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Ospedale Annunziata di Cosenza

Eccezionale intervento cardiaco all’Annunziata

E’ stato eseguito su un paziente di 48 anni, nel Laboratorio di Emodinamica dell’UOC di Cardiologia Interventistica diretta dal Dr. Fascetti, questo primo intervento cardiaco di chiusura di F.O.P.

Trattasi di patologia congenita, il PFO è una apertura di forma ovale, ricoperta da un lembo di tessuto, che permette il passaggio del sangue dall’atrio destro all’atrio sinistro e quindi nella circolazione arteriosa generale. Dopo la nascita questo lembo di membrana aderisce al setto atriale, ed il passaggio di sangue dall’atrio destro all’atrio sinistro è impedito definitivamente.

Ospedale Annunziata di Cosenza - Eccezionale intervento cardiaco all'Annunziata
Ospedale Annunziata di Cosenza

In circa un quarto della popolazione italiana (15 milioni di persone), però, la chiusura non avviene. Il 70% di questi 15 milioni di persone, in cui il forame ovale pervio non si chiude, non avranno mai un sintomo per tutta la vita.

In situazioni particolari, tuttavia, nel 30% dei soggetti con PFO può verificarsi l’apertura del forame ovale in seguito a un aumento della pressione intratoracica causato, per esempio, da colpi di tosse, o conati di vomito. In questi casi può verificarsi un passaggio non solo di sangue, ma anche di trombi, dal settore destro a quello sinistro del cuore, che possono ostacolare il flusso di sangue ad organi come il cervello, causando l’ischemia.

L’intervento è stato eseguito senza complicanze e con un ottimo risultato finale, in anestesia generale su un paziente colpito di recente da ictus cerebrale.

E’ stata effettuata durante l’intervento l’ecografia transesofagea, necessaria per avere immagini adeguate del setto atriale e per poi procedere all’inserimento di un catetere nella vena femorale fino all’atrio destro e poi a quello sinistro, con il rilascio di un dispositivo detto “ombrellino” in grado di chiudere il forame e dunque la comunicazione tra gli atrii, prevenendo così eventuali altri eventi a livello celebrale.

Secondo alcune ricerche condotte recentemente, questo intervento risulta particolarmente efficace rispetto alla terapia medica.

Tale procedura, rientra in un vasto programma di trattamento delle cardiopatie strutturali che l’UOC di Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, intende sviluppare nel prossimo futuro.

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