Domenica sera il “Marulla” riserverà una doppia accoglienza al Pordenone: applausi per la tifoseria, fischi per la squadra

La sconfitta del Cosenza in quel di Pordenone ha lasciato l’amaro in bocca al popolo rossoblù. Non tanto per quel che concerne la dinamica tecnico-tattica della contesa ma per come è maturato il risultato. La truppa guidata da mister Tedino se dal un lato è apparsa squadra dotata di un elevatissimo tasso tecnico che riesce a sviluppare un gioco fluido ed incisivo, grazie a quattro/cinque giocatori palesemente di categoria superiore (Cattaneo, Burrai, De Agostini, Semenzato e Arma), dall’altro lato ha mostrato delle grandi lacune in termini di sportività e di correttezza con riferimento alle sceneggiate ed alle violenze messe in atto quando Baclet giaceva a terra privo di sensi. Su quegli attimi concitati si è già detto tutto. L’antisportività dei giocatori avversari che stride con la grande sportività mostrata dalla tifoseria neroverde, l’inadeguatezza dell’arbitro che ha ignorato inspiegabilmente le ripetute segnalazioni dell’assistente di linea affinché fermasse il gioco per consentire i tempestivi soccorsi al nostro guerriero Allan e che, non contento, ha ulteriormente procrastinato il momento di tali soccorsi dispensando un paio di ammonizioni al termine di un vergognoso parapiglia inscenato dai “ramarri” (o forse sarebbe meglio dire “tamarri”).
In questi casi la tempistica è tutto e può veramente evitare una tragedia. Dal momento della perdita dei sensi del nostro Baclet a quello della prestazione dei soccorsi sono passati troppi minuti e per motivi assolutamente ridicoli se confrontati col valore assoluto della vita umana. Tutto questo è sinceramente inaccettabile. Il resto è stato logica conseguenza di quegli attimi di puro terrore. Il Pordenone ha segnato un gol al 97 minuto “sfruttando” la scarsa concentrazione dei lupi ovviamente con la testa alle gravi condizioni del proprio compagno di squadra trasportato in ospedale. Per carità, il Pordenone avrebbe anche meritato la vittoria dal momento che ha proposto un calcio bello e propositivo (e non è un caso che il nostro San Pietro Perina da Andria sia stato ancora una volta il migliore in campo) ma, in tutta franchezza, senza il drammatico episodio che ha coinvolto Baclet i friulani non avrebbero mai vinto la partita. Tuttavia, da Pordenone sono giunte anche delle belle notizie. La prima ovviamente riguarda le condizioni di Baclet che sta bene ed, anzi, è già in città per preparare la battaglia di domenica sera.

La seconda riguarda la tifoseria civilissima ed anche simpatica del Pordenone. Infatti, i sostenitori di casa, al contrario della squadra e della società neroverde, si sono contraddistinti per una grande sportività ed umanità in occasione del grave incidente capitato a Baclet, cercando in tutti i modi di far capire all’arbitro che probabilmente sarebbe stato opportuno interrompere subito il gioco per consentire ai medici di soccorrere l’attaccante rossoblù. Inoltre, la tifoseria di casa si è resa protagonista di un gesto che ha conquistato letteralmente le simpatie dei nostri grandissimi tifosi arrivati in massa anche in Friuli, sradicando dalle mani di un facinoroso tifoso del Catanzaro che tra loro si divertiva a provocare una sciarpa giallorossa, consegnandola subito ai nostri ultras. Scene come questa valgono da sole il prezzo del biglietto. I tifosi del Pordenone meritano rispetto e quelli che giungeranno a Cosenza domenica riceveranno una grande accoglienza da parte della nostra città.
Di tenore opposto sarà il clima che gli scorretti ed antisportivi calciatori neroverdi troveranno al “Marulla“. Ma questo è ovvio e non c’è bisogno di aggiungere altro. I calciatori ed i tifosi rossoblù sanno già cosa occorre fare per ribaltare il risultato. Intanto, a due giorni e mezzo dalla partita decisiva, la Tribuna A è già sold out. Ora riempiamo la mitica Curva Sud. Jamu lupi!
Federico Perri, libero pensatore.
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