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Dalle bussole ai semi della speranza: il percorso umano e spirituale di Fabio Mandato

Dalle bussole ai semi della speranza: il percorso umano e spirituale di Fabio Mandato

Da “Bussole di un nuovo umanesimo” a “Semi di speranza”: la ricerca di senso tra paternità, fraternità, fede e poesia

Di Anna Maria Ventura

Fabio Mandato, cosentino di nascita,  è avvocato, giornalista e scrittore. È redattore del settimanale dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano Parola di Vita e collabora con l’Agenzia SIR, il Servizio di informazione religiosa. Alla formazione giuridica e all’esperienza giornalistica affianca studi teologici presso la Pontificia Università Lateranense. Un percorso culturale articolato, nel quale diritto, comunicazione e riflessione religiosa concorrono a delineare un interesse costante per le questioni umane, etiche e spirituali.

Tale interesse emerge nelle sue pubblicazioni, che affrontano la condizione dell’uomo contemporaneo da prospettive differenti. In “Bussole di un nuovo umanesimo. Paternità e fraternità alla prova della tecnica e della tarda modernità” (Tau Editrice, 2022), Mandato affronta temi di grande attualità, interrogandosi sul valore della fraternità e sul rapporto tra progresso tecnologico ed etica. Con “Semi di speranza”, pubblicato nel 2025 nella collana I Quaderni di Parola di Vita, l’autore intraprende invece un percorso espressivo diverso, affidando alla poesia pensieri, interrogativi e intuizioni personali.

La raccolta poetica, che si apre con una prefazione di monsignor Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, comprende una ventina di componimenti e costituisce la sua prima esperienza poetica. Lungi dall’essere una cesura rispetto al cammino precedente, rimangono centrali la ricerca di senso, il confronto con il trascendente, la dignità della persona e la fiducia in una dimensione provvidenziale dell’esistenza. La poesia diventa uno spazio più intimo e concentrato, nel quale le questioni già affrontate sul piano culturale e teologico si trasformano in immagini, versi brevi e meditazioni.

Prima di entrare nel mondo poetico di “Semi di speranza”, è utile soffermarsi su “Bussole di un nuovo umanesimo’, perché questo saggio consente di comprendere più profondamente la visione antropologica e spirituale che attraversa anche la successiva raccolta di versi.

Il volume ha per sottotitolo “Paternità e fraternità alla prova della tecnica e della tarda modernità”, che ne chiarisce l’orizzonte problematico. Mandato parte da una constatazione: l’uomo contemporaneo vive una fase di transizione, nella quale i tradizionali punti di riferimento sembrano indebolirsi e la rapidità dei cambiamenti tecnologici, culturali e sociali rende più difficile riconoscere valori condivisi.

La domanda di fondo è come restare umani in un tempo che tende a modificare profondamente le relazioni, la percezione di sé e il rapporto con il mondo. La risposta proposta dall’autore si raccoglie intorno a due immagini-guida: la paternità di Dio e la fraternità tra gli uomini. Le due «bussole» sono certamente  principi morali da applicare alla vita sociale, ma anche coordinate di una visione cristiana dell’esistenza. La persona, riconosciuta come figlia di Dio, è chiamata a riconoscere negli altri non estranei o concorrenti, ma fratelli.

Il riferimento all’enciclica “Fratelli tutti” di papa Francesco è significativo. Mandato raccoglie l’invito a superare individualismo, indifferenza e frammentazione, recuperando il valore della relazione e della responsabilità reciproca. La fraternità  è presentata  come una prospettiva capace di orientare concretamente la convivenza e il futuro della società.

Un altro nucleo importante del saggio è il rapporto tra tecnica ed etica. L’autore non assume una posizione di rifiuto pregiudiziale nei confronti del progresso tecnologico. Il problema non è la tecnica in sé, quanto il criterio con cui viene utilizzata e il fine al quale viene subordinata. La tecnologia può essere uno strumento di conoscenza e di miglioramento della vita, ma rischia di diventare disumanizzante quando si separa dalla responsabilità morale e dalla centralità della persona. La domanda decisiva invece di essere “che cosa l’uomo sia in grado di realizzare”, diventa “quale idea di uomo orienti le sue realizzazioni”.

La riflessione si allarga alla famiglia, alla genitorialità e alla memoria. La figura paterna viene ripensata senza ridurla a un modello autoritario o a una semplice gerarchia. La paternità assume soprattutto il significato di origine, cura, responsabilità e trasmissione. In questo quadro, la memoria diventa un legame tra le generazioni: permette di custodire ciò che ha valore, ma anche di discernere criticamente il passato, senza accettarne indiscriminatamente ogni aspetto.

