COSENZA (3-4-2-1): Micai; Hristov, Caporale, Dalle Mura; Ciervo, Charlys, Florenzi, D’Orazio; Kouan, Fumagalli; Mazzocchi. Allenatore: Alvini.
CREMONESE (3-5-2): Fulignati; Antov, Ravanelli, Bianchetti; Sernicola, Collocolo, Castagnetti, Pickel, Quagliata; Tsadjout, De Luca.
ARBITRO:Bonacina di Bergamo (Assistenti: Yoshikawa di Roma 1 e Cortese di Palermo). IV ufficiale: Di Reda di Molfetta. Var: Camplone di Pescara, aVar: Guida di Torre Annunziata.
AMMMONITI: Charlys (COS), De Luca (CRE), Micai (COS), Hristov (COS), Barbieri (CRE)
MARCATORI: 30′ D’ Orazio
NOTE: serata non eccessivamente calda, spettatori 6800 circa, recuperi: 2′ e 5.
COSENZA – Il cuore, i polmoni e l’organizzazione oltre il pronostico,le paure e le polemiche. Cosenza batte Cremonese 1-0 con il gol del suo capitano, quel Tommaso D’Orazio che alla mezz’ora di gioco ha scaraventato in porta tutto il suo senso di appartenenza alla città.
Città che ha fornito buoni numeri per l’esordio, tra fissi,occasionali e trasfertisti d’autore, nonostante i mal di pancia per il rincaro prezzi.
Ha vinto il Cosenza, che avrebbe potuto arrotondare, ha vinto Alvini e il suo realismo, lo stesso che impone calma e reclama (garbatamente) i doverosi rinforzi dal mercato (a cominciare dell’attaccante ex Stoccarda Sankoh?), a maggior ragione dopo stasera e in attesa di cio che sará in tema di eventuali penalizzazioni in classifica.
Occhio dunque a non cadere nei facili trionfalismi, rivelatisi nocivi nelle passate stagioni, se è vero che in 7 esordi in campionato da quando è tornato in B, il Cosenza ha steccato solo la prima contro l’ Ascoli nella stagione della riammissione in cadetteria.
Equilibrio,dunque è la parola d’ordine. Quello stesso equilibrio che ha consentito a un Cosenza operaio e sciupone di mettere a tacere una Cremonese davvero troppo spenta e impoverita, nei suoi cervelli pensanti ( Collocolo e Castagbetti su tutti, poi anche Vandeputte), dal pressing asfissiante dei rossoblù, dalla metodica occupazione degli spazi disegnata da Alvini e dalla capacita di non disunirsi mai. Ma ne riparleremo.
Il tecnico di Fucecchio ha proposto il solito 3-4-1-2 ( o 2-1 a poramide rovesciata, se preferite) con Charlys e Florenzi a spartirsi in mezzo al campo i compiti di copertora e interdizione, con Kouan ad abbassarsi e dare una mano a limite d’area in fase di non possesso. Per il resto esordio di Dalle Mura apposto dello squloficato Camporese, e coppia offensiva rodata Fumagalli- Mazzocchi.
Nella Cremonese spazio in avanti a De Luca e in porta al fischiatissimo ex catanzarese Fulignati. Vandeputte parte dalla panchina.
È piaciuto e molto, il Cosenza del primo tempo. È piaciuto per abnegazione, spirito di squadra e, come a Torino, per l’incessante pressing e la gestione nel complesso intelligente dei frangenti di gara. Ne sono scaturiti anche momenti di calcio pregiato.
D’Orazio e compagni hanno messo subito il timbro loro (e di mister Alvini,tarantolato in panchina) alla gara, giocando sulle accelerazioni improvvise e portando pericoli anche prima del vantaggio, con Ciervo e D’Orazio.
Una Cremonese impacciata ha subito la giusta punizione al minuto 30: su un cross da destra di Florenzi è arrivata la spizzata di Fumagalli a centro area che ha fatto correre la sfera sul secondo palo, laddove D’Orazio, di sinistro, ha battezzato l’angolo opposto della porta di Fulignati: 1-0 Cosenza.
Da li’, il canovaccio della gara non è mutato per almeno altri 10 minuti, con i lupi compatti e dinamici, lesti ad aggredire di rimessa, di contro una Cremo spaesata e svagata. Qualcosa di più e di meglio i lombardi l’hanno fatta vedere negli ultimi 5 minuti, con una serie di corner di fila (il primo della gara al minuto 43!) e un piatto a giro da fuori area di Collocolo: stavolta il guizzo di Micai ha negato l’immancabile gol dell’ex.
Non ha demeritato il Cosenza dei secondi 45′ che tuttavia, pur tenendo egregiamente il campo e rischiando in pratica zero, ha avuto il torto di litigare col gol : Mazzocchi due volte, Kouan, e infine Zilli (palo) hanno evitato alla squadra di Stroppa un passivo molto più corposo.
Nel dopo gara Alvini ha predicato ovviamente cautela e lodato i suoi e il pubblico.
Bravo Cosenza, ma la tua “guerra” è solo all’inizio.
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