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È tornato il Cosenza che vogliamo? Aspettiamo a cantar vittoria

Non è per il modesto valore tecnico dell’avversario chiamato Akragas che non ci sbilanciamo a definire guarito il Cosenza. Troppe volte da un anno a questa parte le metamorfosi inspiegabili della squadra rossoblu hanno avuto una rapidissima evoluzione, vedi la vittoria meritata ottenuta a Reggio Calabria in un altro turno infrasettimanale (il martedì porta bene ai lupi) e l’inopinata sconfitta figlia di una prestazione senza anima appena quattro giorni dopo al “S.Vito Marulla” per mano di una Casertana non irresistibile.

Permetteteci però di mettere da parte il crudo realismo e dare spazio ad un pizzico di ottimismo: è proprio contro le avversarie meno attrezzate che i silani hanno spesso steccato. Non è successo ieri sul neutro di Siracusa, perché mister Braglia è stato bravo a tenere alta la concentrazione dei suoi. Il Cosenza è sceso in campo col piglio giusto e non c’è voluto poi tanto a capirlo, visto che dopo due minuti e mezzo ha affondato il primo colpo col redivivo Statella, alla prima marcatura stagionale. A continuare l’opera c’ha pensato Bruccini e il forcing rossoblu è continuato senza eccessivi sforzi fino al termine della prima frazione. Se le reti di vantaggio fossero state più di due non ci sarebbe stato niente da ridire.

Capitan Corsi durante Akragas-Cosenza di ieri (photo S.S.Akragas)
Capitan Corsi durante Akragas-Cosenza di ieri (photo S.S.Akragas)

Guai ad abbassare la guardia però, ricordate tutti cosa è successo l’ultima volta che il Cosenza conduceva 0-2 a Siracusa (finale 4-2), vero? Quella disfatta è stata evitata perché diverso era l’avversario così come diversi sono ora l’allenatore e l’impostazione della squadra. La gestione del match negli ultimi minuti però, seppure semplice, non è piaciuta e lo confermano le parole di Braglia, che non ha gradito lo scarso pragmatismo mostrato in occasione di alcuni contropiede e la mollezza dei subentrati a partita in corso.

Chi non ha subito rimproveri è Luca Palmiero, non una sorpresa per chi ha la fortuna di ammirarlo quotidianamente in allenamento, ma del resto il giovane playmaker napoletano si era ben disimpegnato anche nelle prime uscite stagionali, quando le cose non giravano affatto e si attendeva la piena forma di Loviso. La palma di migliore in campo è tutta sua, se non si guardasse alla carta d’identità e lo si giudicasse solo per come calca il terreno di gioco si potrebbe pensare a un giocatore con esperienza da vendere.

Ok, manteniamo la calma e torniamo con i piedi per terra: il Cosenza ha si abbandonato la zona playout per la prima volta dall’inizio del campionato ma è ben lontano dalle posizioni che deve necessariamente tornare a occupare per dare un senso agli obiettivi dichiarati, seppur sommessamente, qualche mese addietro, e per restituire entusiasmo alla tifoseria che, a ragion veduta, si sente delusa e ferita. L’esperto tecnico Braglia sa bene, come tutti gli addetti ai lavori e gli aficionados, che il mirino ora è e deve essere puntato solo su un filotto di risultati utili consecutivi: perché sabato c’è la Juve Stabia, perché la settimana successiva c’è il Catanzaro al “Ceravolo” e fare il bis dopo 66 anni di astinenza non sarebbe mica poi tanto male.

Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

Immagine di copertina dell’articolo S.S.Akragas.

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