Il merito del saggio è proprio nel tentativo di tenere insieme ambiti diversi: teologia, antropologia, etica, comunicazione e trasformazioni sociali. La sua prospettiva oltre a denunciare la crisi del presente,  cerca di individuare criteri per attraversarla. La proposta cristiana, lungi dall’essere presentata  come un semplice richiamo nostalgico a un ordine perduto, viene presentata come una possibilità concreta per il futuro

Sul piano critico, la densità degli argomenti e l’ampiezza dei riferimenti rendono il volume stimolante, anche se impegnativo.

Nel complesso, “Bussole di un nuovo umanesimo” è un saggio che pone al centro la domanda sull’identità e sul destino dell’uomo. La sua tesi fondamentale è che non si possa costruire un umanesimo autentico senza riconoscere la dimensione trascendente della persona e senza tradurre tale riconoscimento in relazioni fraterne.

È una riflessione che trova in “Semi di speranza” una diversa forma espressiva.

Il rapporto tra “Bussole di un nuovo umanesimo” e “Semi di speranza”, lungi dall’essere inteso soltanto come una continuità cronologica tra due pubblicazioni, è tale che le due opere possono essere lette come momenti differenti di un medesimo itinerario intellettuale e spirituale.

Nel saggio del 2022  Mandato formula una domanda prevalentemente collettiva: quale umanesimo può orientare l’uomo nella tarda modernità? In “Semi di speranza” la domanda si sposta progressivamente sul piano personale: come può il singolo attraversare il dubbio, il dolore, la memoria e le scelte quotidiane senza perdere fiducia nella vita? Nel primo libro prevale la ricerca di coordinate; nel secondo si osserva il cammino di una coscienza che cerca di riconoscerle e farle proprie.

La metafora della bussola e quella del seme sono, da questo punto di vista, particolarmente eloquenti. La bussola indica una direzione e aiuta a non smarrirsi; il seme custodisce una possibilità di crescita, che richiede tempo e cura. La prima immagine sottolinea la necessità di orientamento, la seconda la pazienza della maturazione. Entrambe rinviano a una speranza intesa come fiducia accompagnata da responsabilità.

Anche il tema della paternità, centrale in Bussole, riemerge in modo significativo nella raccolta poetica in “Onora il padre”. Nel saggio la paternità è considerata come una dimensione fondamentale della relazione umana e come riflesso della paternità divina. Nella poesia, invece, il tema si fa più personale e affettivo: il padre è presenza interiore, legame che continua a vivere nel cuore e riferimento al quale il figlio può guardare senza paura. Il passaggio dalla riflessione teorica alla parola poetica traduce la dimensione teologica  in una relazione concreta. La paternità  diventa un’esperienza da custodire.

Un secondo collegamento riguarda la memoria. In “Bussole di un nuovo umanesimo” essa svolge una funzione sociale e intergenerazionale,  conserva e trasmette valori, consente di riconoscere il bene e il male della storia e contribuisce a costruire un’identità condivisa. In “Nostalgia” la memoria viene osservata dall’interno della coscienza individuale. È un archivio di emozioni, paure, parole e sensazioni, ma non deve trasformarsi in una prigione. Il passato va riconosciuto e accolto, senza permettergli di impedire il movimento verso il futuro. La memoria, dunque, in entrambi i libri è un esercizio di discernimento e di trasformazione.

Anche la fraternità, che nel saggio rappresenta una delle due bussole del nuovo umanesimo, può essere letta come sfondo etico della raccolta poetica. In “Semi di speranza” trova un corrispettivo nella centralità attribuita all’amore, alla cura, alla responsabilità e alla relazione. Il soggetto poetico, al di là di essere un individuo autosufficiente, è un essere in rapporto con gli altri, con le proprie origini e con una presenza trascendente.

Il tema della tecnica, così importante nel saggio, sembra invece arretrare nella raccolta poetica. Anche pur non scomparendo del tutto la riflessione sul mondo contemporaneo, cambia il centro dell’attenzione. Se in Bussole Mandato si domanda come orientare il progresso affinché rimanga al servizio dell’uomo, in “Semi di speranza” si concentra sulle condizioni interiori che permettono all’uomo di non smarrire sé stesso. È come se il secondo libro cercasse di rispondere, sul piano esistenziale, a una domanda che il primo aveva posto sul piano culturale: quale umanità vogliamo custodire?

Infine, entrambi i volumi sono attraversati dal rapporto tra finitezza umana e trascendenza. Il saggio affronta la questione in termini antropologici e teologici, sostenendo che l’uomo non può essere compreso pienamente se viene considerato soltanto nella sua dimensione materiale e immanente. La raccolta poetica traduce questa convinzione in interrogativi più immediati: Perché esiste il male? Quale senso ha la libertà? Da dove viene il bene? Quale forza può sostenere l’uomo nelle difficoltà? In entrambi i casi la risposta si colloca nell’orizzonte cristiano, ma la poesia lascia maggior spazio alla domanda e all’esperienza del dubbio.

