Formazione, digitalizzazione e rapporto con gli enti locali al centro del dibattito promosso dal Comitato iscritti. Oltre 7.000 professionisti chiamati a disegnare le nuove sfide del territorio.
Venerdì 13 marzo 2026, presso il Museo del Presente di Rende, si è svolto un incontro pubblico promosso da un Comitato Promotore di iscritti all’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cosenza, con l’obiettivo di aprire un confronto libero e partecipato in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine.
L’iniziativa ha riunito numerosi professionisti del territorio – liberi professionisti, dipendenti pubblici e privati, imprenditori e giovani ingegneri – creando uno spazio di dialogo sulle principali sfide che attendono la categoria nei prossimi anni. Tra i temi affrontati nel corso della serata: formazione professionale, innovazione tecnologica, rapporto con le istituzioni, mercato dei servizi di ingegneria e ruolo dell’Ordine nel territorio.
Ad aprire il confronto è stato l’ing. Giuseppe Chiappetta, libero professionista, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa come momento di ascolto e partecipazione collettiva. Il comitato promotore, nato spontaneamente tra colleghi, intende raccogliere idee e contributi utili alla costruzione di un programma condiviso per il futuro dell’Ordine.
Nel corso dell’incontro sono emerse numerose riflessioni sull’evoluzione della professione dell’ingegnere. L’ingegnere Salvatore Carnevale, responsabile dell’Ufficio Tecnico dei Comuni di Falerna e Longobardi, ha sottolineato come il ruolo dell’ingegnere sia oggi profondamente trasformato rispetto al passato, sempre più influenzato da innovazione tecnologica, digitalizzazione e nuove competenze professionali. In questo contesto ha evidenziato l’importanza di rafforzare la formazione continua e di sviluppare un rapporto più stretto con l’Università della Calabria, favorendo il coinvolgimento dei giovani nella vita dell’Ordine.
Sul tema della formazione è intervenuto anche l’ingegnere Pierluigi Andrea Bruno, che ha evidenziato le difficoltà di molti giovani professionisti nel partecipare ai corsi necessari per l’acquisizione dei crediti formativi obbligatori, spesso a causa delle condizioni lavorative all’interno di società di ingegneria. Da qui la proposta di ampliare le modalità di accesso alla formazione, anche attraverso
strumenti digitali e partecipazione online.
L’ingegnere Federica Garritano ha invece richiamato l’attenzione sul tema del ruolo delle donne nella professione, sottolineando come negli anni passati le professioniste abbiano spesso dovuto dimostrare maggiormente le proprie capacità per affermarsi. L’obiettivo oggi è superare definitivamente le distinzioni di genere e valorizzare esclusivamente la qualità del lavoro professionale.
Il confronto ha toccato anche il tema del rapporto tra Ordine professionale e amministrazioni locali. L’ingegnere Luigi Borrelli ha sottolineato come l’Ordine debba rafforzare il proprio ruolo di supporto tecnico e istituzionale agli enti locali, soprattutto nei contesti territoriali più complessi, dove spesso i comuni dispongono di strutture tecniche limitate e hanno bisogno di interlocutori qualificati.
Nel suo intervento, Borrelli ha evidenziato inoltre l’importanza di inserire nel dibattito programmatico anche il tema della Cassa di previdenza professionale, ricordando le criticità emerse durante il periodo della pandemia e la necessità di comprendere con maggiore chiarezza quale sia oggi la situazione della categoria dal punto di vista previdenziale. Secondo Borrelli è fondamentale che i futuri programmi dell’Ordine tengano conto di queste problematiche, affinché gli investimenti nel settore edilizio e infrastrutturale non diventino paradossalmente penalizzanti per gli ingegneri che hanno dedicato una vita alla professione.
Su questo tema è intervenuto anche l’ingegnere Alfredo Conforti, il quale ha evidenziato come molte delle criticità che oggi interessano la categoria derivino da una carenza di coordinamento e di dialogo tra le principali istituzioni della professione, come Ordine, Fondazione e Cassa previdenziale. Secondo Conforti, negli ultimi anni è mancato un vero network di rappresentanza della categoria, capace di affrontare in modo unitario le difficoltà del settore.
Per questo motivo, egli ha sottolineato la necessità di superare atteggiamenti passivi e di rafforzare la capacità di dialogo istituzionale e autonomia gestionale, elementi ritenuti fondamentali per restituire centralità e forza alla comunità professionale degli ingegneri.
