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Droga e giovani in Calabria, Di Tillo (CSAIn): “Serve l’educatore sportivo di quartiere contro il degrado”

Dopo i dati del Tribunale per i Minorenni, il presidente regionale di CSAIn Amedeo Di Tillo propone lo sport nei quartieri a rischio per offrire un’alternativa concreta ai ragazzi.

I numeri diffusi in questi giorni dal dottor Massimo Barbieri, Giudice Onorario del Tribunale per i Minorenni della Calabria, non possono lasciarci indifferenti: un giovane su quattro, tra i 15 e i 19 anni, dichiara di aver fatto uso di sostanze stupefacenti nell’ultimo anno. Un dato che riguarda tutte e cinque le province calabresi, e che si accompagna a un altro fenomeno altrettanto allarmante: 26 mila minorenni che si sono isolati.

Come presidente regionale dello CSAIn Calabria, sento il dovere di intervenire non per aggiungere allarmismo a un quadro già drammatico, ma per ribadire con forza una convinzione che guida da anni il nostro impegno sul territorio: lo sport non è un passatempo, è uno strumento di prevenzione e di cura sociale.

Dietro ogni ragazzo che si avvicina alla droga, come giustamente sottolinea il dottor Barbieri, c’è spesso un vuoto. Una solitudine non riconosciuta in tempo. Una famiglia che fatica a comunicare, una scuola che interviene quando il problema è già esploso. Ebbene, lo sport ha la capacità unica di riempire quel vuoto prima che diventi voragine: dà un luogo dove stare, una comunità a cui appartenere, una disciplina che struttura il tempo e la persona, un allenatore che spesso diventa punto di riferimento educativo quando altri riferimenti mancano.

È esattamente per questo che come CSAIn Calabria abbiamo lanciato il progetto dell'”educatore sportivo di quartiere”: un’iniziativa a costo zero pensata per portare lo sport come strumento educativo e sociale dentro le periferie e i quartieri più esposti al degrado, laddove il disagio giovanile trova terreno fertile e le istituzioni faticano ad arrivare in tempo. Non si tratta di sostituire la scuola, la famiglia o i servizi sanitari, ma di affiancarli, creando una rete diffusa di presidi educativi che intercettino il disagio prima che si trasformi in dipendenza o marginalità.

Condivido pienamente l’appello del dottor Barbieri per una “prevenzione vera nelle scuole, più supporto alle famiglie e una forte alleanza tra istituzioni e territori”. Aggiungo che questa alleanza deve includere anche il mondo sportivo e associativo, che in Calabria è capillare, radicato, spesso l’unico presidio rimasto in molte periferie. Lo stanziamento di 11 milioni di euro destinati ai SerD è un segnale positivo, ma va accompagnato da investimenti reali su chi lavora quotidianamente sul campo, nelle palestre, nei campetti, nelle società sportive di base.

Come CSAIn Calabria rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare con istituzioni, scuole, Tribunale per i Minorenni e servizi sociali per costruire insieme una rete territoriale che non lasci indietro nessun ragazzo. Perché ogni ora passata su un campo sportivo è un’ora sottratta alla strada, alla solitudine, al rischio.

Amedeo Di Tillo

Presidente Regionale CSAIn Calabria

Amedeo Di Tillo
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