumogeno. E ha osato il colpo gobbo, sfruttando una serie di contingenze.

Al mattino di ieri dalla pagina di Lupisinasce avevamo posto un quesito :”è davvero Scheidler l’attaccante rossoblù scelto da Gemmi”? Quesito che nascondeva una certa malizia, non rivolta sia chiaro, alle doti del giocatore francese, ma alimentata dalla convinzione che Gemmi non avesse finito qui.

E di fatti lo sviluppo della giornata non ha tradito le attese: messo in stand by, a furor di popolo, il francesino, verso l’ora di pranzo il livello dei nomi in agenda si impennava clamorosamente.

Dalla pista Inglese, profilo esperto per il quale c’era da sviluppare una strategia convincente riguardo l’ingaggio, ad Antonino La Gumina, con cui l’abboccamento sarebbe durato il tempo di uno spritz, ai capricci di Simy a cui il rossoblú di Cosenza non convincevs appieno, nonostante ci fosse l’accordo tra lupi e Salernitana. Ma Gemmi, Perna, e il Cosenza dimostravano di essere presenza attiva nei corridoi dello Sheraton. E battevano il primo colpo del pomeriggio. Un colpo con i piedi e le sembianze di un calabrese, più volte accostato alla causa rossoblù,  ma circondato dall’aurea del “nemo profeta in patria”, capace di regalare i play off alla Reggina e flirtare con il Catanzaro nelle scorse settimane. E invece Luigi Canotto da Rossano a metà pomeriggio diventa un giocatore del Cosenza, dopo che mezza Serie B  non gli aveva levato gli occhi di dosso.

Canotto, il colpo (in canna almeno da luglio) che non ti aspetti. E la chiave di volta che cambia i destini di un mercato che la notte di Scheidler aveva già indirizzato.

L’arrivo dell’esterno rossanese in rossoblù apre infatti una breccia nel cuore del suo procuratore, lo stesso di un certo Francesco Forte, ogni giorno accostato a un club diverso e finito in bocca al Bari.

Bari che, ingordo, tenta il colpo del pomeriggio : Aldo Florenzi.  Il volto del suo procuratore Cordua, è la dimostrazione plastica del nervosismo che aleggia attorno alla trattativa. I galletti spingono, il Cosenza, si narra tra uno spritz e l’altro, chiede almeno 2 milioni. Non se ne fa nulla, Aldo resta in questo strano, forte (a quell’ora la f è ancora minuscola) Cosenza.

Bari a bocca asciutta ma che a quel punto deve guardarsi le spalle dal duo Gemmi -Perna che verso le 19 si approssimano all’area break con il ghigno soddisfatto di chi sa di aver fatto il colpo.

Colpo che, col passare dei minuti, benedetto anche da Di Marzio, assume le fattezze di Francesco Forte. Il web si scatena, Valentina Mitidieri e Christian De Nicolò da studio nella diretta di Lupisinasce faticano a nascondere la sorpresa, e ogni aggiornamento proveniente dallo Sheraton aggiunge un tassello in più al nuovo domino: a dettarne il ritmo stavolta è il Cosenza.

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Scheidler, dopo 24 ore in cui deve averci capito ben poco, viene mandato a giocare ad Andora, anzi no, in prestito ad Ancona, e il Bari si indirizza su una vecchia conoscenza rossoblù, quell’ Ettore Gliozzi, promesso sposo della Samp ma con nozze saltate sull’altare.

Il resto è una attesa festante, aspettando gli indizi social del Cosenza. Sono passate da poco le 19 : 50 quando, sul canale social rossoblù, dopo l’immagine del gommone (Canotto) si materializza anche quella dello Squalo. E’ lampriva regina, Francesco Forte è un giocatore rossoblù. La sua nuova avventura ripartirà da quel “Marulla ” in cui si è chiusa, in malo modo, la vecchia.

Paradossi normali di un mercato che invade il calcio giocato e ne cambia in corsa (e di corsa) i connotati. E così, dopo una estate con la valigia in mano,  Improta resta a giocare in Serie C col Benevento che ha fatto muro sino all’ultimo e poi ha “mollato” Acampora al Bari. E proprio il Bari che aveva fatto la voce grossa prendendo oltre a Nasti e Menez, anche Aramu e Okaka, perde pure Gliozzi (causa burocrazia) e,senza il francesino, resta col cerino del centravanti in mano.

Per il Cosenza, invece, resta il nodo della difesa, reparto bisognoso di alternative ma che a questo punto verrà affidato alle cure del mercato degli svincolati (per Camporese occhio alla Feralpi). Restano le cessioni di Finotto a titolo definitivo e di D’Urso in prestito alla Triestina. D’altronde la Ragion di Mercato impone di far cassa, quadrando  i numeri della rosa e l’anagrafica. Ma Gemmi e i suoi hanno dimostrato di sapere come si fa.

Metamorfosi di un mercato che ha visto l’eterna Cenerentola diventare Forte, almeno sulla carta, stupendo con un anno di ritardo.

Lo chiamavano appeal. Da ieri sarà l’ora dello spritz di Gemmi & Co., la golden hour rossoblù. Si spera.

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