Si può dunque affermare che “Bussole di un nuovo umanesimo” espone la struttura concettuale della visione di Mandato, mentre Semi di speranza ne rappresenta una sorta di traduzione lirica e personale. Il primo libro cerca di argomentare; il secondo di evocare. Il primo si rivolge alla coscienza attraverso il ragionamento; il secondo attraverso la parola poetica. La loro lettura congiunta permette di cogliere meglio la coerenza del progetto culturale dell’autore.

“Semi di speranza” è una raccolta che si muove lungo il confine tra riflessione esistenziale, sensibilità religiosa e ricerca interiore. Il titolo suggerisce già una chiave di lettura: la speranza lungi dall’essere presentata come una certezza acquisita o una soluzione immediata alle difficoltà dell’esistenza, diventa un seme, una possibilità che può germogliare anche nei momenti più incerti.

La matrice cristiana è esplicita e attraversa l’intera raccolta. La fede, la Provvidenza, il rapporto con Dio e il senso della vita costituiscono i riferimenti fondamentali di una poesia che cerca di ricomporre la frattura tra l’uomo e il mondo, tra la ragione e il mistero, tra la precarietà del presente e l’attesa di un orizzonte ulteriore.

Dal punto di vista stilistico, Mandato predilige componimenti brevi, versi essenziali e una costruzione spesso vicina alla forma dell’aforisma. La parola poetica cerca di fissare un pensiero, un’intuizione o una domanda. Ne deriva una scrittura accessibile e facilmente comprensibile.

Questa immediatezza rappresenta uno dei punti di forza del libro. Il lettore può entrare facilmente nei testi e riconoscervi interrogativi che appartengono all’esperienza comune: il rapporto con il passato, il valore delle relazioni, la libertà di scegliere, il significato del bene e del male, la ricerca di una presenza che dia senso all’esistenza.

Tra i componimenti più significativi, “Nostalgia” affronta il rapporto con il passato. La memoria è descritta come una sorta di archivio interiore, nel quale rimangono custodite emozioni, paure, parole e momenti vissuti. Ma il passato non deve trasformarsi in una prigione. Il poeta invita a non lasciarsi incatenare dai ricordi, perché il tempo scorre e l’essere umano è sempre qualcosa di più della propria storia. È un testo nel quale la nostalgia viene riconosciuta nella sua ambivalenza: può essere una risorsa preziosa, ma anche un ostacolo quando impedisce di vivere pienamente il presente.

In “Sentimento” emerge invece il confronto tra mistero e razionalità. L’esistenza si presenta come un percorso disseminato di domande, dubbi, intuizioni e improvvise rivelazioni. La vita  è un movimento continuo, fatto di ricerca e sorpresa. Il componimento restituisce così l’immagine di un uomo che non possiede tutte le risposte e che, proprio per questo, continua a interrogarsi. È un tema che richiama la riflessione sulla natura umana presente in Bussole: l’uomo non è riducibile alla sola razionalità, perché la sua esperienza comprende desideri, relazioni, mistero e apertura al trascendente.

Particolarmente interessante è “Airesis”, termine che richiama il concetto di scelta. Il testo si confronta con uno dei problemi più antichi della riflessione filosofica e teologica: se Dio esiste, perché esiste il male? E se Dio non esiste, come si spiega la presenza del bene? Il richiamo a Leibniz e alla Lettera ai Romani di san Paolo colloca il componimento in una tradizione di pensiero che ha cercato di comprendere la contraddizione tra la bontà del creato e la presenza del male.

Mandato, pur non sviluppando, una trattazione filosofica sistematica,  traduce il problema in una riflessione sulla libertà individuale. L’uomo è chiamato a scegliere, a orientare il proprio cammino, ad accettare anche la possibilità dell’errore e dell’imperfezione. Il riferimento paolino alla tensione tra il desiderio di compiere il bene e la difficoltà di realizzarlo introduce una dimensione di realismo spirituale: la libertà  coincide con la responsabilità delle proprie decisioni. Anche qui si riconosce una continuità con Bussole: l’etica al di là di essere un insieme astratto di regole, è una questione che riguarda il modo in cui la persona esercita la propria libertà.

In “Ti draso?” il tema della scelta viene ripreso attraverso il riferimento al bivio di Eracle, figura della tradizione classica chiamata a confrontarsi con due strade opposte. Il componimento diventa una riflessione sulle decisioni che segnano il cammino umano. Poiché non sempre esiste una strada immediatamente riconoscibile come giusta, occorre mettersi in ascolto della propria coscienza e del cuore, senza rinunciare alla fiducia in quel filo invisibile che, nella prospettiva cristiana dell’autore, richiama la presenza di Dio.

