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Desertificazione bancaria in Calabria, First Cisl: allarme per le aree interne, timori anche per i grandi centri

I dati dell’Osservatorio Fiba First Cisl al 30 giugno 2026: 301 comuni su 404 senza banche. Maglia nera a Vibo Valentia e Cosenza. A rischio anche i grandi centri urbani.

Secondo l’analisi dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, aggiornata al 30 giugno 2026, quasi il 75% dei comuni calabresi, 301 su 404, è privo di sportelli bancari. Un’ulteriore quota, pari a circa il 16%, può contare su un solo sportello bancario nel proprio territorio. La situazione risulta particolarmente critica nelle province di Vibo Valentia e Cosenza.

In provincia di Vibo Valentia, l’82% dei comuni (41 su 50) è completamente privo di sportelli bancari, mentre il 90% dei comuni è privo di sportelli o può contare su una sola filiale.

In provincia di Cosenza, su un totale di 150 comuni, 114 (76%) risultano colpiti da desertificazione bancaria totale e ulteriori 19 (12,7%) dispongono di un solo sportello, con conseguenti limitazioni nell’accesso ai servizi.

Seguono Reggio Calabria, con il 74,2% dei comuni senza sportelli (72 su 97), Catanzaro con il 71,2% (57 su 80) e Crotone con il 63% (17 su 27).

First Cisl Calabria esprime forte preoccupazione, poiché a essere maggiormente penalizzati sono i comuni delle aree interne. Il timore è che il fenomeno continui a crescere e che possa estendersi anche ai centri urbani più rilevanti, soprattutto alla luce del risiko bancario in corso, che potrebbe determinare la chiusura di ulteriori sportelli sul territorio regionale.

È necessario istituire un Osservatorio sul credito e sulla desertificazione bancaria in Calabria, con il compito di raccogliere dati, effettuare analisi sull’accesso al credito e sui servizi finanziari per famiglie e imprese, e favorire il confronto tra istituzioni, associazioni di categoria, parti sociali, rappresentanze bancarie e università, al fine di individuare soluzioni concrete e sostenibili.

Una logica bancaria orientata esclusivamente alla massimizzazione dei profitti non rappresenta la strada corretta: serve invece un approccio improntato al buon senso, che garantisca alle famiglie e alle imprese calabresi un accesso adeguato ai servizi finanziari e una consulenza qualificata.

Per contrastare lo spopolamento delle aree interne è indispensabile preservare anche l’accesso ai servizi bancari e a una consulenza adeguata, insieme a misure capaci di creare condizioni di sviluppo locale e incentivare le comunità a rimanere o, auspicabilmente, a tornare nei propri territori.

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