E’ finalmente arrivato quel giorno che tutta la tifoseria attende dal momento in cui il Catanzaro è tornato in serie B, passando per la salvezza del Cosenza all’ultimo minuto dei playout a Brescia e che viene delineato nel momento della pubblicazione dei calendari.
I giovani, anche quelli pre-millenials, hanno avuto poche occasioni in questi anni di confrontarsi con gli odiati dirimpettai, pertanto per loro l’attesa è ancora più spasmodica, affrontata a colpi di tik-tok.
Ben altri tempi, quelli in cui non c’erano i social e si viaggiava sulle littorine della Ferrovie Calabro-Lucane.
Inutile nasconderlo, è la partita più importante della stagione, al netto di playoff e playout e che segna inevitabilmente la storia delle due squadre.
Non ci interessa caricare un evento ed alimentare tensioni inutili per qualcosa che non ha bisogno di essere amplificato ulteriormente, ma desideriamo che sia un giorno di festa a prescindere dal risultato finale e che possa essere vissuto al meglio, scrivendo un’altra pagina di sport, come solo noi sappiamo fare.
Tralasciando l’aspetto tecnico, ci preme ricordare cosa rappresenta per noi questa partita.
E’ la rivendicazione della supremazia culturale, politica, urbanistica, artistica, morale e sociale, prima ancora che sportiva.
Noi siamo quelli di Bernardino Telesio, di Parrasio e Tommaso Campanella, di Giacomo Mancini e Stefano Rodotà, di Francesco Repice e Totonno Chiappetta, di Franco Corbelli e Padre Fedele, di Piero Romeo e della Terra di Piero.
Siamo l’Atene della Calabria.
Siamo quelli del Rendano e del Castello Svevo.
Del Planetario e del Museo all’aperto Bilotti, del Box Art e del parco Romeo.
Siamo la capitale della solidarietà e della beneficienza.
E proprio perché abbiamo un cuore grande, domenica abbiamo l’obbligo di ricordare principalmente a noi stessi, alla Calabria ed al Mondo intero, di cosa siamo capaci.
Riempiamo lo stadio di due soli colori, facciamo battere i nostri cuori all’unisono e mostriamo per l’ennesima volta cosa significa per noi il Cosenza Calcio.
Se per le 2 curve ci penseranno i rispettivi gruppi organizzati a preparare le coreografie, sarebbe altrettanto bello e suggestivo creare un’atmosfera unica anche nei restanti settori.
Ed è per questo motivo, che invitiamo a tutti coloro i quali parteciperanno all’evento, di munirsi di sciarpa al collo (e possibilmente di indossare qualcosa di rossoblù) per sventolare al cielo la nostra fede.
Estendiamo l’invito al primo tifoso del Cosenza, avrebbe un’occasione irripetibile, per entrare (finalmente) nella storia e nel cuore della tifoseria.
Perché domenica, prima del risultato, quello che più conterà, sarà mostrare l’orgoglio dell’appartenenza.
Siamo sicuri che il resto…verrà di conseguenza.
Si chiede a chi deciderà di partecipare, oltre alle polaroid e palo per selfie, di portare con sé anche la sciarpa rossoblù per uno spettacolo indimenticabile.
Perché comunque vada, noi siamo e resteremo la squadra (e la città) più bella del Mondo.
Buon derby a tutti!
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