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Elezioni Cosenza, il movimento di Manlio nega accordi: “Mai alcun patto con Mancini”

Il coordinamento civico fa chiarezza sulle ricostruzioni delle ultime settimane e annuncia la fine del confronto preliminare, confermando la corsa in totale autonomia verso le amministrative.

Nessuna alleanza, nessun patto blindato e nessun accordo politico. Il coordinamento civico guidato da Manlio fa chiarezza sulle ricostruzioni emersi nelle ultime settimane riguardo ai rapporti con l’area politica di Giacomo Mancini, precisando i contorni del confronto e annunciando il proseguimento in totale autonomia del proprio percorso verso le prossime amministrative.

Di seguito la nota integrale.

«È necessario chiarire immediatamente la natura del nostro approccio iniziale per evitare qualsiasi strumentalizzazione. Tra noi e l’area di Mancini non è mai esistito alcun accordo formale, nessun patto blindato e nessuna alleanza strutturata. C’è stato soltanto un avvicinamento alla luce del sole, un tavolo di confronto preliminare e conoscitivo dettato dalla nostra buona volontà politica per verificare se vi fosse una reale intenzione di rinnovamento per Cosenza».

«Purtroppo, questo percorso esplorativo ci ha fatto scontrare con un muro insormontabile. Dietro le dichiarazioni d’intenti, abbiamo ritrovato le medesime logiche padronali del passato, gli stessi veti incrociati e la radicata idea che la città sia un feudo da spartirsi tra pochi eletti. Constatata questa totale distanza di visione, il confronto si chiude qui: senza stracci che volano, ma con la certezza che ognuno va per la sua strada».

«Oggi assistiamo quotidianamente a una costante pantomima propagandistica, studiata esclusivamente a uso e consumo dei canali social. Esponenti politici attraversano i quartieri con i telefoni spianati, girando video costruiti a tavolino in cui fingono di scoprire solo oggi problemi che la vecchia politica ha causato negli ultimi trent’anni».

Nel fare questo, si dimenticano colpevolmente i temi centrali: la sanità, il lavoro, il welfare e una visione strategica della città a lungo termine. L’aspetto più intollerabile è l’ipocrisia di fondo di questa finzione mediatica: mentre davanti alle telecamere si mostra vicinanza ai cittadini, dietro le quinte si applica una censura sistematica. Si pongono veti, si alza la voce e si tenta di soffocare le iniziative libere, spontanee e autonome dei gruppi di giovani e di cittadini che nei quartieri vivono e lavorano davvero. Persone che vogliono cambiare le cose per forza propria, senza dover chiedere il benestare al padrone di turno».

«Cosenza non si governa con i reel o con i post su Facebook, né si riscatta con il paternalismo di chi considera i quartieri come un set cinematografico o un serbatoio di voti da setacciare ogni cinque anni. I cosentini sono stanchi delle passeggiate elettorali: servono rispetto per i territori, soluzioni strutturali e la libertà di fare politica senza dover chiedere il permesso a nessuno».

«Abbiamo compreso che questo sistema non si può aggiustare: deve essere azzerato. Il vero cambio di paradigma consiste nel dire basta ai caminetti chiusi, alla politica ereditaria e a quei candidati che considerano i cittadini e i gruppi di impegno sociale come semplice truppa da manovra. La nostra non è una candidatura al servizio di una dinastia o di un cartello di potere, ma la riappropriazione della città da parte della comunità».

«Chi desidera la continuità ha già i suoi candidati; chi vuole una storia completamente nuova, da oggi ha una casa. Una casa che si sta già riempiendo: siamo già al lavoro per comporre liste forti, competenti e agguerrite, formate da donne, uomini e giovani che non hanno padroni politici e che metteranno la faccia e le proprie competenze al servizio esclusivo di Cosenza».

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