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Roberto Calabria direttore Serd - ASP Cosenza

Droga e dipendenze a Cosenza: intervista a Roberto Calabria, direttore del Serd

Dottor Calabria, come trattate i giovani che si rivolgono a voi per superare la dipendenza dalle droghe pesanti?

Intanto noi facciamo una valutazione multidiscliplinare. Nel nostro centro abbiamo tutte le figure professionali: dai medici, agli educatori, agli psicologi. Quindi facciamo una analisi complessiva della persona e individuiamo un percorso terapeutico con il trattamento necessario.

Voi trattate anche il problema del gioco d’azzardo. A rivolgersi a voi non sono soltanto i tossicodipendenti ma pure i giocatori accaniti, sappiamo che il gioco è una dipendenza grave che può tramutarsi in una vera e propria malattia seria

Qui ci sono tempi zero. Chiunque ha bisogno di aiuto viene ricevuto subito, e cosa più importante l’accesso al Serd è completamente gratuito.

Dopodiché facciamo un esame psicodiagnostico perché dietro al gioco ci sono sempre dei disturbi comportamentali e poi li seguiamo con una terapia specifica.

Quando è necessario coinvolgiamo anche le comunità terapeutiche che si occupano del gioco d’azzardo. Inoltre abbiamo ideato un logo nato da un progetto regionale: LA SALUTE NON E’ UN GIOCO.

Roberto Calabria direttore Serd - ASP Cosenza
Roberto Calabria direttore Serd – ASP Cosenza

Per parlare delle nuove droghe, quali sono?

Le nuove droghe sono i derivati degli oppiacei. Stiamo vedendo un consumo elevato di fentanyl, ossicodone, tramadolo, che sono tutti farmaci che hanno un effetto simile all’eroina.

E iniziano ad affacciarsi le anfetamine, gli allucinogeni che all’inizio erano solamente al Nord e adesso si stanno affacciando anche al Sud. Molto spesso insieme a queste nuove sostanze ce ne sono altre, c’è sempre questo fenomeno della politossicodipendenza.

Lei mi parlava in precedenza di questo progetto con le scuole che state portando avanti, me lo può descrivere?

Sì, il progetto lo stiamo portando avanti da diversi anni, è un progetto validato a livello europeo, si chiama ‘unplugged’.

Andiamo nelle scuole con un’equipe formata su queste tematiche, evitando così le “classiche lezioncine” che non servono a nulla. Perciò formiamo i docenti e li scegliamo insieme al dirigente scolastico, i professori poi fanno formazione agli alunni con dei testi rilasciati da noi.

Infine facciamo degli interventi di verifica con una giornata conclusiva. Perché crediamo che la formazione sia la strada migliore essendo la vera attività di prevenzione utile contro le dipendenze.

Per citare dei dati approssimativi sul consumo a Cosenza?

I numeri sono abbastanza variabili. Diciamo che al Serd si rivolgono in media cinquecento pazienti ed è un numero altissimo per la nostra città. Il nostro servizio è molto accogliente, pertanto riusciamo ad assisterli in maniera corretta.

Ancora oggi l’eroina resta lo zoccolo duro, ma in fortissimo aumento c’è la cocaina insieme all’alcool. Molto spesso stanno insieme. Parliamo di un’accoppiata devastante.

Per lanciare un appello ai giovani che hanno timore a rivolgersi a lei perché non hanno mai chiesto aiuto, cosa vuole dire ai ragazzi che soffrono di dipendenze di vario tipo?

Di venire tranquillamente perché qui siamo una ventina di professionisti molto formati. Sappiamo accogliere bene e rispettiamo la privacy, siamo disponibili a iniziare un dialogo con tutti e quando questo non avviene siamo noi che andiamo nelle piazze e nelle scuole.

Li invito a non avere timore perché negli ultimi anni si sta superando questo concetto e vengono tutti abbastanza volentieri.

Serd - ASP Cosenza
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UOC Serd - ASP Cosenza
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