Il rapporto con le radici familiari e con la figura paterna è al centro di “Onora il padre”. Il comandamento biblico viene interpretato sia come precetto, che come richiamo a una relazione profonda, fatta di amore, pazienza e appartenenza. La figura del padre assume una dimensione che supera la semplice presenza terrena e si apre a una prospettiva spirituale. Il testo sembra invitare a riconoscere il legame con le proprie origini senza paura, trasformando la memoria familiare in una forma di fiducia. È probabilmente il punto in cui il dialogo con “Bussole di un nuovo umanesimo” appare più evidente: la riflessione sulla paternità, che nel saggio ha valore antropologico e teologico, qui si fa affetto, memoria e relazione personale.

Anche “Libro” si presta a una lettura simbolica. Il libro diventa interlocutore, patrimonio di conoscenza e compagno di viaggio. Il richiamo a Dante e alla tradizione della lingua italiana conferisce al componimento una dimensione culturale: la letteratura è una delle forme attraverso le quali l’uomo custodisce la propria memoria e trasmette alle generazioni successive un patrimonio di esperienze e significati. Il libro è, in definitiva, un bagaglio da portare con sé, ma anche un invito a non avere paura di conoscere. La sua funzione di custodia e trasmissione richiama il valore della memoria intergenerazionale sottolineato nel saggio del 2022.

In “Venticinque” il numero diventa occasione per riflettere sull’ordine del mondo e su una forza misteriosa che sembra tenere insieme gli elementi della realtà. Il riferimento alla matematica e alla simbologia numerica si intreccia con quello al sacrificio quotidiano e all’amore. Il componimento cerca così di individuare, dietro la varietà degli eventi, un principio di armonia che rimanda alla dimensione trascendente. Anche questo tentativo di leggere il mondo come realtà dotata di un ordine e di un significato si accorda con la visione provvidenziale che sostiene la riflessione dell’autore.

Un elemento distintivo della raccolta è il dialogo con la tradizione. Mandato richiama autori, testi e figure della cultura classica e cristiana, facendo della poesia anche un luogo di incontro tra epoche e linguaggi diversi.

I riferimenti ad Eschilo, Dante, Leibniz e san Paolo testimoniano il desiderio di collocare le domande del presente all’interno di una storia più ampia del pensiero umano. L’esperienza individuale viene così collegata a una tradizione che ha già interrogato il destino, la libertà, il male, la fede e il significato dell’esistenza.

Questa apertura culturale è coerente con la formazione e gli interessi dell’autore. La poesia diventa una forma di dialogo con il passato, ma anche un tentativo di rendere attuali questioni che non hanno mai smesso di accompagnare l’uomo.

Il merito principale di “Semi di speranza” risiede nella coerenza della sua ispirazione. I componimenti, pur affrontando argomenti differenti, sono attraversati da una medesima tensione: cercare un significato che vada oltre la superficie delle cose e riconoscere nella vita una possibilità di bene, anche quando l’esperienza sembra contraddirla.

Letti insieme, “Bussole di un nuovo umanesimo” e “Semi di speranza” restituiscono l’immagine di un autore impegnato in una ricerca coerente, che attraversa forme espressive differenti senza perdere il proprio centro ideale. Nel primo libro Mandato affronta la crisi dell’uomo contemporaneo e propone nella paternità divina e nella fraternità umana due riferimenti per ritrovare una direzione. Nel secondo porta queste domande dentro la dimensione personale, trasformandole in versi che parlano di memoria, famiglia, libertà, dubbio e fede.

La differenza tra le due opere è soprattutto nel modo di comunicare. “Bussole di un nuovo umanesimo” cerca di convincere attraverso la riflessione e l’argomentazione; “Semi di speranza” tenta di raggiungere il lettore attraverso la parola breve, l’intuizione e la meditazione. Il primo indica una direzione; il secondo invita a riconoscere, nella propria esperienza, i semi che possono rendere possibile il cammino.

È una poesia che cerca di raggiungere il lettore attraverso la chiarezza del pensiero e la sincerità dell’intenzione.

Se “Bussole di un nuovo umanesimo” pone la questione di quali riferimenti possano guidare l’uomo nella complessità del presente, “Semi di speranza” sembra suggerire che quei riferimenti debbano diventare esperienza vissuta, capacità di amare, memoria riconciliata e fiducia nel futuro. La bussola indica la direzione, ma è il seme a custodire la promessa della crescita.

In questa immagine conclusiva si può riconoscere il legame più profondo tra le due opere: la convinzione che l’essere umano, pur attraversato da fragilità e contraddizioni, non sia mai privo della possibilità di ritrovare un orientamento e di ricominciare a sperare.

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