Nel dibattito è intervenuta anche l’ingegnere Federica Furiato, che ha richiamato l’attenzione sulla condizione degli ingegneri dipendenti, leggendo una lettera di un ingegnere dell’informazione che evidenzia le difficoltà di molti professionisti nel partecipare alle attività formative dell’Ordine a causa degli impegni lavorativi.
Il rapporto tra professione e istituzioni è stato affrontato anche dall’ingegnere Roberto Veltri, libero professionista e sindaco di Belmonte Calabro, il quale ha evidenziato il ruolo che l’Ordine può svolgere nel rafforzare il dialogo tra ingegneri e pubblica amministrazione, soprattutto nei processi di digitalizzazione dei servizi pubblici.
Nel dibattito è intervenuto anche l’architetto Giulio Cesare Guccione, consigliere dell’Ordine degli Architetti della provincia di Cosenza, che ha messo in risalto l’importanza della collaborazione tra le professioni tecniche, evidenziando i
numerosi ambiti condivisi tra ingegneri e architetti, dalla progettazione alla sicurezza delle opere e al rapporto con gli enti.
L’ingegnere Antonio Nervoso, imprenditore e libero professionista, ha posto l’attenzione sulle difficoltà che incontrano i giovani ingegneri nei primi anni di attività, sottolineando la necessità di creare strumenti di supporto e occasioni di confronto con professionisti più esperti.
Una riflessione sulle trasformazioni tecnologiche della professione è stata proposta dall’ingegnere Antonio Gallo, che ha ricordato l’importanza di rafforzare il rapporto con il mondo universitario e di prestare maggiore attenzione
alle evoluzioni legate a intelligenza artificiale e digitalizzazione.
L’ingegnere Emilio Morelli, con esperienza nel settore delle telecomunicazioni, ha richiamato invece l’attenzione sul tema del project management, competenza sempre più richiesta anche nella pubblica amministrazione ma ancora poco sviluppata nei percorsi formativi tradizionali.
Al confronto ha partecipato anche l’ing. Michele Leone, tra i promotori dell’iniziativa, che ha sviluppato una riflessione sul ruolo istituzionale dell’Ordine e sulle prospettive della professione nel territorio, evidenziando come il futuro dell’istituzione debba fondarsi su tre pilastri principali: attività istituzionale, presenza sui territori e innovazione.
Ricordando che l’Ordine degli Ingegneri di Cosenza conta oltre 7.000 iscritti distribuiti in circa 150 comuni, Leone ha sottolineato la necessità di rafforzarne il ruolo istituzionale e la capacità di dialogo con le istituzioni regionali e nazionali, anche attraverso un contributo più attivo nel confronto sulle politiche pubbliche e sulle proposte normative che riguardano il settore tecnico e infrastrutturale.
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto con il territorio: in una provincia ampia e articolata come quella cosentina, l’Ordine deve garantire servizi, formazione e occasioni di confronto anche nelle aree più periferiche, utilizzando strumenti digitali per rendere le attività sempre più accessibili agli iscritti.
Leone ha inoltre richiamato il tema dei cambiamenti climatici e della prevenzione del dissesto idrogeologico, sottolineando come gli ingegneri possano svolgere un ruolo centrale nella pianificazione e nella prevenzione dei rischi ambientali. In questa prospettiva, egli ha evidenziato l’importanza di rafforzare la collaborazione tra gli ordini professionali, in particolare con geologi e architetti.
Infine, l’ingegnere Leone ha sottolineato la necessità di accompagnare la professione nei processi di innovazione tecnologica, con particolare attenzione a digitalizzazione, cybersecurity e intelligenza artificiale, e di rafforzare gli strumenti di formazione continua, sfruttando anche le opportunità offerte dal digitale.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche l’ing. Carmine Guido, imprenditore e delegato OICE per la Calabria, che ha richiamato l’attenzione sulle trasformazioni del mercato dei servizi di ingegneria. Guido ha evidenziato come il settore stia attraversando una fase di cambiamento, caratterizzata da contrazione dei bandi e crescente competizione basata sul prezzo, sottolineando la necessità che la professione e le istituzioni della categoria sappiano adattarsi alle nuove dinamiche del mercato.
Dal confronto è emersa complessivamente la necessità di rafforzare la formazione professionale, migliorare il dialogo tra Ordine, Università e istituzioni, sostenere i giovani ingegneri e promuovere una maggiore collaborazione tra professionisti, imprese e pubblica amministrazione. Allo stesso tempo, è stata evidenziata l’importanza di tutelare anche gli studi professionali di dimensioni più piccole, che rappresentano una componente storica e fondamentale del tessuto tecnico del territorio.
Comitato Promotore Ingegneri iscritti all’Ordine di Cosenza

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